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Consiglio comunale senza numero legale, la maggioranza non si è presentata

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 di Gianni Nicastro

Si sarebbe dovuto tenere ieri alle 18:00, ma non si è tenuto per mancanza del numero legale. A non presentarsi sono stati il sindaco, gli assessori e nove consiglieri di maggioranza. Presenti in aula, della maggioranza, il presidente del consiglio Alessandro Milillo e il consigliere Diego Difino; presenti anche i consiglieri di opposizione Donatella Lamparelli, Beppe Palmino, Roberto Romagno, Giuseppe Poli e Michele Maggiorano.

Si sarebbero discussi due punti importanti, il regolamento per l’utilizzo dei fitofarmaci, che tante polemiche sta suscitando tra cittadini e operatori del settore, e la realizzazione di un asilo nido su via F. Giampaolo. E, da quello che ci ha detto il presidente ieri, proprio davanti alla sala consigliare ormai chiusa, il punto che ha spinto maggioranza e amministrazione a disertare il consiglio è quello sull’asilo nido.

«Non si è presentata la maggioranza», ci ha detto subito Alessandro Milillo. «C’erano tutti i consiglieri di opposizione, me e il consigliere Difino» ha ribadito il presidente.
consiglio-maggioranza-assente-1Perché la maggioranza non si è presentata? «Praticamente -ha risposto il presidente-, stamattina hanno tenuto una seduta di commissione e hanno ritenuto opportuno, analizzando il provvedimento che era all’attenzione di questo consiglio comunale, insieme ai tecnici e all’assessore, di ritirarlo. Visto che, comunque, il consiglio comunale era composto solo da una comunicazione sulla congruità dei verbali e dal regolamento sull’utilizzo dei fitofarmaci, hanno ritenuto opportuno non tenere il consiglio comunale solo per un punto e anche per dare la possibilità al regolamento di scontare dei passaggi con la cittadinanza». Presidente il punto che avrebbero ritirato qual è, quello sull’asilo nido? «Sì, quello sull’asilo».

Per quale motivo avrebbero ritirato il punto sull’asilo? Il consigliere Beppe Palmino: «La presa d’atto e l’approvazione dell’individuazione dell’area di realizzazione dell’asilo nido non richiedeva la competenza da parte del consiglio comunale, cioè non era necessario portarlo all’attenzione del consiglio comunale essendo sufficiente un provvedimento assunto direttamente in giunta municipale. Questa è la ragione». «Poi -ha aggiunto Palmino-, perché, in un primo momento, abbiano previsto che questo provvedimento dovesse essere adottato in consiglio comunale, io questo non lo so».
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Non era, dunque, necessario il passaggio in consiglio, la giunta avrebbe potuto, di suo, individuare l’area su cui realizzare l’asilo nido e, in effetti, la giunta l'area l'aveva già individuata dal momento che l'asilo nido è stato inserito nei progetti del bando "Qualità dell'abitare" ed è stato anche inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche 2022-2024.

Non si sono presentati, quindi, per evitare di ritirare il punto in consiglio.
All’amministrazione di Giuseppe Valenzano è capitato già di portare in consiglio, per poi ritirarli, provvedimenti di competenza della giunta; è successo per ben due volte con la transazione/acquisizione al patrimonio pubblico dell’area sulla quale sarà in parte realizzato proprio l’asilo nido in questione. Sarà questo il problema, la transazione? Non credo, perché quella famosa transazione, di cui si è discusso e se ne discuterà ancora (almeno qui su Rutiglianoonline), è stata sottoscritta, tra comune e privati, presso un notaio il 18 febbraio scorso. Ma potrebbe esserci un problema sul momento in cui il suolo oggetto della transazione, e sul quale sarà costruito parte dell’asilo, è stato dichiarato nella “piena disponibilità dei beni immobili” del comune. Ma su questo ci ritornerò in un altro articolo/inchiesta.

Un punto, quello sull’asilo nido, così importante andava analizzato e discusso a tempo debito, magari rinviando il consiglio comunale. Invece, la maggioranza si è messa ad analizzarlo nella coconsiglio-maggioranza-assente-3mmissione consiliare, presieduta da Francesco Paolo Valenzano, la mattina dello stesso consiglio comunale decidendo, alla fine, di far mancare il numero legale per evitare di ritirarlo davanti al mondo. Se il punto lo avrebbero ritirato, e non si sono presentati, vuol dire che il problema non l’hanno risolto nonostante l’analisi all’ultimo momento in commissione.

Cosa è successo, qual è il vero problema? E poi, perché non presentarsi in aula e, in piena trasparenza e correttezza politica, spiegare i motivi dell’eventuale ritiro del punto? Perché non rendere partecipi l'opposizione e la cittadinanza?

Insomma, per non fare la brutta figura di chi ritira i punti, hanno fatto la brutta figura di chi non si presenta in aula, di chi -in definitiva- fugge davanti alle proprie responsabilità politiche. Generalmente le maggioranze non si presentano, fanno mancare il numero legale, quando hanno problemi di coesione politica al loro interno, quando sono attraversate da una crisi politica che non assicura i voti necessari in consiglio, come è successo alla Romagno2 nel 2017. Far mancare il numero legale su un atto amministrativo, per giunta allestito dalla propria amministrazione, può essere segno di debolezza e scarsa capacità amministrativa.

Lo stesso discorso si può fare circa il regolamento sull’uso dei fitofarmaci. Questa amministrazione ha avuto due anni per discutere con operatori del settore, ambientalisti e cittadini di un regolamento che tutelasse innanzitutto le persone che vivono in abitazioni a ridosso dei tendoni, che subiscono l’aerosol mortifero di pesticidi, e fitofarmaci in genere, diversi mesi l’anno. Invece, cosa succede? Si convoca un consiglio, si mette all’ordine del giorno il regolamento in questione, poi lo si manda deserto per discutere quel regolamento con i cittadini. Sarà un nuovo modo di far politica, certo, ma è un modo alquanto strano.

Ieri, comunque, è stata la prima convocazione del consiglio comunale, la seconda convocazione è prevista per martedì 1 marzo prossimo. Cosa succederà martedì, andrà deserta anche la seconda convocazione? «Penso proprio di sì; non si terrà, penso, per gli stessi motivi», ha detto ancora il presidente del consiglio.

Dunque, anche martedì prossimo è probabile che la maggioranza non si presenti; un consiglio in seconda convocazione che il presidente Milillo dovrà lo stesso aprire per chiuderlo immediatamente dopo aver preso atto della mancanza del numero legale.


 

 

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