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Palazzo Settanni presenta “Eleganza senza tempo”

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Moda specchio della storia

di Teresa Gallone

Conferma e porta avanti la sua missione di diffusione della cultura in ogni sua forma lo staff di Palazzo Settanni con la sua ultima fatica, l’esposizione “Eleganza senza tempo”.

Punta come al solito sulla fruizione attiva e sulla partecipazione del pubblico l’inaugurazione del 15 maggio scorso, porta in scena una convergenza fruibile fra arte, moda, cultura e costume, festeggia la preziosa acquisizione di cinque nuovi elementi che andranno ad arricchire il già vasto repertorio del Museo. Si tratta di cinque abiti originali donati rispettivamente dalla famiglia Gattini (Matera) e dai congiunti di Mariamoda-specchio-storia-1 Delfino (Genova).

Questi cinque reperti aprono allo spettatore una finestra sulla vita, sulla cultura e sulle abitudini quotidiane del periodo che intercorre fra il 1850 e il 1930. È Florisa Sciannamea, docente di Fashion Design ed esperta di Storia della Moda, ad approfondire le tappe di un percorso più profondo, che lega i mutamenti di tendenze a sostanziali trasformazioni sociali e culturali. La Seconda Rivoluzione Industriale, la Belle Époque, la prima Guerra Mondiale, i primi dibattimenti sul suffragio universale hanno portato ad una lenta e radicale trasformazione della femminilità e della concezione di questa, provocando inevitabili cambiamenti anche nel mondo della moda. Dalla crinolina, gabbia concreta e simbolica di una donna accessorio passivo in società, si passa ai morbidi tessuti di Madeleine Vionnet, ai pantaloni di Coco Chanel e alle creazioni surrealiste di Elsa Schiapparelli.


Ad arricchire la trama ci pensa Simona Giardinelli, store manager di Giardinelli News, con un ispirato contributo che focalizza l’attenzione sulla storia della moda rutiglianese, segnata dall’impegno e dall’intraprendenza della sua famiglia. Dal nonno Filippo, dai suoi inizi da ambulante sino ai fasti del primo negozio, al padre Giuseppe e lo sdoganamento della “moda giovane” a Rutigliano, Simona Giardinelli tiene alto il profilo sotto il segno della novità, propone un repertorio di ulteriori cinque abiti ispirati a quelli d’esposizione, sottolineando analogie e differenze, dimostrando che «la moda è cultura, importante perché dice molto di noi e dell’epoca in cui viviamo».

A Giovanni Boraccesi, responsabile del Mudias, il compito di chiudere il cerchio, di concludere il percorso con lo specchio più fedele della storia della moda delle epoche passate, l’arte figurativa. È l’artista a fotografare la moda di ogni tempo, a coglierla e a rivisitarla nelle sue opere, fornendo ulteriori e preziosi spaccati della vita, della cultura e del costume del passato.

La mostra è aperta al pubblico dal 16 giugno 2019 al 25 agosto 2019.
Ingresso sabato e domenica dalle 18:00 alle 20:30.

 

 

Commenti  

 
0 # Checco 2019-06-17 19:40
Ingresso gratuito o a pagamento ? Perché non si specifica ?
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0 # Teresa Gallone 2019-06-17 19:20
Precisazione:
L'abito blu e la mantella sono stati donati da Silvana Mastromatteo Dell'Aquila, nipote della contessa Laura Gattini, figlia del noto storico materano Giuseppe Gattini.
L'abito color prugna è stato donato ugualmente da Silvana Mastromatteo Dell'Aquila ma è appartenuto a Elisa Manzari, figlia dell'armatore barese Vito Manzari.
I restanti due abiti sono stati donati da Emiliano Filomelano, figlio di Maria Teresa Delfino, della borghesia genovese.
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