Estrazione del percolato dalla discarica, l’ARPA osserva criticamente il progetto
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- Pubblicato Mercoledì, 23 Luglio 2025 07:00
- Scritto da Gianni Nicastro
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di Gianni Nicastro
Il progetto è del comune di Conversano e riguarda i lavori di messa in sicurezza della discarica denominata Lotto 3 situata in contrada Martucci nello stesso comune di Conversano. Faccio notare che il Lotto 3 è una delle discariche presenti a Martucci, le altre tre sono il Lotto 1 e il Lotto 2 composto da due vasche, la A e la B, quest’ultima quasi piena di rifiuti abbancati fino al 2012 (la vasca A è vuota).
La messa in sicurezza del Lotto 3 consiste nella individuazione ed estrazione del percolato che l’ARPA Puglia, nel 2019, ha quantificato in probabili 20.000 metri cubi accumulati dal 2012 fino a quel momento e mai estratto. Ci sono da calcolare gli anni dal 2019 ad oggi, ulteriori cinque anni nei quali è altrettanto probabile che si sia prodotto altro percolato, quindi, altre miglia di metri cubi. Se questo percolato non si è disperso a causa delle lacerazioni al fondo della guaina o per altri motivi (pozzo a dispersione?), dovrebbe essere tutto lì, da qualche parte sotto la discarica.
Il comune di Conversano è sicuro che ci sia perché è stato trovato in due pozzi di captazione del biogas su
cinque ispezionati a giugno scorso; poi, le indagini geoelettriche effettuate a novembre 2021 hanno rilevato indirettamente situazioni di «criticità ambientali ovvero zone potenzialmente associabili a rifiuti, terre rosse o percolato inertizzato, e zone associabili a potenziali lacerazioni del telo HDPE e conseguente sversamento di percolato», come si legge nella relazione della ditta che ha effettuato quelle indagini.
Il progetto
La relazione tecnica redatta dal RUP (Responsabile Unico del Procedimento) del comune di Conversano, in riferimento ai cinque pozzi di captazione del percolato esistenti sul Lotto 3, dice che sono «occlusi» tra gli 8 e i 15 metri, quindi inutilizzabili per l’estrazione del percolato anche perché hanno perso la verticalità a causa dei vari assestamenti della discarica. Però, la stessa relazione dice che l’ostruzione di quei pozzi è dovuta alla presenza di sterpaglia, rifiuti generici, plastica, taniche, cioè materiale non compattato che può essere, ad avviso di chi quella discarica l’ha coltivata, facilmente rimosso. Comunque, per il RUP, non vale la pena spendere soldi e perdere tempo per disostruire quei pozzi. Questa perentoria esclusione dei pozzi di captazione dal progetto è stata criticamente osservata dall’ARPA, come vedremo più avanti.
In alternativa ai pozzi di captazione strutturali alla discarica cosa prevede il progetto? Come il comune di
Conversano vorrebbe arrivare al percolato ed estrarlo? Con la realizzazione di due pozzi da trivellare per circa 30 m nelle vicinanze dei pozzi del biogas; si procederà a carotaggio (le carote poi saranno analizzate), ci infileranno un tubo piezometrico in HDPE. Saranno installate delle pompe per estrarre il percolato e stoccarlo in una vasca da 8 m3. Appresso sarà installato un software per il controllo da remoto dell’impianto. Questo è, in sintesi, il progetto con il quale il comune di Conversano vorrebbe bonificare il Lotto 3 dal percolato. Questo progetto, all’inizio di luglio, è stato trasmesso all’ARPA Puglia per le eventuali osservazioni e prescrizioni. L’ARPA ha risposto una decina di giorni dopo con una nota osservando alcune criticità.
Pozzi esclusi, la critica dell'ARPA
Rispetto all’esclusione dei cinque pozzi di captazione esistenti l’ARPA «rileva l’assenza, nella relazione del RUP, di valutazioni di dettaglio sulla impossibilità di procedere con la riattivazione della rete esistente di estrazione del percolato (soluzione auspicata da ARPA nei precedenti tavoli tecnici)». Anche il tavolo tecnico, dunque, in diverse sedute di maggio scorso, ha visto l’ARPA scettica circa la realizzazione di nuovi pozzi perché «risulterebbe più problematica ( anche per il rischio di perforazione de telo impermeabile di base) rispetto al ripristino di funzionalità de pozzi esistenti». L’ARPA, sempre in quella sede, ha ribadito «la necessità che tecnici specializzati, piuttosto che operatori del settore, verifichino la effettiva impossibilità tecnica di ripristino dei pozzi esistenti prima di realizzarne degli altri» e questo è un punto cruciale del progetto proposto dal comune di Conversano. In effetti, la decisione di escludere i pozzi di captazione esistenti non è suffragata da alcun supporto
tecnico-specialistico o, perlomeno, nella relazione del RUP, nulla si evince in merito, come notato dall’ARPA. Si dice, e lo si è sentito anche nel consiglio comunale monotematico su Martucci che si è tenuto a Mola di Bari il 23 giugno scorso, che la scelta di trivellare due nuovi pozzi sia venuta da una telefonata di un privato cittadino all’ing. Boeri (CTU nel processo per disastro ambientale del 2018) il quale avrebbe espresso l’opinione che era meglio trivellare nuovi pozzi. Ora, se davvero così fosse, se, cioè, la scelta di escludere i pozzi già esistenti sia venuta da una simile telefonata e non da una dettagliata relazione firmata da un tecnico specializzato, io ritengo sarebbe piuttosto grave anche alla luce delle perplessità espresse dalla stessa Arpa sui tavoli tecnici e nelle osservazioni alla relazione del RUP.
La critica più incisiva l’ARPA l’ha fatta proprio sui nuovi pozzi proposti dal progetto, nelle sue osservazioni -infatti- si legge: «come già rappresentato, anche dalla Regione, nel corso dei precedenti tavoli tecnici, i diametri di progetto per la realizzazione dei due pozzi proposti non appaiono idonei a costituire la rete di intercettazione ed estrazione del percolato ai sensi del D. Lgs. 36/2003, ma appaiono utili nell’immediato solo per fini conoscitivi, tanto da configurarsi come piezometri e non come veri e propri pozzi di estrazione del percolato; infatti, tenuto conto dell’estensione della discarica e della presenza di quattro diversi settori di coltivazione, la soluzione proposta non consente né di investigare l’intero corpo discarica né di permettere a regime di estrarre il percolato in maniera efficiente». La critica alla scelta di trivellare due nuovi “pozzi” non poteva essere più decisa.
Insomma, l’ARPA ha quasi demolito il progetto proposto dal RUP del comune di Conversano sui suoi due punti fondamentali: l’esclusione dei pozzi di captazione esistenti e la realizzazione di due nuovi pozzi. A questo punto, il RUP dovrebbe rivedere il suo progetto innanzi tutto incaricando tecnici specializzati che devono stabilire se i pozzi di captazione esistenti siano davvero inutilizzabili e tecnici altrettanto specializzati che progettino pozzi delle dimensioni adatte all’estrazione del percolato nel caso i pozzi esistenti dovessero risultare non più idonei alla sua estrazione.
Il RUP e il comune farebbero bene a rivedere il progetto perché il rischio è che si buchi la discarica da sopra, col rischio di bucarla anche sotto, senza ottenere granché circa l’individuazione del percolato e la sua estrazione. Anche perché, tutto il progetto, secondo quanto il RUP ha riferito in una seduta del tavolo tecnico, ha un costo complessivo di 116.000 euro.






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