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VENDOLA AI PUGLIESI "MENO TASSE PER CHI DIFFERENZIA"

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Sui quotidiani di oggi – 3 febbraio 2011 – leggiamo l’intervista del Presidente della Giunta Regionale sul tema della raccolta differenziata. Vendola ha precisato: "da ora in poi nella mia regione chi si impegnerà maggiormente nella raccolta differenziata pagherà meno tasse; al contrario chi, magari per pigrizia, non affronterà questo impegno con solerzia sborserà di più sul fronte complessivo delle tasse sui rifiuti”.

Sul tema della raccolta dei rifiuti solidi urbani a Rutigliano e sul suo misero 7% di raccolta differenziata, si è molto parlato in passato; ma, poi, sul problema è stata messa “ la sordina ”.

Il richiamo di Vendola ad una maggiore “solerzia” nella raccolta differenziata, a mio parere, ci deve far riflettere e riconsiderare il problema. Infatti il D.L. 152/06 (come ulteriormente integrato e modificato dal d.legs. 4/08) ha, tra l’altro, previsto che le pubbliche amministrazioni devono favorire: la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti attraverso il potenziamento della raccolta differenziata e la previsione dei centri di raccolta, l’adozione di misure economiche e la determinazione di condizioni di appalto che prevedano l’impiego dei materiali recuperati dai rifiuti, l’utilizzazione dei rifiuti come combustibile o come altro mezzo per produrre energia.

Il D.L. ha anche precisato che deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari a determinate percentuali minime che variano di anno in anno. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di cui sopra, viene applicata un’addizionale del 20% al tributo per il conferimento di rifiuti in discarica a carico dell’Autorità d’ambito, che ne ripartisce l’onere “tra quei comuni del proprio territorio che non abbiano raggiunto le percentuali previste, sulla base delle quote di raccolta differenziata raggiunte nei singoli comuni”.
Ecco, quindi, il riferimento di Vendola alla “solerzia” : “.. chi non affronterà questo impegno con solerzia sborserà di più”.
Questa mancata “solerzia” come impatterà sui cittadini rutiglianesi che raggiungono a stento un misero 7% di raccolta differenziata?

Pare ovvio, con un aumento proporzionale e protratto negli anni, delle tasse dei rifiuti!
Ma il mancato incremento delle quote di raccolta differenziata è forse solo e soltanto colpa dei cittadini rutiglianesi?
O, al contrario, un eventuale e probabile aumento delle tasse sui rifiuti dipenderà dagli errori strategici e di campo dell’Amministrazione Comunale in tema di raccolta rifiuti?

Vorrei ricordare che Il Comune di Rutigliano, con il nuovo bando di gara per la raccolta rifiuti, prevede di effettuare una completa raccolta “porta a porta” solo per il centro storico (piccola frazione del territorio comunale) mentre per il resto della città la raccolta dell’organico/umido avverrà con deposito nei cassonetti collocati sulle strade.
Non effettuando raccolta porta a porta della frazione organico/umido – che dovrà essere conferita nei cassonetti – del “resto della città”, non si incentiva la raccolta differenziata, non si responsabilizzano i cittadini - che devono avere maggior cura nel differenziare correttamente i rifiuti da avviare al riciclo - non si possono esercitare i controlli su quanto viene depositato nei cassonetti.

Senza raccolta porta a porta in tutto il territorio comunale delle frazioni differenziate di rifiuti, sarà quasi impossibile passare dall’attuale miserrimo 7% di raccolta differenziata alle percentuali di differenziata stabilite per il 2011 e per gli anni successivi… con l’applicazione delle “sanzioni” e degli aumenti delle tariffe previste per i Comuni meno virtuosi!

Ma sarebbe ingiusto lasciare indenne ed esente da responsabilità anche il nostro “Governatore” Nichi Vendola che, in un altro passo dell’articolo, afferma : “... intanto per andare oltre il modesto 16% di raccolta differenziata (della Regione Puglia) sono stati offerti incentivi agli agricoltori per l’uso di compost, che così non finisce in discarica” .
Infatti, per risolvere, in parte il problema dei rifiuti, bisognerebbe che fosse seriamente avviato un processo virtuoso del trattamento rifiuti.
E, a tal proposito, Vendola, rispondendo a Boccia (parlamentare PD) - che gli chiedeva se la Puglia avesse completato il ciclo di trattamento dei rifiuti - affermava che: “abbiamo oggi inaugurato quasi tutti gli impianti (separazione dell’umido e del secco, biostabilizzazione, impianti di produzione CdR, impianti di compostaggio) che dotano la Puglia di un parco impiantistico tra i più moderni d’Italia”.

Solo che, la denuncia di Legambiente contrasta con le dichiarazioni di Nichi Vendola.
Legambiente afferma infatti che sono soltanto 4 gli impianti di compostaggio in funzione (Molfetta e Modugno in provincia di Bari, Ginosa e Manduria in provincia di Taranto) che però funzionano solo al 50% delle loro potenzialità, trattando appena il 10% dei rifiuti complessivi prodotti nella regione. Tra questi, gli impianti di Molfetta e Modugno sono frequentemente al centro di intricati procedimenti giudiziari che ne impediscono di fatto il regolare funzionamento.
Così come non è entrato completamente in funzione l’impianto dell’ATO BA 5 di Contrada Martucci ( che a noi rutiglianesi ci riguarda da vicino).

Non si è avviato l’impianto di compostaggio, non è ancora in funzione l’impianto di produzione CDR (combustibile da rifiuti), la biostabilizzazione che viene effettuata sembra non dia i risultati attesi e previsti dalla “letteratura scientifica” (perdita di peso del 20-25%, il 43-60% al CDR, il 5-7 % a metalli e solamente il 15-25% in discarica) andando in discarica percentuali ben più alte di quelle previste … con aumento di costi che gravano e graveranno sui cittadini.

Prima di richiedere maggiori tasse sui rifiuti ai cittadini di Comuni “non virtuosi”, la Regione dovrebbe intervenire con azioni coordinate o di moral suasion nei confronti di quelle Amministrazioni Locali che non favoriscono o non mettono in atto tutti quei procedimenti necessari al potenziamento della raccolta differenziata e non prevedano l’istituzione dei centri di raccolta!
Per diminuire i costi di raccolta dei rifiuti e per offrire il compost (concime di qualità) agli agricoltori …. è necessario che gli impianti di compostaggio, di produzione di CDR e di biostabilizzazione siano a regime e funzionino regolarmente e a ciclo continuo!

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