Sab04022023

Last update10:26:34 AM

banner conad 2016    banner arborea corretto  

banner madel 2022

   

 

 
Gara ponte rifiuti a Rutigliano:   In corso la gara ponte (...) perplessità su costi e servizi,    Appalto rifiuti, rinviata la prima seduta di gara...

banner verna rifatto 

                banner meraviglie pulito 3
Back Sei qui: Home Notizie Cultura Sul palcoscenico a nudo i meccanismi del gioco d’azzardo

Sul palcoscenico a nudo i meccanismi del gioco d’azzardo

Condividi

gioco-d azzardo-teatro

 

SCONFINAMENTI
‘Il Giuocatore’ al Teatro Radar
A Monopoli la storica commedia di Goldoni con la regia di Marinella Anaclerio
Sul palcoscenico a nudo i meccanismi del gioco d’azzardo
28 e 29 gennaio - Via Magenta 71, Monopoli

“Questa Commedia ha caratteri tanto universali, che in ogni luogo ove fu ella rappresentata, credevasi fatta sul conio degli originali riconosciuti”: racconta così la sua commedia Carlo Goldoni nel prologo de Il Giuocatore, prossimo appuntamento della Stagione 2022.23 ‘Sconfinamenti’ al Teatro Radar di Monopoli.

Sabato 29 gennaio alle ore 21 e domenica 30 gennaio ore 18 una delle pièce più rappresentate del teatro goldoniano va in scena nella versione diretta da Marinella Anaclerio, con Stella Addario, Flavio Albanese, Antonella Carone, Patrizia Labianca, Loris Leoci, Tony Marzolla, Luigi Moretti, Dino Parrotta e Domenico Piscopo. Argomento centrale dello spettacolo è il gioco d’azzardo, che il commediografo settecentesco già aveva affrontato ne La bottega del caffè.
Sul palcoscenico si mettono nudo con destrezza i meccanismi mentali del giocatore patologico, svelando tutti i processi e le trappole in cui il ludopatico cade trascinando spesso con sé quanti lo circondano. Lo spettatore, con l’avanzare della storia, si ritrova su un crinale a confine tra tragedia e commedia. Si ride ma si comprende anche quanto il gioco d’azzardo sia una dipendenza drammatica, non meno pericolosa di un qualsiasi stupefacente. Il pubblico accompagna così i passi di una giornata di Florindo, un giovane borghese completamente asservito al gioco, senza altri orizzonti ed obiettivi concreti, di cui Goldoni disvela la rete di conoscenze e amicizie che vogliono approfittare del suo vizio.
“Crediamo fermamente che il teatro debba sempre confrontarsi in modo poetico con il presente – racconta la regista Anaclerio - mai come oggi portare in scena Il giuocatore ci consente di proporre al pubblico un’analisi tragica e comica della ludopatia come fenomeno sociale diffuso tra giovani e meno giovani”.

Gli spettacoli della Stagione serale 2022.23 del Teatro Radar hanno un prezzo di 22 euro per la Galleria e di 25 euro per la Platea. Disponibile anche un mini abbonamento al costo di 50 euro, che permette di assistere a due spettacoli della Stagione e alla replica de ‘Il malato immaginario ovvero Le Molière imaginaire’ (sabato 4 febbraio ore 21 e domenica 5 febbraio ore 18). I biglietti sono disponibili al botteghino del Teatro Radar di Monopoli (via Magenta 71) e online sul circuito Vivaticket.com. Per info si può chiamare il numero 335 756 47 88 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Il programma completo di Sconfinamenti è disponibile sul sito su www.teatridibari.it.

SCHEDA ARTISTICA
Compagnia del Sole
Il giuocatore
di Carlo Goldoni
Regia Marinella Anaclerio
« Questa Commedia ha caratteri tanto universali, che in ogni luogo ove fu ella rappresentata, credevasi fatta sul conio degli originali riconosciuti». C Goldoni - Prologo Il Giuocatore
Con: Stella Addario, Flavio Albanese, Antonella Carone, Patrizia Labianca, Loris Leoci, Tony Marzolla, Luigi Moretti, Dino Parrotta, Domenico Piscopo
Scene/Immagine Pino Pipoli
Costumi Simona De Castro
Disegno luci Cristian Allegrini
Vocal coach Isabella Minafra

«Io non pretendo già che le mie Commedie abbiano ad essere la scuola degli uomini; ma questa sì vorrei che lo fosse, e in questa ho studiato di farla da Precettore, quanto mai ho potuto; perché avendone io nel tempo passato avuto bisogno, avrei desiderato mirar su le Scene un esemplare, che mi avesse svegliato e corretto. » C. Goldoni
Così sottolinea Goldoni a proposito della sua commedia, scritta nel 1750, anno della scommessa con il suo pubblico di scrivere 16 commedie nuove in 12 mesi, ed andata in scena nel 1751. Scommessa appunto, ovvero un lanciarsi oltre l’ostacolo del logico per fare qualcosa di mai tentato prima, qualcosa di memorabile e speciale. Il gioco d’azzardo come vertigine, dunque, per lui non era soltanto legato al desiderio di accumulo di danaro ma un vero sistema di vita.
In ogni caso i tavoli del gioco d’azzardo li conosceva molto bene, come conosceva molto bene tutti i retrobottega e casinò, ufficiali e non, dove si facevano e disfacevano fortune. Gli specialisti definiscono la ludopatia con l’acronimo GAP (Gioco d’Azzardo Patologico). Tre lettere che in inglese formano una parola dai significati vari ed emblematici: “divario”, ”vuoto”, ”lacuna”. Ed è davvero un vuoto profondo quello che spinge le persone ad ammalarsi di gioco d’azzardo, visto che antepongono la loro mania (che si tratti di gratta e vinci, slot machine, poker online) ai rapporti personali, agli affetti, a tutto ciò per cui vale la pena vivere.

Nello specifico Goldoni affronta questo tema ne La bottega del caffè e ne Il giuocatore. Abbiamo scelto quest’ultima, affascinati dall’impianto tragicomico e corale, forti di un ensemble di attori affiatati da anni di lavoro insieme, su testi sia comici che drammatici. L’autore ci racconta la giornata tipo, dall’alba al tramonto, di un giovane borghese, Florindo, completamente asservito al gioco, senza altri orizzonti ed obiettivi concreti. Goldoni abilmente ne dipinge l’ambiente: fidanzate, amici, veri e finti, servitori approfittatori e protettori.

Con questa pièce riesce a mettere a nudo con destrezza i meccanismi mentali del giocatore patologico, svelando tutti i processi e le trappole in cui il ludopatico cade trascinando spesso con sé quanti lo circondano. Lo spettatore, con l’avanzare della storia, si ritrova su un crinale a confine tra tragedia e commedia. Si ride ma si comprende anche quanto il gioco d’azzardo sia una dipendenza drammatica, non meno pericolosa di un qualsiasi stupefacente.
«Crediamo fermamente che il teatro debba sempre confrontarsi in modo poetico con il presente, mai come oggi portare in scena Il giuocatore ci consente di proporre al pubblico un’analisi tragica e comica della ludopatia come fenomeno sociale diffuso tra giovani e meno giovani. » M. Anaclerio

Ufficio stampa Teatri di Bari
Natale Cassano
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna