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Primo Maggio al Museo archeologico nazionale di Taranto

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Il Primo Maggio al Museo archeologico nazionale di Taranto
Intrecci preziosi tra artigianalità antica e moderna
Visita guidata e viaggio tra arti e mestieri della società tarantina

Sulle sponde del Mar Piccolo i tarantini estraevano dai murici una ghiandola che permetteva di ottenere il pregiato colorante per i tessuti,nella tonalità del rosso intenso, che simboleggiava il lusso e il potere. Nelle botteghe dei tessitori artigiani, insieme a maestri in oreficeria, realizzavano fili in oro che poi avrebbero abbellito le trame degli abiti di nobili e ceti facoltosi.

Si può dire che l’alta moda è sempre stata di casa in riva allo Ionio, ma anche la maestria artigianale, come dimostrano i reperti custoditi all’interno del Museo archeologico nazionale di Taranto e che nel giorno del primo maggio, festa dei lavoratori, costituiranno, insieme alla mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTA”, l’architrave di una visita guidata ispirata al lavoro passato e presente che ha reso celebre nel mondomarta-1-maggio-2026-1 anche il Made in Italy.

Tutto concentrato nelle sale espositive dell’ex Convento degli Alcantarini con abiti di alta sartoria, disegni, schizzi, foto d’epoca nell’area delle esposizioni temporanee incastonata tra tutto ciò che ha ispirato il grande stilista e architetto della moda, Roberto Capucci.
La visita guidata non a caso si intitola “Intrecci preziosi” e mostra il legame profondo tra artigianalità antica e moderna haute couture.

“C’è un museo intero che parla di lavoro e operosità – spiega la direttrice del MArTA, Stella Falzone – ed è singolare attraversarlo passando dai tessuti moderni di Capucci, fino alle statuette fittili, ai diademi in oro, o ai vetri e le ceramiche di epoca ellenistica e romana realizzati da mani esperte che facevano del loro lavoro anche la cifra del loro valore all’interno della società”.
Non è raro, infatti, all’interno del Museo archeologico nazionale di Taranto, imbattersi in stele funerarie che raccontano la vita e il lavoro dei defunti.

E’ il caso di Campatius Secundus, potatore, che la moglie volle seppellire, appena 50enne con una lapide in carparo recante in bassoriliero una falce e un martello e insieme ai suoi attrezzi da lavoro: un piccone in ferro, scalpelli, un falcetto e una lama di cesoia (I sec. d.C).
Un linguaggio iconico e simbolico che ci informa sul mestiere svolto dal defunto.

“Nel museo di Taranto riemerge dall’oblio parte della società locale della prima età imperiale – sottolinea Stella Falzone – variegata ed operosa. Un sarcinator (sarto-rammendatore), un gregarius (pastore), un faber (artigiano), un navicularius (operatore addetto al commercio marittimo) che in qualche maniera nel giorno della festa dei lavoratori il MArTA intende onorare”.

A parlare di loro, in alcuni casi, anche i resti delle loro preziose lavorazioni: utensili, ma anche vetri preziosi, ori e stampi per ceramiche che si potranno ammirare dopo la visita guidata all’interno dell’area espositiva permanente del museo.

La visita guidata alla mostra “Forme senza tempo: Roberto Capucci dialoga con il MArTA” (durata circa 30 minuti), inizierà alle 17.00 del primo maggio. La visita è inclusa nel costo del biglietto di ingresso al MArTA di 10 euro. Prenotazione obbligatoria allo 099 4532112 fino a esaurimento posti. 

Taranto, 30 aprile 2026 Ufficio stampa
Museo archeologico nazionale di Taranto
Maristella Bagiolini

 
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Foto
Slide introduttiva: L'abito Foglie d'oro e Corona in oro II sec aC MArTA credit ph Paolo Buscicchio.
Nel testo: Collezione di vetri - Sala XXIV Museo archeologico nazionale Taranto I sec a.C. II sec d.C.
Sotto al testo: Murici e aghi da telaio - Museo archeologico nazionale Taranto.

 

 

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