Le origini di Rutigliano
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- Pubblicato Lunedì, 02 Novembre 2026 15:54
- Scritto da Carmine Rocco Laforgia

di Carmine Rocco Laforgia
Rutigliano è uno dei tanti prediali di sicura origine romana. Si tratta di toponimi, di nomi di località uscenti in -anus, che corrispondono ai nomi dei proprietari dei fundi o praedia, cioè di tenute rurali, che sono rimasti impressi nei nomi di contrade, di vici (villaggi) trasformatisi quindi nei casali medievali. In età tardo repubblicana ed imperiale romana c'era l'uso di aggettivare il nome di una tenuta, assegnandogli quello del proprietario, onde fanno supporre l'esistenza di una villa, cioè di una azienda rurale di epoca romana. Numerosi sono i toponimi di origine prediale che Raffaele Ruta ha riscontrato in Puglia attraverso lo spoglio di documenti medievali e degli atti notarili in archivi e biblioteche. Così Valenzano deriva da Valentius, Triggiano da Trebius, Lucignano da Licinius ecc…Si tratta di nomi in parte andati smarriti nel corso dei secoli, altri rimasti a denominare contrade e paesi in territori diversi. Ad esempio di Valenzano ne risultano due in provincia di Bari: oltre al casale a sud di Bari, Valenzano è il nome di una contrada dell'agro di Ruvo; ben tre località conservano il nome di Triggiano e via di seguito. Rutigliano quindi corrisponde a fundus Rutilii: il
nomen Rutilius era abbastanza diffuso nella Regio II Augustèa: Apulia et Calabria. Esso si trova in ben 16 epigrafi sepolcrali rinvenute nel beneventano che in età romana faceva parte della Regione II. Un P. Rutilius Tertullinus si ritrova a Canosa e due Rutiliae a Brindisi. La gens Rutilia si ritrova pure in Etruria ed in Campania.
Durante la seconda colonizzazione bizantina (878-1071) a Rutigliano (azienda rurale di epoca romana) si insediarono delle famiglie longobarde che unendosi alla popolazione indigena diedero origine ad un villaggio (casale o locus) che pian piano cominciò ad essere cinto di mura. Rutigliano ed il suo territorio sono ricche di testimonianze bizantine (rilievi, sculture, argenteria, icone, lucerne, chiesa di S. Apollinare in contrada Bigetti-Purgatorio, ed altro).
Nella prima metà dell'XI secolo Rutigliano ha già una chiesa di notevole importanza per l'esercizio del culto: SS. Pietro e Paolo. Ha inoltre: un sistema difensivo formato da torri e mura di cinta, case, forni, mulini, fornaci per la produzione di oggetti d'uso domestico in terracotta.
Durante la dominazione normanna Rutigliano divenne un castellum cioè una piccola città fortificata, è in questo periodo (XI-XII sec.) che ebbero inizio i lavori di edificazione del castello normanno formato da quattro torri, e di una nuova cinta muraria intorno all'abitato. Nello stesso periodo il normanno Ugo figlio di Asgot fece edificare una chiesa che, nel 1108, fu consacrata dal vescovo di Conversano mons. Sasso il quale la dedicò a S. Maria e la dichiarò libera dall'autorità episcopale.
In un interessante manoscritto del 1793 Origine dei paesi della diocesi di Conversano (vedi Archivio Vescovile Conversano), si legge che Rutigliano è situato sopra di un’amena, e bassa collina, circondato di mura e fossi all’interno in forma di Castello: la sua figura materiale è circolare: Ha tre porte; e tutto nell’interno fabricato con ben architettati palazzi d’abitazione. Le strade sono tutte costrutte con grosse selci lavorate a martello, nella maggior parte carrozzabili. Ha un castello spazioso con due superbe, ed altissime torri di struttura Gotica interamente formate di pietra lavorata, con due altri baluardi…La natura della Chiesa di Rutigliano è Civica…La struttura della Chiesa è antichissima, con tre navi interne ornate di stucco, con un magnifico coro indorato negli stalli. Ha una prospettiva al pari delle antiche cattedrali, ornata dalla scultura dei 12 Apostoli, con due grossi leoni di lavorata pietra.

Strada di sotto il castello: la più antica strada di Rutigliano. Al centro dell’immagine una
raffigurazione di San Nicola di Myra. Foto Carmine Rocco Laforgia. Data: 2025.

Panoramica del centro antico di Rutigliano. Foto della prima metà degli
anni ’80 del XX secolo di Carmine Rocco Laforgia

Ha una prospettiva al pari delle antiche cattedrali, ornata dalla scultura dei 12 Apostoli, con due
grossi leoni di lavorata pietra. Foto del 2025 di Carmine Rocco Laforgia
Foto apertura:
Panoramica di Rutigliano nel 1736. Tempera muraria eseguita dall’artista CANDRO. Localizzazione: ex refettorio del convento dei frati cappuccini di Rutigliano. Foto della seconda metà degli anni ’70 del XX secolo di Carmine Rocco Laforgia.
Foto nel testo:
Confronto tra la panoramica del centro antico di Rutigliano vista dal terrazzo del Salone “San Francesco” dei frati cappuccini di Rutigliano (in alto), e la tempera muraria del 1736 dell’artista CANDRO nell’ex refettorio del convento dei frati cappuccini di Rutigliano (in basso). Foto e fotomontaggio di Carmine Rocco Laforgia. Data: seconda metà degli anni ’70 del XX secolo.




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