Intervista al biografo di Ennio Morricone, Alessandro de Rosa
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- Pubblicato Martedì, 23 Dicembre 2025 11:57
- Scritto da Tino Sorino
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Intervista al biografo di Ennio Morricone, Alessandro de Rosa, che racconta il grande Compositore in un libro e in uno spettacolo – concerto, tenutosi il 20 dicembre al Metamorfosi di Rutigliano
di Tino Sorino
Un omaggio a Ennio Morricone ed un viaggio nella sua intimità, nel racconto profondo e umano del suo biografo milanese Alessandro De Rosa.
Il tutto concentrato in un libro e in un evento – concerto, all’insegna di musica, immagini e parole.
Ad accompagnare sul palco l’applaudito Alessandro, due musicisti altrettanto apprezzati dal pubblico presente, Raffaele Casarano, sassofonista e compositore pugliese, classe1981 e Claudio Farinone, chitarrista e compositore milanese, classe 1967.
Nella sala riunioni del Teatro “Metamorfosi” di Rutigliano (restituito alla cittadinanza dopo 16 anni e 6 mesi di chiusura, rivelando con i suoi primi spettacoli sold out tanta fame di Teatro e di Cultura), prima che iniziasse l’esibizione artistica “Inseguendo quel suono”, il Maestro Alessandro De Rosa, coautore con Morricone dell’omonimo libro, ha così risposto ad alcune domande.
Ma, prima dell’intervista, è d’obbligo chiedersi: “Chi è il giovane e intraprendente Alessandro De Rosa, capace
di entrare in punta di piedi nelle grazie e nelle confidenze del Maestro Morricone, al punto da diventare il suo biografo ufficiale?
Classe 1985, 40 anni, serio ma sempre pronto all’ironia e alla battuta, colto, compositore su consiglio di Morricone, Alessandro ha studiato con Boris Porena, diplomandosi, poi, in Olanda, al Conservatorio Reale dell’Aja.
Come compositore, arrangiatore e produttore, ha collaborato con Jon Anderson della band Yes; con la cantante brasiliana due volte vincitrice del disco di platino Fantine Tho e con la cantante Irene Grandi, di cui è diventato il manager.
Insieme a Ennio Morricone è autore del libro “Ennio Morricone. Inseguendo quel suono. La mia musica, la mia vita. Conversazioni con Alessandro De Rosa” (Mondadori libri, 2016, 2020, 2021, 2022, 2024, 2025), tradotto in diverse lingue tra le più parlate al mondo e del podcast “Io e Ennio Morricone” (Amazon Audible, febbraio 2020).
Ha inoltre partecipato al documentario “Ennio” di Giuseppe Tornatore, per volontà congiunta del regista premio Oscar e dello stesso Morricone…
Attualmente continua la sua attività musicale e manageriale come libero professionista, lavorando parallelamente come autore e speaker nei canali culturali svizzeri e italiani di RSI e RAI.
Qual è il ritratto di Ennio Morricone (1928 - 2020) che vien fuori dal libro e dallo spettacolo?
«Io penso che il ritratto del libro sia un po' simile a quello dello spettacolo. Il libro nasce dalle nostre conversazioni: ci son voluti quattro anni di lavoro per mettere insieme questo testo».
Come vi siete conosciuti e come lei è diventato il biografo del Maestro?
«Ci eravamo conosciuti nel 2005, io avevo 19 anni. Lui arrivò a Milano per una conferenza ed io lo raggiunsi in teatro con una lettera ed un cd contenente le mie prime composizioni. Chiesi al Maestro di ascoltare il cd, di farmi sapere le sue impressioni ed eventualmente di diventare suo allievo di composizione. Morricone mormorando, prese il disco e, il giorno dopo, tornato in mattinata a Roma, lo ascoltò e, poi, mi richiamò, inviandomi un messaggio in segreteria con queste parole: “Lei ha grandi qualità, è un autodidatta, io non le posso dare lezioni perché non ho il tempo, lei deve trovare un Maestro di composizione e stud
iare composizione, non può fare altrimenti perché le capacità ci sono forti”. Lì ci conoscemmo e, poi, le ho dovute davvero provare tutte, da assistente a copista, fino a quando nel 2012 abbiamo insieme iniziato a lavorare a questo libro, definito dallo stesso Morricone “il miglior libro che lo riguardava, la sua autobiografia in conversazione”. E così sono diventato il biografo di Morricone».
Soffermiamoci, ora, sui rapporti tra i due giganti della Musica da film, Morricone e Nino Rota.
«Di quest’ultimo, ho scritto due volumi sulla sua vita e sulla sua musica.
So bene che tra di loro c’era una reciproca stima professionale, pur appartenendo a generazioni diverse; so che Morricone ha arrangiato le musiche di Rota per una miniserie televisiva italiana “Alle origini della mafia”; so anche che Morricone, dopo aver vinto nel 1995 il primo “Premio Rota”, istituito dalla casa discografica Cam in memoria del compositore milanese, celebrò l’occasione con un concerto ed un album intitolato “Concerto Premio Rota”».
Dai suoi studi e dalle sue conversazioni cosa può dirmi di più di questa loro collaborazione?
«Morricone e Rota collaborarono anche a un film di animazione, pressoché sconosciuto, mi sembra che fosse del 1979. Morricone scrisse un pezzo che si chiamava “Bambini del mondo”, molto gradito da Nino Rota, in quanto riconobbe in questo pezzo delle tecniche che Morricone aveva già messo in uso. Lo stesso Morricone ricordava questi momenti in cui Rota gli fece i complimenti per questo film, per questa intuizione musicale, dicendo “E’ sicuramente un grande musicista capace evidentemente di penetrare queste tecniche anche “puntinistiche”, così le aveva denominate. Morricone, invece, delle musiche da film di Rota apprezzava soprattutto quelle del “Casanova”: ma rispettava anche Rota da un punto di vista di compositore tout court, anche se non capiva in un certo senso, proprio perché c’era una differenza abissale tra i due. Mentre Morricone quando scriveva per il Cinema era il Morricone del Cinema, quando scriveva per la sala da concerto sembrava, invece, un altro Morricone, soprattutto nel primo periodo di produzione della sua musica “assoluta”. Nino Rota, invece, quando faceva “Viva la pappa col pomodoro”, quando stava con Fellini o quando faceva la sua musica (era chiaro che si trattava di una musica diversa) era sempre Nino Rota che comunque cercava di essere più unitario. Per Rota c’era la musica bella e la musica brutta, non c’era, però, la musica di serie “A”, quella colta; Morricone, invece, era più schiavo e subiva di più questa pressione, soffrendo anche molto. Secondo me, c’era una grande differenza tra i due musicisti nel modo di interpretare la musica». Ennio Morricone (1928 – 2020), compositore, direttore d’orchestra, arrangiatore, esecutore e direttore, autore di oltre 400 colonne sonore da film originali e opere di musica assoluta, ha spaziato tra generi diversi. Diplomato in tromba e composizione con Petrassi, ha collaborato con registi del calibro di Sergio Leone, Gillo Pontecorvo, Pier Paolo Pasolini e Quentin Tarantino, vincendo, tra i tantissimi premi, un Leone d’oro alla carriera, l’Oscar alla carriera nel 2007 ed un altro per la migliore colonna sonora nel 2018 per “The hateful eight” di Tarantino, una stella ad Holliwood Walk of Fame, tre Golden Globes e nove David di Donatello. Nel 2017 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Sua questa affermazione:
“Io penso che, quando fra cento, duecento anni, vorranno capire com’eravamo, è proprio grazie alla musica da film che lo scopriranno”.






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