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Il succo di mandorle, o “latt’ a minl”, della signora Grazia. Video

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u-latt-a-minl


In dialetto rutiglianese “u latt’ a minl”, in italiano -letteralmente- “il latte di mandorla”. Bevanda natalizia tradizionale che a Rutigliano si fa da tempo immemorabile, da non confondere con il più comune e industriale latte di mandorla a sciroppo, zuccheratissimo, che si diluisce con acqua.

“U latt’ a minl” è tutt’altra cosa, legata al periodo natalizio e ai suoi dolci: cartellate, “castagnelle”, “calzn’gedr” (non siamo sicuri della grafia di questo termine, dialettale, ma la pronuncia è quella), specie di panzerottini fritti con dentro il pasticcio di mandorle già sfruttate nella preparazione del latte di mandorla in questione e aromi naturali quali scorza di manderini, cannella...

Non stiamo qui a spiegarvi come si fa e quali sono le dosi, lo spiega bene la signora Grazia, che abbiamo intervistato proprio nella fase di preparazione della bevanda.
Quello che possiamo aggiungere è che questa antica bevanda fa parte di quel patrimonio culturale autoctono che va, purtroppo, scomparendo. Ci sono ormai pochi anziani che oggi lo fanno; forse “u latt’ a minl” resiste ancora in famiglie dove signore più giovani continuano questa tradizione, spesso su input delle nonne o di parenti memori della squisitezza della bevanda e di tutta la ritualità che ne accompagna la produzione casalinga.

Non aggiungiamo altro, tutto quello che c’è da sapere -e da vedere- è nel video qui sotto pubblicato.

Buona visione

 

 

Commenti  

 
0 # Rutiglianese 2020-01-03 11:16
Grazie, ho le lacrime agli occhi.....ricor do mia nonna la sera del 23 dicembre faceva il latte di mandorla...tutt e quelle operazioni le ricordo benissimo....la pentola di terracotta, il profumo, le pastorelle che suonavano e cantavano le nenie natalizie...che fortuna aver vissuto queste esperienze..... grazie e buon anno a tutti..
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0 # Maria. 2019-12-29 20:08
C'è da dire che molte figlie di queste nonne hanno provato a ripetere questo dolce, ma aimè hanno dovuto desistere perché nonostante il procedimento sembri semplice il risultato ottenuto non è stato uguale a quello dei loro genitori...Fors e non hanno saputo pregare?
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0 # Checco 2019-12-28 19:30
Bellissima testimonianza da arricchire con altre [ pasticceria, cucina,, conserve, cucito e tanto altro ] prima che i nostri carissimi anziani passino a condizione di salute più precarie. Lunga vita intanto alla
simpaticissima nonna Grazia, mi ha fatto
ricordare la ritualità di questo dolce che la mia mamma faceva. Vorrei aggiungere che questo dolce si faceva la notte dell'antichità di Natale per poi mangiarlo la mattina del 24. Grazie.


ricordare
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