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Evoluzione cognitiva e culturale dell'Homo Sapiens

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primitivo


Articolo di prossima pubblicazione su "Archeo Rutigliano"



Credere nell'evoluzione cognitiva e culturale del genere Sapiens, scientificamente parlando, è quasi un atto di fede, come del resto lo sono tutte le relazioni sociali, affettive e religiose di una società. Però questa caratteristica e inusitata impronta di “intelligenza cognitiva“ ha creato il più grande fenomeno dell'universo, fin qui conosciuto, che è la Società degli umani, della scimmia Sapiens. L'umanità. Questa specie ha sviluppato, nel corso di millenni, circa 60 mila anni fa', uno strumento evolutivo potentissimo, caratteristico solo dell'uomo, che gli ha permesso di indagare e dominare l'intero Creato. E prima di avventurarmi nella descrizione scientifica di questo argomento, lo stato dell'arte antropologico, è bene fare un excursus storico sulle varie interpretazioni religiose  e filosofiche della sapienza.

Secondo la tradizione  Ebraica  Cristiana la Genesi è il primo libro della Bibbia, che narra le origini del mondo e dell'umanità. Inizia con la creazione della terra e prosegue con la storia degli esseri umani. inclusa la vita dei patriarchi. Ha un importanza fondamentale sia per l'Ebraismo che per i Cristiani, poiché contiene i testi scritti prima della venuta di Gesù, 2 mila anni fa. Iconograficamente rappresentato dal prestigioso e noto affresco rinascimentale, anno 1511, di  Buonarroti Michelangelo, situato nella Cappella Sistina del Vaticano. Uno di questi rappresenta il momento in cui Dio dà vita e Sapienza ( fede per alcuni) ad Adamo.

 Le due dita, di Dio e di Adamo, non si toccano. La falange del dito di Dio è completamente estesa e disponibilissima. Mentre la falange di Adamo è molle e incerta: Simboleggia il libero arbitrio di quest'ultimo. Ecco quindi che abbiamo una interpretazione teologica della Creazione da due importanti religioni monoteiste. Il tutto, compreso gli esseri viventi, è stato creato da Dio per la Sua Gloria. Un significativo salto ontologico con immissione dell'anima e della saggezza nel corpo. La vita come grande significato a impronta teologica. Siamo tutti creature di Dio.

Agli antipodi, di questa teoria, abbiamo invece una interpretazione puramente scientifica e galileiana che si traduce nella grande messa della ricerca Paleoantropologica, e non solo, della  genetica, paleogenetica, dell'archeologia etc. Qui, però, sorge un grande dilemma all'interno della comunità scientifica, tra scienziati non credenti e credenti. Due posizioni davvero inconciliabili. Tra quest'ultimi mi sembra doveroso ricordare un nostro concittadino, di cui il sottoscritto ha avuto il privilegio di essere medico di famiglia per diversi anni, fino alla sua scomparsa. Luigi Borzacchini, docente di Logica e Fondamenti della matematica presso l'università di Bari. Divulgatore al servizio di Dio ( La Repubblica). Deceduto il 6/11/2022 all'età di 75 anni.

Il prof. Luigi Borzacchini mostra che l'algebra non è solo una serie di simboli astratti e incomprensibili ,ma il linguaggio del mondo .Faceva parte della comunità Francescana di Rutigliano e interessato al rapporto tra scienza e fede e il senso dell'algebra. Un piccolo aneddoto nei mie ricordi  mi fa pensare a quando ,con voce dolce e sorridente sotto i suoi  baffetti , esordiva dicendo che il  personal computer, con cui lavoravo, era solo e semplicemente un “calcolatore “non pensava". E ovviamente ritengo che si riferisse anche all' IA, che tanto scompiglio crea nella nostra immaginazione e società.

Conciliare l'immanente  col  trascendente per uno scienziato è davvero un impresa ardua  e quasi impossibile. Eppure una teoria interessante, potente e capace di fare riflettere, è la tesi dei “tre” livelli di scienza del prof. Antonino Zichichi, attraverso cui il noto scienziato, ormai quasi centenario, cerca un viatico per guadagnarsi il Regno dei Cieli. Nato a Trapani nel 1929 è un fisico nucleare italiano di fama mondiale, professore emerito all'università di Bologna. Noto per le sue scoperte nella fisica delle particelle elementari dell'atomo. Prolifico divulgatore scientifico ha tantissimi ruoli sia nel mondo accademico che nei maggiori centri, di alto profilo tecnologico, dove si effettuano ricerche sull' infinitamente piccolo.

Secondo il professore esisterebbero 3 livelli di credibilità scientifica.
Il primo livello di scienza è quello classico ,che conosciamo tutti ,del rigore matematico e della fisica. Basato sulla sperimentazione riproducibile in laboratorio . Scienza classica di Galilei che pratichiamo da 400 anni.
Il secondo livello è il “ supermondo”. Fenomeni complessi ,osservati dalla scienza, ma non riproducibili in laboratorio ,come l'universo.

Terzo livello della scienza  è il “principio vitale“.
Questo è il livello più alto e filosofico ,dove Zichichi introduce il concetto di “ Complessità irriducibile “. In pratica, nella Creazione dell'universo si sono verificati tre “Singolarità“. Ovvero tre eventi non ripetibili, secondo i canoni della scienza ufficiale: il primo è il Big Bang,13,8 miliardi di anni fa. Il secondo è la nascita della vita sulla terra dalla materia inanimata, 4,5 miliardi di anni fa. Infine, l'argomento e il tema che stiamo trattando ,la nascita della cognizione ,della sapienza. Circa 60 mila anni fa.

Adesso è arrivato il momento, tanto atteso dai lettori, di conoscere invece la posizione della scienza ufficiale, in merito al nostro tema, basata sulla ricerca di varie discipline altamente tecnologiche, come la Paleogenetica, la biologia molecolare e soprattutto di una nuova disciplina accademica, che tanto interesse suscita, che è la Filosofia delle Scienze Biologiche. Questo breve saggio è il frutto soprattutto delle Lectio Magistralis del prof. Telmo Pievani, ordinario all'università di Bologna, dove insegna Bioetica ed evoluzione umana, presso il dipartimento, appunto, di Filosofia delle Scienze Biologiche. Prof. Giorgio Manzi paleoantropologo presso la Sapienza di Roma. Merita di essere citato qui per le sue ricerche scientifiche e interessi museali di “Ciccillo“ il nostro Homo di Neanderthal di Altamura. Prof. Luigi Luca Cavalli-Sfora (1922- 2018 ) genetista e antropologo italiano ,di fama mondiale. Noto soprattutto per le sue  prime ricerche genetiche sulla popolazione mondiale contemporanea e sulla variante  del DNA mitocondriale  in L3, che presumibilmente conduce tutta l'umanità ad una Eva di origine africana. Come scritto in un precedente saggio l'uomo cosi come fisicamente lo conosciamo oggi si è evoluto in Africa, sudorientale, circa 200 mila anni fa. Ma è solo circa 60 mila anni fa che ha acquisito le capacità intellettive e di linguaggio odierne ,cosi come siamo adesso.

Questa tesi è deducibile faticosamente, perché la mente non lascia tracce fossili, dal rinvenimento di numerose arte rupestri, dai primi strumenti musicali, prime sepolture rituali con formazione di tombe e ornamenti. Il corpo del defunto diventa importante e pitturato in modo simbolico. Il corpo diventa oggetto di culto. Abbiamo quindi la final  wave, l'ultima ondata, dell' H. Sapiens circa 80 mila anni fa dall'Africa verso Eurasia e dopo, alcune decine di migliaia di anni, comparsa e manifestazione improvvisa di un pacchetto di modernità, opere simboliche, artistiche e rituali.

Esempio sono i siti di interesse paleoantropologico, le opere di arte parietale delle grotte di Lascaux ( Francia), la grotta Shauvet (sud della Francia ) con pitture rupestri risalenti a oltre 30 mila anni fa. l'isola di Sulawesi in Indonesia è un sito archeologico cruciale per l'arte rupestre, famosa per aver rivelato dipinti rupestri figurative più antichi del mondo. Datate a circa 51 mila anni fa rappresentano scene narrative complesse di caccia tra uomini e animale. E anticipano di migliaia di anni le famose pitture europee di narrazione visiva. Questi uomini della preistoria, non avevano ancora inventato la scrittura ma,ci parlano in modo intelligibile  e complesso, ma chiaro ,attraverso la prima manifestazione cognitiva che è l'intelligenza simbolica. Questa è, secondo la narrazione ufficiale, la mente “fossile” archeologica  che ci hanno lasciato i nostri antichi progenitori. Le antiche vestigia, della nascita,della nostra singolare arma evolutiva. A volte arma di distruzione di massa.

Adesso cercheremo di descrivere  brevemente, secondo i canoni ufficiali, che cosa ha determinato l'evoluzione cognitiva nella specie Sapiens rispetto alle altre specie “diversamente sapiens“. Ovvero le altre specie di ominidi.
Quindi abbiamo che con l'ultima migrazione, dei nostri antenati, del tutto uguali a noi dal punto di vista somatico e che potremmo definire Sapiens 2.0, compare anche, 60 mila anni fa, la rivoluzione cognitiva. Una specie invasiva, ingombrante che ha modificato noi stessi e l'ambiente, con grande capacità di adattamento.

Ma soprattutto questo era un individuo sociale, che viveva in comunità, massimo di 150 persone, che attraverso un linguaggio primordiale e figure pittoriche, condivideva col gruppo esperienze e informazioni.
Sembra che  questo straordinario fenomeno evolutivo  sia dovuto   ad una caratteristica, ancora inusitata, della nostra specie: La Neotenia.

Con questo termine si indica il lungo periodo di crescita, lo spazio enormemente dilatato di fragilità dei cuccioli sapiens, e il lungo rapporto madre figlio prima di raggiungere la piena maturità di quest'ultimo. Infatti mentre negli altri animali, ad esempio la gazzella, si raggiunge la quasi piena autonomia dopo poche ore dalla nascita, nell'uomo invece abbiamo bisogno di qualche decennio affinché si raggiunga la piena indipendenza. Per rafforzare questa tesi basti pensare che i due terzi del nostro cervello si forma dopo la nascita. Si passa da circa 500 cc alla nascita ai 1500 cc dell'età adulta. Quindi sembra come se ci fosse nel cucciolo uomo una nascita prematura dopo 9 mesi di gestazione ,che in realtà dovrebbero essere 16 mesi secondo gli antropologi.

Quindi è in questo lunghissimo periodo di apprendistato, di gioco, imitazione, di rapporto madre cucciolo, che si sviluppa un linguaggio articolato con vocali e consonanti. Gioco e creatività e un intelligenza astratta simbolica. I bambini imparano attraverso questo lunghissimo training educativo a connettere il sentire del proencefalo con l'elaborazione complessa della neocorteccia. A modulare i bisogni e le emozioni primordiali  elaborandoli magistralmente e simbolicamente nella regione più nobile e recente della neocorteccia.

Insomma da questo lunghissimo gioco educativo i cuccioli imparano a interpretare la realtà. Infatti ciò che si sviluppa dopo la nascita non sono tanto il numero di neuroni, che rimangono quasi stabili per tutto l'arco della vita, 100 miliardi, ma le connessioni neuronali, le sinapsi che formano una rete di migliaia di miliardi di collegamenti. Soprattutto nel primo anno di vita. Da qui nasce la cognizione, la ragione tra il sentire, pulsioni primordiali del proencefalo struttura ancestrale del sistema nervoso centrale, e l'elaborazione nella corteccia più nobile e recente, attraverso migliaia di miliardi di connessioni sinaptiche, che si formano dopo la nascita nei primi anni di vita.

Ovviamente questa descrizione è un breve articolo, con alcune deduzioni personali. Non pretende di essere un saggio esaustivo e completo. Spero che Don pasquale Pirulli, curatore di questo giornale e fine teologo, mi perdonerà per questa monografia dissacrante in contrasto con la fede cattolica.

Dr. Giangrazio Palumbo

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Immagine di apetura tratta da
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