Decaro fa volare il PD, Lobuono meglio della sua coalizione
- Dettagli
- Pubblicato Giovedì, 27 Novembre 2025 20:24
- Scritto da Gianni Nicastro
- Visite: 783

di Gianni Nicastro
Mai nessuna elezione è stata così prevedibile come quella appena trascorsa. Antonio Decaro è presidente dalle regione Puglia con il 63,97% dei voti appoggiato da una coalizione che ha fatto la sua dignitosa parte col 62,57%. L’ex sindaco di Bari ha preso l’1,4% in più rispetto ai partiti che lo sostenevano. Non è granché in più se si considerano le aspettative.
Se, comunque, un “effetto Decaro” si è avuto a giovarne è stato il PD, che ha ottenuto un ragguardevole 25,91%, fermando così la discesa elettorale degli ultimi dieci anni. Partito col 20,75% del 2010, alle regionali successive cala al 19,8%, in quelle del 2020 ancora giù, al 17,25%. Col risultato ultimo il PD ha risalito la china superando di cinque punti il dato del 2010. Insomma, una buona performance elettorale. Quanto questo risultato sia dovuto al PD e quanto ad Antonio Decaro candidato del PD è nei numeri, come si vedrà più avanti.
Il fatto più scontato è che si preannunciano altri dieci anni di centrosinistra alla guida della regione Puglia, la pietra tombale su una rivincita del centrodestra. 
Quella del M5S è una parabola discendente. Ha preso il 7,22% domenica e lunedì scorsi, poco se si considera il 17,19% del 2015. Da allora, per il movimento di Grillo passato, poi, a Conte, è stata una caduta libera: 9,86% nel 2020, 7,22%, appunto, nel 2025.
Lobuono più della sua coalizione
Non è andato male, Luigi Lobuono ha preso poco più di 505mila voti (35,13%), oltre 16.000 voti in più della coalizione che lo sosteneva, cioè l’intero centrodestra. Certo, contro Decaro non c’era partita e tutti lo sapevano; ma come candidato scelto all’ultimo momento Lobuono ha retto quello che poteva.
Fratelli d’Italia è il secondo partito in Puglia (dopo il PD) col suo 18,73%, un risultato eccezionale se si considera che dieci anni fa era al 2,45%. Già nel 2020 il partito della Meloni tocca il 12,63% fino ad arrivare a quel 18,73 di oggi; una crescita più che esponenziale in due tornate elettorali regionali. Il risultato di oggi è, ovviamente, l’effetto trascinante del governo Meloni. Forza Italia regge col suo 9,11%.
La sorpresa è stata la Lega, che ha preso un dignitoso 8,04%, più del M5S fermo al 7,22%, percentuale che gli fa perdere un consigliere regionale (passa da 5 a 4), mentre la Lega conserva i quattro che aveva.
L'effetto Decaro
A Rutigliano il PD esplode con il 49,87% grazie a due campioni di preferenze: Paolicelli (1526) e Vaccarella(1121). Parchitelli e Pagano si sono difesi con, rispettivamente, 473 e 275 voti. I 5Stelle ottengono un 6,73%, calano del 2,2% rispetto a cinque anni fa.
Qui da noi le regionali hanno dato al centrosinistra uno straordinario 74,98%, al centrodestra il 24,73%. Un risultato così eclatante del centrosinistra non può prescindere dal 76,10% preso da Decaro, cioè 5015 voti su 6675 votanti. Un'affluenza alle urne del 42,21%, con quella barca di voti a Decaro e al centrosinistra, vuol dire che a Rutigliano gran parte degli elettori del centrodestra è rimasta a casa.
Anche a Noicattaro Decaro ha preso il 79,91% e il centrosinistra il 79,36%; a Conversano rispettivamente l’83,33% e 84,37%; a Mola di Bari Decaro 67,62%, la coalizione 68,65 (qui i partiti superano il candidato come a Conversano); a Casamassima Decaro 77,22%, coalizione 77,04%. Così in tanti altri comuni se non in tutti. Chi ha votato Antonio Decaro ha votato anche uno dei partiti che lo appoggiavano e, dappertutto, il PD vola.
La sanità e le promesse
Una situazione irripetibile dalla quale non è possibile delineare un quadro reale o una tendenza circa le inclinazioni politiche degli elettori di Rutigliano e pugliesi. La popolarità di Antonio Decaro ha fatto la differenza sia a livello regionale sia a livello locale. Ora spetta al neo presidente e ai partiti della sua maggioranza non sciupare questo enorme patrimonio, questa grande fiducia avuta dagli elettori. A cominciare col sistemare la sanità sulla quale Decaro ha promesso «tutto il mio impegno».
«Il Ministero ha promosso la sanità pugliese. È vero. Ma io non mi sono candidato per parlare di ciò che funziona, mi sono candidato per risolvere ciò che ancora non va. E il primo problema sono le liste d’attesa», ha scritto il 7 novembre scorso sulla sua pagina Facebook. Le liste d’attesa sono state il primo pensiero, o meglio, la prima promessa fatta dai due candidati/presidenti che lo hanno preceduto negli ultimi vent’anni, ma le liste d’attesa nel pubblico sono ancora lunghe kilometri.
«Non posso promettere di risolvere tutto in cinque anni. Ma posso promettere una cosa: ogni giorno ci proverò, con tutta la passione e la determinazione che ho», questo è l’impegno preso sempre in quel post. Oggi per visite specialistiche e analisi in tempi civili i pugliesi si rivolgono prevalentemente alla sanità privata a causa di quelle lunghe liste d’attesa, spendendo soldi di tasca propria dopo aver contribuito con le tasse a finanziare la sanità pubblica.
Staremo a vedere se “Antonio da Bari” davvero riporterà i pazienti pugliesi nella sanità pubblica, ripristinando un diritto alla cura e alla prevenzione negato soprattutto ai cittadini meno abbienti.






Notizie 






Commenti
E' la democrazia, bellezza. C'è l'astensione attiva, come scelta politica, e l'astensione dovuta all'indifferenz a. In un modo o nell'altro la sostanza è che la decisione la si lascia agli altri. Non è un granchè come scelta.