
Trame contemporanee 2026
festival di teatro e di drammaturgia contemporanea - V edizione
con la direzione artistica di Marianna de Pinto e Marco Grossi
14-25 ottobre
A cura di Malalingua ETS con il sostegno del
Ministero della Cultura e della Regione Puglia
Molfetta Cittadella degli Artisti
La musica è libertà, capace di abbattere ogni confine etnico, geografico, linguistico. Un potente strumento in grado di dar voce all’emarginazione. Il rebetiko è un genere musicale tradizionale, per molti anni dimenticato, nato nei primi anni del Novecento nei sobborghi delle grandi città portuali greche come Atene e Salonicco. Domani (sabato 24 ottobre) alle 21, alla Cittadella degli Artisti, Moni Ovadia con l’ensemble Eví Eván, porta in scena Rebetiki Diadromi - Itinerario Rebetiko (prima regionale), uno spettacolo di teatro canzone dedicato a questo universo identitario poco conosciuto. Espressione in musica di una grecità eccentrica, esule, meticcia, splendidamente contaminata dall’humus ottomano, striato di francesismi cosmopoliti, sul crinale tra identità europea, anatolica e italo-greca; un vagabondaggio musicale da Istanbul ad Atene, tra brani inediti e canzoni tradizionali, arricchito con ritmi slavi, bizantini, ebraici.
L’ellenismo levantino del rebetiko accoglie il talento della cultura dell’”oppressore” con gagliardia, la fa propria, perché la Grecia del Mediterraneo è sempre stata sul crinale fra occidente ed oriente, apollinea e dionisiaca, europea ed anatolica. Il suo genio fa dell’essere greco un capolavoro di civilizzazione che ha creato un’interiorità composita con una lingua unica, sublime e travagliata: il dimotiki (neoellenico) comprensibile solo nella grandissima poesia neogreca dei Kavafis, dei Ritsos dei Seferis degli Elitis e, naturalmente, nelle liriche gaglioffe delle canzoni rebetike.
Nella tessitura di canzoni rebetike si inseriscono la recitazione, il ballo e il canto di Moni Ovadia, attore, regista, musicista e attivista politico. Gli Eví Eván sono Dimitris Kotsiouros (bouzouki), Giorgos Strimpakos (baglamas, canto), Valerio Mileto (bouzouki) e Gabriele Caporusso (chitarra).
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La quinta edizione di Trame Contemporanee chiude la sua prima parte (ce ne sarà una seconda a novembre) domenica 25 ottobre alla Cittadella degli Artisti di Molfetta con un doppio appuntamento tra teatro e poesia. Spazio a un’altra prima nazionale, alle 18: Cyrano e Rossana - Passo a due di Michele Santeramo con Arianna Gambaccini e Michele Cipriani. Lo spettacolo si interroga su che cosa accadrebbe se l’amore non corrisposto, ma ancora tenacemente vivo, di Cyrano de Bergerac per Rossana si trasformasse in disincanto, se la sua forza titanica si spezzasse. La forza si trasforma nella grande invincibile stanchezza di chi, proprio perché ha combattuto una battaglia titanica, adesso non ha più forze. Cyrano e Rossana – Passo a due descrive la condizione esistenziale di chi ha dato troppo e per questo prova a " disertare" tutto: l'amore, la vita, l'arte, così come quella di chi invece, come Rossana, cerca di trovare un senso alla propria storia, ripercorrendola passo dopo passo, magari per far nascere un altro finale. Due opzioni a cui oggi può rivolgersi chiunque continui a guardare il mondo con passione, che sia ormai fiaccata e pronta alla diserzione oppure ancora piena di cieca speranza.
A seguire, alle 20, sarà la volta di Poetry Slam, a cura di Slammals - Branco po' etico, condotto da Gionata Atzori, una vera e propria gara di performance poetica nata con lo scopo di portare la poesia nei contesti più diversi creando un confronto libero e costante con il pubblico.
Il Festival Trame Contemporanee 2026 è possibile grazie al sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. Patrocinio di Puglia Culture e Puglia Promozione.
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ufficio stampa
Nicola Signorile
