TARI 2026, il sindaco “fa chiarezza” e non spiega i fondamentali
- Dettagli
- Pubblicato Venerdì, 14 Agosto 2026 20:48
- Scritto da Gianni Nicastro
- Visite: 1259

di Gianni Nicastro
Senza entrare nei complicatissimi meandri (non ne sarei capace) dei codici, delle formule e dei calcoli con cui lo Stato ha voluto infarcire il PEF -Piano Economico Finanziario-, ci sono dei macro elementi con i quali si possono fare calcoli e un'analisi politica sull’aumento dei costi variabili e della tariffa variabile 2026.
Questi macro elementi sono l’importo dei PEF 2025-2026, l’aumento del PEF 2026 su quello dell’anno prima, i ricavi e i proventi del materiale differenziato conferito alla filiera del CONAI, le detrazioni stabilite dalle norme.
In ordine: €
- PEF 2025 3.094.167
- PEF 2026 3.161.000
- PEF 2026 +66.833 (2,16%)
- Costi
variabili
2026 + 802.000
- Proventi
ricavi,
ricavi 598.000
- Detrazioni 215.000
Questi sono i macro dati che hanno fatto in modo che il PEF 2026 sia aumentato del solo 2,16% sul 2025. E su questi macro dati si può fare una analisi politica circa quello che è successo sulla Tari tra 2025 e 2026.
Perché, nonostante il costo variabile sia aumentato di 802.000 euro -costo che nel PEF del 2025 non c’e- il PEF 2026 è aumentato solo di 66.883 euro, cioè solo del 2,16%? Perché l’aumento di 802.000 euro è stato, io ritengo, compensato dai proventi/ricavi e dalle detrazioni che sommano 813.000 euro. Se così non fosse il PEF 2026 sarebbe del 25,92% in più rispetto al PEF dell’anno scorso, invece l’aumento è solo del 2,16%.
Questo ragionamento è, in sintesi, quello che ho fatto nell’articolo “Aumenta la TARI con meno rifiuti e più raccolta differenziata” pubblicato su Rutiglianoonline il 3 agosto scorso (qui). Certo, sarebbe interessante capire nel dettaglio il perché di quei 66.833 euro in più nonostante la compensazione; il PEF su questo non dice nulla. Quel 2,16% in più lo si ricava solo facendo la differenza tra il PEF del 2026 e quello del 2025. Il sindaco scrive, però, che la base imponibile è diminuita del 2%, praticamente il 2% di contribuenti in meno. Può darsi che quei 66.883 euro in più vadano a coprire quel 2% in meno. Mi chiedo: se l'aumento del 2% del PEF copre le entrate in meno del 2026, l'aumento della tariffa variabile del 24,21% cosa copre?
Ora, Giuseppe Valenzano il 13 agosto, cioè ieri, rispondendo all’opposizione, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una lunga analisi, suggestiva, nella quale mette insieme i costi in più che il PEF 2026 in effetti riporta -e altri dati-, espone tabelle a mo’ di slide (effetti speciali) che dicono esattamente quello che lui va dicendo dal consiglio comunale del 28 luglio scorso. Nel post e nelle tabelle non si trova traccia della compensazione nei suoi dettagli. E’ come se avesse voluto giustificare l’aumento del 24,21% della tariffa variabile 2026 per tutti i nuclei familiari e l'aumento di oltre 1 euro medio al metro quadro delle non domestiche. E, in effetti, l’operazione gli è riuscita bene. Nei commenti sotto il suo lungo post i cittadini lo ringraziano. Uno per tutti: «Grazie per la chiarezza. Purtroppo molti non leggeranno (o comprenderanno) ciò che Lei ha scritto», appunto. Anche chi ha postato in modo tendenzialmente critico alla fine lo ringrazia e gli fa i complimenti. Bravo il sindaco, non solo la tariffa variabile Tari è aumentata -e di molto- ha avuto pure i complimenti.




Notizie 





Commenti