I 50anni dalla scoperta della necropoli di contrada Purgatorio
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- Pubblicato Venerdì, 12 Giugno 2026 12:21
- Scritto da Giuseppe Marchetti
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LE GIORNATE EUROPEE DELL’ARCHEOLOGIA DEL 12-13-14 GIUGNO 2026 I 50 ANNI DALLA SCOPERTA DELLA NECROPOLI IN CONTRADA PURGATORIO A RUTIGLIANO (1976/2026)
di Giuseppe Marchetti
Era un giovedì santo il 15 aprile 1976 quando Pippo Catamo e Peppino Sorino, tra i fondatori dell’Archeoclub d’Italia di Rutigliano, notarono nel corso dei lavori agricoli dei frammenti di un cratere nei pressi della chiesetta di S. Apollinare; stavano perlustrando la zona in contrada Purgatorio a circa 5 Km. a sud di Rutigliano lungo la strada per Turi, la contrada prende il nome dall’omonima Masseria.
Da quella data sono trascorsi cinquant’anni, dalla occasionale scoperta nell’aprile del 1976 partirono subito gli scavi che si conclusero a luglio 1976; furono condotti dal Prof. Felice Gino Loporto, sopraintendente alle antichità per la Puglia dell’epoca e dalla sua equipe.
In gran parte la zona di scavo riguarderà i terreni agricoli di proprietà di Nicola Didonna, primo presidente dell’Archeoclub d’Italia sede di Rutigliano e donatore del suolo dove è sorto l’attuale museo civico archeologico di Rutigliano, dedicato ai suoi genitori “Grazia e Pietro Didonna”.
Di quel periodo Rutigliano ricorda la partecipazione stupita e curiosa di tanti cittadini di tutte le età che si recavano in contrada Purgatorio per assistere da spettatori al lavoro degli archeologi, che giornalmente scoprivano tombe che contenevano reperti di straordinaria bellezza.
La scoperta diede inizio a sistematiche esplorazioni e scavi che misero in luce sin dal 1976 l’esistenza a Rutigliano di una ricca e vasta necropoli, che si aggiungeva a quella già scoperta molti anni prima di Azetium in contrada Castiello a Rutigliano.
L’esplorazione di quell’anno diede alla luce reperti rinvenuti in circa 90 tombe, databili dal VII al III secolo a.C.; la necropoli di Rutigliano testimonia la presenza di una città dell’antica Peucezia di cui non si conosce il nome, in una zona fertile che vede la presenza di corsi d’acqua e delle “Lame”, indispensabili per la vita delle antiche comunità agricole, inoltre grazie alla vicinanza dei punti d’approdo via mare. In seguito e sino al 1984 sono seguiti altri scavi che hanno portato alla luce altre tombe, per un totale complessivo di circa 400 tombe della necropoli del Purgatorio-Bigetti.

Il primo scavo del 1976 venne celebrato con un convegno che si tenne il 15 maggio del 1977 a Rutigliano (vedasi locandina dell’epoca) presso il Cinema Acquario (oggi Metamorfosi), ricordato da un articolo della Gazzetta del 18 maggio 1976 a firma del corrispondente Antonio D’Alba; l’evento organizzato dall’Amministrazione Comunale di Rutigliano, dall’Archeoclub e Pro-loco di Rutigliano si svolse alla presenza delle autorità e di un eccezionale pubblico. Il sindaco dell’epoca, Pasquale Moccia (ritratto nella foto con pubblico ed autorità) iniziò il suo discorso di apertura affermando che “Sapere quello che eravamo fa conoscere meglio noi stessi…la testimonianza del passato è scuola di conoscenza e palestra di civiltà per le attuali e le future generazioni”. 
A seguire ci fu la relazione tenuta dal prof. Felice Gino Loporto che definì Rutigliano la “splendida plaga della Peucezia”; con circa 400 diapositive presentò il materiale trovato nella necropoli. Un tesoro affermò: “di una ricchezza che non si è mai vista in Puglia, costituito da ambre, bronzi (rari in quell’epoca in Puglia), armi, fibule in argento, elmi, diadema in oro, vasi vitrei e soprattutto ceramiche bellissime a figure rosse e nere riferibili alcune a noti pittori”. Loporto rese noto anche che venne trovato un vaso plastico attico, esemplare rarissimo ed uno simile ma meno bello trovasi a Londra nel British Museum; infine, riferì che nella tomba n.17 furono trovati intatti 2 gusci di uova, simboli di fertilità e vita eterna. Va ricordato che il convegno vide la partecipazione d’importanti autorità dell’epoca, tra cui: il sen. Pietro Mezzapesa, il Presidente della Regione Puglia avv. Rotolo, l’ass. reg. prof. Matteo Fantasia, il cons. regionale Filippo Giampaolo, l’ass. prov. Prof. Vitandrea Sorino, il cons. nazionale dell’Archeoclub d’Italia dott. Finzi, i giudici Capriulo e Rubino, il direttore della sede Rai di Bari dott. Gardenin.
Da quel primo scavo del 1976 e per l’eccezionale bellezza dei ritrovamenti Rutigliano, per qualsiasi archeologo italiano e straniero, suona da tempo come il nome di uno straordinario sito archeologico di cui c’è ancora tanto da scoprire e da conoscere, in particolare della città antica e del suo nome.
A distanza di cinquant’anni lo scorso 16 aprile nel Museo civico archeologico “Grazia e Pietro Didonna” di Rutigliano, nell’ambito di un ciclo di incontri per la valorizzazione dell’archeologia dal titolo Il Museo in Movimento -Gli archeologi raccontano, è stato organizzato un evento in collaborazione con la Soprintendenza SABAP di Bari sulla necropoli di Rutigliano Purgatorio-Bigetti. La soprintendente dott.ssa Paolillo, nel sottolineare la bellezza e la numerosità dei reperti di Purgatorio-Bigetti, ha reso noto che sono state avviate le attività di studio e conoscenza del patrimonio archeologico di Rutigliano riferiti ai reperti ritrovati ed alcune indagini antropologiche sugli scheletri rinvenuti.
In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia del 12-13-14 giugno, presso il Palazzo SIMI di Bari, la Soprintendenza ABAP presenta il progetto di ricerca, tutela e riscoperta della necropoli di Rutigliano loc. Purgatorio-Bigetti; al centro dell'evento ci saranno le sepolture di rango datate tra VII e III secolo a.C., scoperte negli anni '70 che eccezionalmente verranno mostrate in una loro selezione.
Come comunità rutiglianese auspichiamo di ricevere conferma ufficiale del finanziamento del progetto presentato dal comune di Rutigliano per la “riqualificazione del museo archeologico Grazia e Pietro Didonna nell’ambito dell’avviso pubblico regionale sugli interventi per la valorizzazione del patrimonio culturale”. Nell’adeguare il nostro museo archeologico di Rutigliano agli standard museali previsti da normativa avremo più titolo per pretendere che parte dell’enorme materiale rinvenuto in contrada Purgatorio-Bigetti venga esposto a Rutigliano, scongiuriamo che non trascorrano altri cinquant’anni…





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