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ACCERTAMENTI ICI, INTERVISTA AL DOTT. CHIANTERA

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Gli accertamenti ICI per l’anno 2005, soprattutto sulle aree edificabili, preoccupano i cittadini per le cifre in euro contestate dal comune. A causa delle penalità, si può arrivare a pagare migliaia di euro, anche decine di migliaia. Abbiamo già trattato, in un articolo precedente, la questione che è alla base della notevole entità economica di alcune cartelle: la mancata comunicazione ai contribuenti sul cambio di qualificazione dei suoli da agricoli ad edificabili dovuto all’approvazione definitiva del PRG, avvenuta proprio nel 2005.

Col dirigente dell’ufficio tributi del comune di Rutigliano, dott. Antonio Chiantera, il 1° febbraio scorso, abbiamo, invece, voluto capire i fondamentali tecnici di questa vicenda. Chiantera ci ha detto che l’affidamento a una ditta esterna degli accertamenti e della gestione della banca dati era necessario «perché qui si parla di una massa di atti, 8000 contribuenti, possibilmente 16.000 versamenti se tutti versano in acconto e saldo», una mole di atti enorme.

Fa notare anche che gli errori nella compilazione delle dichiarazioni ICI sono la causa degli accertamenti. «La dichiarazione ICI sembra facile da compilare, non è assolutamente così», ammonisce. «Ci sono una marea di trabocchetti che, magari, chi pensa di fare da sé commette facilmente». Il problema è, dunque, la dichiarazione “fai da te”. «Noi abbiamo riscontrato -ci informa- che su 100 dichiarazioni presentate circa il 60-70% sono errate. Quelle danno luogo per forza ad accertamenti».

Dott. Chiantera, come si chiama la società che sta facendo gli accertamenti?
«Censum».

Si tratta della vecchia Eurogest che lavora da anni col comune di Rutigliano?
«Si».

Questa società lavora a convenzione, nel senso di un costo fisso complessivo del servizio, o viene pagata ad accertamento notificato?
«Lavora a percentuale sul riscosso. Si fa la verifica sul riscosso attraverso i conto correnti postali. Su quello che è stato effettivamente riscosso, a seguito degli accertamenti effettuati, viene calcolata la percentuale».

Quindi, il meccanismo è: più il comune incassa dagli accertamenti, più la ditta guadagna.
«Si, diciamo, indirettamente si. Se, ad es., si accerta 1000 e il riscosso è 500, la percentuale si calcol
a su 500».

Qual è questa percentuale.

«Intorno al 12 %».

Nel consiglio comunale del 24 gennaio scorso il presidente Matteo Colamussi si è impegnato, entro otto giorni, a verificare in commissione bilancio se ci sono le condizioni per intervenire andando incontro ai contribuenti. Si sa qualcosa in merito?
«La Prima commissione consiliare è prevista per oggi alle 12:00. Al momento, quindi, non c’è niente. Sentiremo la commissione, le proposte e anche le lamentele dei cittadini e sulla base di tutto questo si deciderà».

Lei è un tecnico, le chiedo se si può intervenire, ad es., facendo risparmiare sulle penalità.
«Dal punto di vista tecnico le possibilità di intervento sono previste dalla legge. E in effetti il 30 giugno scorso è stato approvato un regolamento per la riapertura dei termini».

Che prorogava la scadenza di presentazione delle dichiarazioni?
«Riapriva i termini di presentazione delle dichiarazioni per coloro che se ne erano dimenticati.
Sostanzialmente questo regolamento andava incontro a chi non si è reso conto di aver evaso, o non sapeva che le aree fossero edificabili. Poi, in consiglio comunale, c’è stata una modifica che ha reso questo regolamento non applicabile, non perfetto dal punto di vista amministrativo. Per questo non gli si è potuto dar corso, nel caso contrario noi oggi avremmo avuto uno strumento che ci avrebbe permesso di venire incontro ai cittadini. Naturalmente, in sede di commissione capiremo quali sono gli orientamenti, le lagnanze, i punti di vista, che non conosco perché non sono stati portati alla mia attenzione».

Insomma, quel regolamento dava la possibilità di sanare

«Di sanare senza sanzioni».

Oggi, quindi, lei saprà qual è l’orientamento politico rispetto a questa vicenda.
«Dal punto di vista tecnico io ho già spiegato che gli atti sono perfettamente legittimi, perché abbiamo seguito alla lettera le norme di legge».

Questi accertamenti, mi pare di capire, non derivano da in input politico, ma partono d’ufficio.«Si, questi sono obbligatori per legge. C’è stato naturalmente anche un input politico, nel senso che hanno dato come indirizzo quello di accertare tutto l’accertabile. Ma era forse pleonastico, nel senso che, comunque, era una cosa che avrei dovuto fare in ogni caso».

Se questi accertamenti sono obbligatori per legge, significa che ne arriveranno per il 2006-7-8, fino a che non è stata eliminata l’ici sulla prima casa?

«Non c’entra niente l’ICI sulla prima casa. Le rilevazioni sull’abitazione principale cessano a fine 2007, però ci sono tutte le altre violazioni, sulle aree fabbricabili. Ci saranno, quindi, quelle fatte nel 2011-12 e cosi via, non si ferma mai».

Un ultima cosa dott. Chiantera. Si è fatta una idea dell’evasione totale che si è recuperata con questo accertamento sul 2005.

«Questi tipi di numeri non si possono dare adesso, si possono dare a consuntivo».

Nella commissione di cui parla il dirigente dell’ufficio tributi, tenutasi qualche ora dopo l’intervista, i consiglieri di minoranza hanno proposto la sospensione degli accertamenti per consentire un confronto tra contribuenti e ufficio e la riapertura dei termini di tutte le imposte comunali. Hanno proposto anche la verifica dei valori delle aree edificabili e la riduzione al solo primo anno delle sanzioni per gli accertamenti già inviati.
Su queste proposte l’opposizione ha presentato una mozione (qui pubblicata) che stamattina, in conferenza dei capigruppo, è stato deciso di mettere all'ordine del giorno del consiglio comunale che si terrà lunedi prossimo 14 febbraio.


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