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Arte e bellezza a Palazzo Settanni

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Abiti e accessori d’epoca in mostra sino a novembre

di Teresa Gallone

Si amplia l’offerta del Mudias di Rutigliano, ufficialmente attivo dal 10 marzo 2016, ora di nuovo contenitore di oggetti di grande pregio artistico con la mostra temporanea di moda e accessori d’epoca, aperta al pubblico da sabato 5 agosto 2017.

L’esposizione è il risultato del lavoro congiunto dello staff del Museo, dell’associazione “le Antiche Ville” e dell’Ecomuseo del Poggio di Mola di Bari. L’allestimento della mostra e la cura degli abiti sono stati affidati all’esperienza di Monica Cannillo.

Gli abiti e gli accessori vanno ad affiancare gli oggetti votivi e i manufatti d’arte sacra, già ospiti delle sale del Museo. È il direttore del Mudias Francesco Dicarlo a svelare il collegamento fra i due percorsi: il punto focale della è rappresentato dagli abiti da sposa, assolutamente pertinenti in quello che è un contenitore di tipo “ecclesiastico”. Due abiti da matrimonio sono stati infatti collocati nella cappella privata del palazzo, volutamente affiancati all’altare ligneo a scomparsa e alle carte dotali già esposte in precedenza.
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La mostra ospita abiti di tre epoche distinte, XVIII, XIX e XX secolo. Vistosissima e impossibile da non ammirare la “robe volante” settecentesca. Questo tipo di capo femminile si diffonde durante il regno di Luigi XV ed è caratterizzato dalla presenza del panier, struttura in osso di balena e stoffa posta all’altezza dei fianchi per allargarne il volume. Il nome di questo accessorio deriverebbe dalle ceste (paniers in francese) poste sulla soma degli asini.

Il passaggio dal XVIII al XIX secolo è evidente. Gli abiti cominciano a perdere le strutture ingombranti e si fanno più confortevoli. In esposizione si possono ammirare alcuni abiti della seconda metà dell’800 su cui è visibile il passaggio dall’abbondanza di crinoline alla “demi crinoline”, con meno cerchi a reggere la gonna e una concentrazione più marcata di arricciature sul retro.

Approdando al XX secolo, i capi femminili si fanno più funzionali e privi di sottostrutture che impediscono i movimenti. È possibile visionare alla fine del percorso abiti con forma a “s”, data dal bustino stretto che spinge il petto verso l’esterno assieme al bacino, tenendo la schiena e il collo ben diritti grazie alle stecche.

Una nota a parte la meritano tre abiti in particolare. Il visitatore noterà con stupore che si tratta di due capi di colore nero, di cui uno da matrimonio. Quest’ultimo apparterrebbe a una donna costretta a sposare il cognato vedovo, onorando l’usanza che imponeva di sostituire in matrimonio la sorella maggiore defunta. Dato che le nozze coincidevano con il periodo di lutto della donna, l’abito è stato confezionato in stoffa nera.

Ci si aspetterebbe un capo austero e sorprende invece la presenza di decorazioni colorate, sobrie e ben armonizzate con lo sfondo scuro. L’altro abito, più pesante e completamente nero, apparterrebbe a una vedova di guerra che lo avrebbe utilizzato nei tre anni di periodo di lutto. Non mancano anche qui tessuti pregiati e decorazioni, questa volta tono su tono. Ultimo degno di nota è l’abito nuziale degli anni Trenta del secolo scorso che fa da padrone incontrastato nella cappella privata di Palazzo Settanni. Il capo è attillato, completamente privo di sottostrutture e orpelli, intessuto in raso di rayon, fibra artificiale.

Il percorso offre non solo abiti d’epoca da signora ma accessori di vario genere, biancheria intima, abiti da battesimo e capi nuziali maschili. La mostra sarà aperta al pubblico da sabato 5 agosto 2017 sino a domenica 5 novembre 2017.







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