Il disagio minorile non può restare nell'ombra...

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IL DISAGIO MINORILE NON PUÒ RESTARE NELL’OMBRA: GRANDE PARTECIPAZIONE ALL’INCONTRO CON IL GARANTE ABBATICCHIO

Il Liceo «Majorana-Laterza» di Putignano ha ospitato un momento di confronto tra istituzioni, scuola, servizi territoriali e comunità educante. Al centro il Vademecum «Segnali e segnalazioni nella scuola inclusiva», uno strumento per riconoscere tempestivamente le situazioni di difficoltà e attivare una rete di sostegno. L’iniziativa, inserita nel Festival della Felicità (&) dell’Infanzia, rilancia il valore della prevenzione e della responsabilità condivisa.

Putignano, 9 ottobre 2026 – Una partecipazione straordinaria per un tema che riguarda da vicino il futuro dei più giovani e la responsabilità dell’intera comunità. L’incontro «Diffusione Vademecum sul disagio minorile», ospitato dal Liceo «Majorana-Laterza» di Putignano, ha rappresentato uno dei momenti di maggiore intensità e rilevanza sociale del percorso del Festival della Felicità (&) dell’Infanzia, quest’anno dedicato al tema «Costruire gentilezza». Un appuntamento capace di richiamare grande attenzione e favorire un confronto concreto tra istituzioni, mondo della scuola, servizi educativi e sociosanitari, operatori sociali e cittadini, tutti accomunati dalla consapevolezza che il benessere dei minori non può essere affidato all’iniziativa dei singoli, ma deve diventare una responsabilità collettiva.

Riconoscere un disagio prima che si trasformi in emergenza, intercettare i segnali spesso invisibili di una difficoltà, sapere a chi rivolgersi e come intervenire. Sono questi i principi che hanno attraversato l’incontro, promosso con la partecipazione del Garante dei Diritti del Minore della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, e dedicato alla diffusione del Vademecum «Segnali e segnalazioni nella scuola inclusiva». Un documento che mette a disposizione degli operatori strumenti e procedure condivise, ma che soprattutto propone un disagio-minorile-1cambiamento culturale: la segnalazione non deve essere percepita esclusivamente come l’avvio di un procedimento nei confronti di qualcuno, bensì anche come il primo passo di un percorso di ascolto, prevenzione e sostegno.

A spiegare il significato più profondo di questa impostazione è stato proprio il Garante dei Diritti del Minore della Regione Puglia, che ha sottolineato l’importanza di una collaborazione stabile tra tutte le realtà chiamate a occuparsi dei minori. «Vogliamo offrire alla scuola uno strumento per intervenire nella zona d’ombra del disagio, quando emergono i primi segnali di difficoltà. Segnalare non deve necessariamente significare denunciare – sottolinea Ludovico Abbaticchio – ma attivare una rete di competenze che, attraverso la collaborazione tra docenti, assistenti sociali, servizi sanitari e famiglie, riesca ad accompagnare quel minore verso una condizione di maggiore benessere».

Un messaggio che ha trovato un’immediata corrispondenza nell’intervento di Maria Rosa Pennetta, esperta regionale presso l’Ufficio del Garante, che ha illustrato il lavoro sviluppato negli ultimi quattro anni per costruire un linguaggio comune tra le scuole pugliesi e le istituzioni competenti. «Le difficoltà che attraversano il mondo della scuola vanno oggi ben oltre le situazioni di disabilità e comprendono anche le conseguenze di un uso scorretto della rete e dei social. Dobbiamo partire da noi adulti, imparando a educarci al digitale per diventare un esempio credibile per i più giovani». Pennetta ha inoltre annunciato un appuntamento conclusivo previsto per il prossimo 20 novembre, dedicato proprio al disagio minorile legato all’utilizzo dei social network.

A rappresentare il sindaco Michele Vinella è stato l’assessore Gianluca Miano, che ha ricondotto il valoredisagio-minorile-2 dell’iniziativa alla visione di welfare e di comunità promossa dall’Amministrazione comunale. «Il vero valore aggiunto nasce quando istituzioni e servizi imparano a lavorare insieme, senza sovrapposizioni. Intercettare tempestivamente una situazione di difficoltà e individuare una risposta nel minor tempo possibile rappresenta un traguardo importante per la nostra Amministrazione. La capacità di fare squadra produce benessere e felicità: è proprio questo lo spirito del Festival».

Il tema della prevenzione ha assunto una particolare centralità anche nelle parole della consigliera comunale Angela Genco, che ha richiamato il ruolo della scuola come primo presidio di osservazione e inclusione. «L’inclusione non riguarda soltanto gli alunni con situazioni certificate, ma tutti i bambini e i ragazzi. La scuola può individuare precocemente i segnali di difficoltà e contrastare fenomeni di emarginazione che attraversano qualsiasi contesto sociale. Nessun segnale può essere sottovalutato».

Particolarmente significativo anche l’intervento della dirigente comunale Pamela Giotta, responsabile del progetto, che ha evidenziato l’importanza della formazione per chi opera quotidianamente a contatto con bambini e adolescenti. «Di fronte a situazioni delicate, non sempre docenti e operatori sanno quali procedure attivare. Il Vademecum rappresenta uno strumento prezioso per fare chiarezza sulle modalità di segnalazione. Confrontarsi direttamente con chi lo ha elaborato costituisce un’importante opportunità di formazione e crescita professionale».

La necessità di trasformare l’attenzione educativa in competenze operative è stata ribadita anche dal professor Luigi Sportelli, che ha richiamato la responsabilità della scuola secondaria nella tutela degli studenti minorenni. Un sentimento condiviso dalla dirigente scolastica Angela Borrelli, che ha sottolineato il valore della partecipazione e l’importanza di mantenere vivo il confronto su problematiche sempre più complesse.

L’iniziativa, accreditata dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Puglia, ha così confermato la centralità del dialogo tra istituzioni, dirigenti scolastici, docenti, famiglie, servizi sociali, Consultorio, NPIA e realtà educative del territorio. Non soltanto un’occasione per approfondire i contenuti di un documento tecnico, ma un momento di crescita collettiva, nel quale la grande partecipazione ha testimoniato quanto sia sentita l’esigenza di strumenti concreti per affrontare le nuove forme di disagio.

È anche questo il significato più autentico di «Costruire gentilezza», il tema scelto per la terza edizione del Festival della Felicità (&) dell’Infanzia: riconoscere una difficoltà, non voltarsi dall’altra parte, imparare ad ascoltare e mettere in relazione persone, istituzioni e competenze. Perché una comunità capace di prendersi cura dei propri bambini e adolescenti è una comunità che investe nel proprio futuro. E perché, qualche volta, la differenza tra un disagio che resta invisibile e una storia che può cambiare comincia proprio dalla capacità di qualcuno di accorgersene in tempo.

Alessandro Schirone

 

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