
Il Museo civico archeologico di Rutigliano si fa luogo di incontro e scambio culturale tra un importante artista, Tarshito, i ceramisti locali e gli studenti dei politecnici di Bari e Milano. Per alcuni giorni il Museo è stato come una delle tante botteghe dei figuli presenti nella città.
Cinque giorni, dal 16 al 20 ottobre, durante i quali si è svolto un workshop con performance partecipativa dal titolo “Il ventre del futuro. Una piccola archeologia del domani”. I ragazzi hanno plasmato la terra rossa di Rutigliano, quella stessa argilla naturale con cui le genti antiche (peuceti) che hanno abitato questo territorio (dal VI secolo a. C.) forgiavano vasi, crateri e altri oggetti di uso quotidiano. Una interessante esperienza che ha arricchito tutti i partecipanti.
I manufatti realizzati dagli studenti, specie di “ventri”, contenitori in argilla cruda, sono stati allocati, per metà, nella terra della villa comunale di Rutigliano, in cerchio attorno ad un albero. Alcuni cittadini vi hanno messo dentro messaggi scritti positivi che l’umanità futura magari riscoprirà scavando alla scoperta di una piccola archeologia.
Il progetto è stato curato da Sandra Sivilli, direttrice dei musei di Rutigliano; il coordinamento didattico-scientifico è stato delle docenti del politecnico di Milano Silvana Annicchiarico, e del Politecnico di Bari Rosa Pagliarulo.
Qui sotto il servizio video, realizzato il 18 ottobre scorso, con le interviste a tutti i protagonisti di questa interessante iniziativa culturale.
Buona visione