Archeoastronomia. Equinozio di primavera nella chiesa di Sant’Apollinare
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- Pubblicato Giovedì, 30 Luglio 2026 18:39
- Scritto da Carmine Rocco Laforgia
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Archeoastronomia
Equinozio di primavera nella chiesa di Sant’Apollinare
nel territorio di Rutigliano (BA) contrada Purgatorio
di Carmine Rocco Laforgia
L’archeoastronomia è quella scienza che studia le conoscenze astronomiche delle civiltà antiche e il modo in cui queste hanno influenzato la loro cultura, la loro religione e l’architettura dei loro monumenti.
Lo scopo principale dell’archeoastronomia è quello di comprendere come gli antichi interpretassero i fenomeni celesti e come utilizzassero gli allineamenti del Sole, della Luna e delle stelle per orientare edifici sacri e per strutturare i primi calendari della storia.
Il titolo “San Apollinare” (in dialetto rutiglianese “Sand Planèir”; i nostri nonni dicevano che a Sand Planèir c’era il tesoro) attribuito alla chiesetta bizantina che ancora oggi domina l’area archeologica di Purgatorio è uno dei tanti indizi del cristianesimo orientale in questo territorio.
Secondo R. Ruta “In quanto alla parola “Purgatorio”, è assai probabile che corrisponda ad una deformazione popolare di “Praetorium”, che aveva in passato il duplice significato di alloggio dei funzionari imperiali sulle strade, e di villa signorile”. Alcuni autori affermano che nei pressi di S. Apollinare vi era una villa rustica dotata di dispositivi termali riscaldabili, attiva in età imperiale, ma abbandonata in età tardo antica.
La Passio sancti Apollinaris, databile al VII secolo, è un documento agiografico che permette di ricostruire la vita, il culto, l’iconografia del protovescovo ravennate. Apollinare da Antiochia, sua città di origine, sarebbe andato a Roma insieme a san Pietro per essere in seguito inviato, dallo stesso Apostolo, a Ravenna per annunciare il Vangelo tra i pagani, predicando e operando prodigi.
La chiesa di Sant’Apollinare in contrada Purgatorio (territorio di Rutigliano) è orientata lungo l’asse est-ovest dell’equinozio di primavera. Tre monofore asole sono presenti, perfettamente allineate, rispettivamente sul frontone, sull’arcone centrale e sul prospetto posteriore sopra l’abside della chiesa.
Il 21 marzo (equinozio di primavera) l’edificio viene inondato da una soffusa luce solare che attraversa le tre asole lungo il suddetto asse.

Territorio di Rutigliano, località Purgatorio. Chiesa di San Apollinare al
tramonto di mercoledì 21 marzo 1990. Foto Carmine Rocco Laforgia.

Territorio di Rutigliano, località Purgatorio. Chiesa di San Apollinare
al tramonto, interno. Particolare dell’arcone centrale, dell’abside e delle
due monofore asole sull’arcone centrale e sull’abside, allineate lungo l’asse
est-ovest dell’equinozio di primavera di mercoledì 21 marzo 1990.
Foto Carmine Rocco Laforgia

Abside della chiesa di S. Apollinare illuminata dal sole al tramonto di mercoledì
21 marzo 1990. Foto Carmine Rocco Laforgia. L’abside rappresenta il legame
tra il cielo e la terra, tra il divino e l’umano.
Dati astronomici relativi al 21 marzo 1990:
- Sole: alba ore 05,54 – tramonto ore 18,05; il Sole è nel segno zodiacale dell’ariete.
- Luna: sorge ore 00,35 – tramonta ore 14,06. La Luna è nel segno zodiacale del Capricorno.
Il 21 marzo 1990 la Luna era calante. Il 30% del disco lunare visibile era illuminato dal Sole. L’immagine sottostante visualizza la fase della Luna il 21 marzo 1990.

La fase di Luna Calante permette l'osservazione delle caratteristiche lunari situate vicino e ad est del terminatore. A questa data la longitudine lunare del terminatore è 336.4°. Le caratteristiche situate vicino al terminatore sono tipicamente ben posizionate per una visione ad alto contrasto a causa delle lunghe ombre che proiettano sulla superficie lunare.
Il "terminatore lunare" è la linea che separa la parte illuminata della Luna da quella oscura, vista dalla Terra. Questa linea, che appare come una semiellisse a causa della prospettiva, è anche chiamata zona crepuscolare, e segna il confine tra il giorno e la notte lunare.
Il "terminatore lunare" è la linea che separa la parte illuminata della Luna da quella oscura, vista dalla Terra. Questa linea, che appare come una semiellisse a causa della prospettiva, è anche chiamata zona crepuscolare, e segna il confine tra il giorno e la notte lunare.
Il 21 marzo 1990 i pianeti avevano le seguenti posizioni: Mercurio in Pesci, Venere in Toro, Marte in Gemelli, Giove in Cancro, Saturno in Capricorno, Urano in Sagittario, Nettuno in Capricorno e Plutone in Scorpione.

Quando, nel medioevo, il sacerdote, in questo tempio sacro (come del resto in gran parte delle chiese cristiane medievali) celebrava l’eucarestia rivolgeva il viso e il palmo delle mani levate, verso est, cioè verso il sorgere del sole, verso oriente. Perché è proprio dall’oriente che Dio sale in cielo. La preghiera rivolta verso l’Oriente è l’attesa del ritorno del Signore. “Come la folgore viene da oriente e brilla fino ad occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo (Matteo 24,27)”. Un tempio ben orientato lungo l’asse est-ovest è come un’astronave lanciata negli spazi che si dirige verso Oriente, di cui il sacerdote è l’astronauta. I fedeli a bordo rappresentano il popolo di Dio che, con preghiere ed inni, si prepara all’incontro con Cristo.
Il punto di riferimento più importante nella vita pratica delle popolazioni antiche era il sole, per cui l’orientamento avveniva basandosi sull’est, posto in alto nella rappresentazione grafica, con l’ovest al suo opposto, il sud e il nord rispettivamente a destra e a sinistra. Il senso allegorico, EST rappresenta la luce divina che sorge a guidare gli uomini, quindi è Cristo stesso la salvezza che viene nel mondo. Non a caso da oriente giungevano i Magi secondo la tradizione, e nell’Apocalisse l’angelo buono, che porta il sigillo del Dio vivente, sale da oriente. Il libro della Genesi colloca il giardino dell'Eden "a oriente". Volgersi verso Est durante il culto simboleggiava anche il desiderio dell'umanità di guardare e ritornare alla patria perduta, la condizione di armonia originaria con Dio antecedente al peccato originale.
Questa scelta non veniva dalle indicazioni degli apostoli, ma riprendeva usanze religiose più antiche. Il Concilio di Nicea I del 325 affermò che «ecclesiarum situs plerimque talis erat, ut fideles facie altare versa orantes orientem solem, symbolum Christi qui est sol iustitia et lux mundi interentur». (traduzione: La posizione della maggior parte delle chiese era tale che i fedeli, pregando con il viso rivolto verso l'altare, vedessero il sole nascente, simbolo di Cristo, che è il sole della giustizia e la luce del mondo). Di conseguenza le facciate delle chiese dovevano essere rivolte a ovest rispetto al baricentro del fabbricato, e l'abside a est.
In contrada Purgatorio, nei pressi della chiesetta di S. Apollinare, sono state rinvenute diverse tombe di età altomedievale orientate lungo l’asse est/ovest con il cranio rivolto ad ovest e, in alcuni casi, con le braccia ripiegate sull’addome. Il posizionamento del cranio rivolto ad ovest e i piedi ad est sta a significare che al momento della resurrezione, il defunto si sarebbe “alzato” rivolto verso est per incontrare il Signore. Pertanto l’orientamento con la testa ad ovest non era casuale, ma faceva parte di un rito funerario ben preciso, carico di significato spirituale e teologico, volto a esprimere la fede nella vita eterna e nel ricongiungimento con Dio dopo la morte.
In archeologia, l’orientamento delle tombe è un dato cruciale che aiuta a comprendere le pratiche funerarie e l’identità culturale, sociale e religiosa di una popolazione. La coerenza nell’orientamento all’interno di una necropoli suggerisce l’adesione a una norma condivisa, mentre le eccezioni possono indicare uno status sociale diverso, l’appartenenza ad un altro gruppo etnico o un periodo temporale diverso.
Adriano Gaspani, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell’Osservatorio Astronomico di Brera – Milano, nel suo articolo pubblicato su internet, “L’orientazione astronomica delle chiese cristiane”, ha scritto: Sin dagli albori del cristianesimo era diffusa la tradizione di orientare i templi, o più in generale i luoghi di culto, verso la direzione est secondo il criterio denominato “Versus Solem Orientem” in quanto, analogamente ai pagani, anche per i cristiani la salvezza e la rinascita erano collegate alla generica direzione cardinale orientale. Gesù Cristo aveva come simbolo il Sole (Sol justitiae, Sol Invictus, Sol Salutis) e la direzione est era simbolizzata dalla croce, rappresentazione del simbolo della vittoria. La simbologia solare così direttamente collegata al Cristo richiedeva quindi un’attenta progettazione dei luoghi di culto e un’altrettanto attenta loro orientazione rispetto alle direzioni astronomiche fondamentali. Nelle Costituzioni Apostoliche (II,7) del IV e V secolo veniva raccomandato ai fedeli di pregare dirigendosi verso l’est e lo stesso celebrante durante l’”Actio Liturgica” doveva parimenti essere rivolto in quella direzione; le Costituzioni Apostoliche, pur non risalendo agli stessi Apostoli, riflettono sicuramente le usanze e le consuetudini più antiche in questo senso. Come conseguenza di tali prescrizioni, tecnicamente si rese necessario progettare e costruire le chiese orientate con l’abside verso oriente e la facciata con la porta d’ingresso in direzione occidentale rispetto al baricentro della costruzione. Una delle personalità più prestigiose che contribuì a diffondere l’idea e l’abitudine di orientare i luoghi di culto verso direzioni solari astronomicamente significative fu Gerberto D’Aurillac, noto anche come Gerberto da Reims, nato intorno nel 937 in Alvernia, nella Francia centrale, e monaco benedettino ad Aurillac e a Reims.
Il 21 marzo segna il primo punto dell’ariete il cui simbolo è:
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Il primo punto dell’Ariete si chiama anche punto gamma (γ) è uno dei due punti equinoziali in cui l’equatore celeste interseca l’eclittica.
In astrologia, il 21 marzo segna l’inizio del segno zodiacale dell’Ariete. Questo giorno segna un momento di nuova energia, impulso e rinascita, sia in termini astrologici che naturali. L’ariete, primo segno dello zodiaco, è associato all’energia, all’azione, all’iniziativa e al coraggio.
Nella psicologia analitica, il segno zodiacale dell’Ariete è associato all’archetipo del “Guerriero” simboleggiando l’inizio, l’azione, l’energia vitale e la volontà di affermarsi. L’archetipo del Guerriero, secondo Carl Gustav Jung, rappresenta la forza interiore che ci spinge a combattere per i nostri valori, difendere i nostri confini e superare le sfide. E’ caratterizzato da coraggio, determinazione, disciplina e forte senso dell’onore.
Un’altra chiesa orientata lungo l’asse est-ovest dell’equinozio di primavera è la Matrice di Rutigliano (chiesa di Santa Maria).
Carmine Rocco Laforgia
29/07/2026




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