Aumenta la TARI con meno rifiuti e più raccolta differenziata
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- Pubblicato Lunedì, 03 Agosto 2026 17:08
- Scritto da Gianni Nicastro
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di Gianni Nicastro
I cittadini di Rutigliano è dal 2011 che diligentemente differenziano in casa con la raccolta porta a porta, tendenzialmente producono meno rifiuti, aumentano le percentuali di raccolta differenziata e, anziché essere premiati con un risparmio sulla tassa -o con l’istituzione della tariffa puntuale-, sono penalizzati con un aumento del 24,21% della parte variabile della tariffa 2026. Questo è quanto hanno deciso amministrazione e maggioranza consiliare il 28 luglio scorso.
In quel consiglio comunale il sindaco ha detto che sulla TARI 2026 c’è stato un «leggero aumento» rispetto al 2025. Non è vero che l’aumento sia stato “leggero”. Leggera è stata la diminuzione della parte fissa della tariffa, mediamente di € 0,11 al mq rispetto all’anno scorso. La tariffa variabile, invece, è aumentata in questi termini:
- media tariffa variabile 2025= € 189,89
- media tariffa variabile 2026= € 235,87 +€ 45,98 (+24,21% su 2025).
La variabile su 3 componenti nucleo familiare passa da € 169,092 dell’anno scorso a € 210,03 di quest’anno, un aumento di 40,93 euro, il 24,21%. Chi subirà la maggiore stangata nel 2027, con la tariffa variabile approvata il 28 luglio scorso, sono i nuclei familiari di “6 o più componenti”: l’anno scorso, al netto di oneri e tributi vari, hanno pagato una variabile di € 301,006, l’anno prossimo pagheranno € 373,87, più € 72,86 (il 24,2%). Come si vede nella tabella qui sotto la tariffa variabile 2026, che viene fuori dal consiglio comunale del 28 luglio scorso, è aumentata mediamente del 24,21%.
Variabile 2025 2026
€ €
1 comp. 70,87 87,97 + € 17,1 (24,12%)
2 comp. 123,947 153,95 + € 30,00 (24,2%)
3 comp. 169,092 210,03 + € 40,938 (24,21%)
4 comp. 211,591 262,81 + € 51,219 (24,2%)
5 comp. 262,593 326,58 + € 63,987 (24,36%)
6 comp. 301,006 373,87 + € 72,864 (24,2%)
Tutto questo è avvenuto a fronte di una produzione dei rifiuti -nel comune di Rutigliano- che è passata da t 7.896 del 2021 a t 7.633 del 2025, 263 tonnellate in meno in cinque anni; e a fronte di una raccolta differenziata che passa dall’80,93% del 2021 all’81,66% del 2025, un aumento dello 0,73% che è un segno importante perché denota il fatto che anche se si raggiungono, o si superano, percentuali dell’80%, il dato negli anni comunque tende a crescere.
C’è un altro fatto positivo da registrare, la diminuzione della produzione di rifiuto pro capite a Rutigliano: nel 2021 era di 427,27 kg/anno, nel 2025 scende a 410,59 kg/anno, una diminuzione in cinque anni di 16,68 kg per abitante. Non è poco, si tratta di 303,5 tonnellate in meno prodotte su una popolazione di 18.200 abitanti.
Quindi, diminuisce la produzione dei rifiuti, aumenta la raccolta differenziata, si allarga la base imponibile per l’attivazione di nuove case, depositi e negozi, come ha detto il consigliere Roberto Romagno in quel consiglio comunale, e la TARI anziché rimanere invariata o diminuire, aumenta nella sua parte variabile addirittura del 24%.
Il sindaco in consiglio comunale prima citato ha fatto notare che il PEF 2026 (€ 3.161.000) è aumentato del 2% rispetto al 2025 (€ 3.094.167), si tratta quindi di € 66.833 in più (+2,15%). A fronte di un aumento, tutto sommato contenuto, poco più del 2%, la tariffa variabile 2026 è aumentata del 24% sulle utenze domestiche.
L’aumento lo si riscontra anche sulle utenze non domestiche. Prendo qui ad esempio alcune categorie più diffuse sul territorio. Per negozi di abbigliamento, cartolibrerie, ferramenta, calzature, la tariffa al metro quadro aumenta da € 7,019 del 2025 a € 7,79 del 2026, € 0,77 al mq in più. Sui banchi di mercato c’è un aumento, sempre al mq, di € 1,12; i supermercati, le salumerie e i generi alimentari avranno un aumento di € 1,62; € 1 è l’aumento al mq di bar e pasticcerie; di € 1,33 al mq aumenta la Tari di ristoranti e pizzerie. E’ facile calcolare quanto in più pagheranno di Tari queste categorie l’anno prossimo.
C’è un’ultima cosa. Il sindaco nel consiglio comunale del 28 luglio scorso si è posto, retoricamente, una domanda: «Perché nel 2026 il PEF ha un’incidenza maggiore rispetto al 2025?». La risposta da lui stesso data: «Perché sostanzialmente c’è stato un aumento dei costi variabili, che sono aumentati in modo particolare, lo sappiamo tutti: è aumentato il costo di conferimento in discarica, perché da 453.000 euro che era nel 2022 è passato a 957.000
euro circa nel 2024».
Ora, il costo di conferimento in discarica è la tariffa a tonnellata che i comuni dell’ex bacino BA/5 pagano di indifferenziato agli impianti della Progetto Gestione in contrada Martucci a Conversano. Tariffa che nel 2024 l’AGER ha stabilito, per l’impianto della Progetto Gestione, in € 227,89/t oltre Iva.
Nel PEF del 2025, che riporta i dati del 2024, alla voce “Costi dell’attività di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani” troviamo € 325.032, alla voce “costi dell’attività di trattamento e recupero dei rifiuti urbani” troviamo € 127.646. Di “conferimento in discarica”, di cui ha parlato il sindaco, nel 2024 il comune di Rutigliano ha pagato solo € 325.032, non 957.000 euro come riferito dallo stesso sindaco in consiglio comunale. Se si aggiungono i costi di trattamento e recupero, per lo smaltimento nel 2024 il comune ha speso complessivamente 452.000 euro. Da dove escono quei 957.000 euro? Ricordo al sindaco che nel 2024 valevano le tariffe di conferimento in discarica stabilite nella determina AGER n. 10 del 10 gennaio 2024, e cioè € 227,89/t oltre Iva.
Il sindaco, che è assessore al bilancio, dovrebbe spiegare meglio cosa sono quei 957.000 euro, a quali voci di costo si riferiscono.
La morale di tutta la vicenda qui è che Rutigliano è uno dei comuni più virtuosi della Puglia e lo è da quindici anni. Da sette di questi quindici anni il comune è governato da Giuseppe Valenzano, dal PD e dagli ex AN, oltre qualche civico. Nonostante tutti questi anni l’amministrazione comunale non riesce ancora ad istituire la tariffa puntuale, che premierebbe adeguatamente i cittadini più virtuosi nella differenziazione dei rifiuti, innescherebbe -anche- comportamenti più “ecologici” perché, con la puntuale, meno indifferenziato e organico si produce, meno tariffa si paga.




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