La scomparsa di Vittorio Berardi, tra commozione e ricordi
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- Pubblicato Domenica, 14 Giugno 2026 16:57
- Scritto da Tino Sorino
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di Tino Sorino
La Comunità di Rutigliano perde l’importante figura di un uomo che, fin dagli anni ’50, giovanissimo, si è adoperato per la crescita del suo paese.
Vittorio Berardi, classe 1941, è entrato nel cuore dei suoi concittadini per aver vissuto la sua vita fedele ai valori della sua famiglia e dell’allora ASCI, oggi diventata AGESCI.
Chiamato da don Vito Suglia, il fondatore e assistente ecclesiale dello scoutismo a Rutigliano, Vittorio si è nutrito dei fondamentali valori formativi dello scoutismo, traducendoli in gesti concreti, come uomo, come cittadino, come insegnante e come operatore economico.
E’ stato lui stesso a parlarne nella “Lettera di un Capo” (da “Raccontiamoci la storia delle memorie …”, a cura di D.
G. Caso, Grafica Giummarella, 2000), dove si esprime così: “ … Il cammino iniziato tanti anni fa mi ha poi condotto alla guida di un gruppo al quale, nel tempo, ho cercato di trasferire quei valori essenziali attraverso la testimonianza e l’umiltà, elementi questi, che ogni Capo deve portare sempre con sé, nel suo zaino.
Quegli stessi valori nel corso della mia vita e dei miei diversi impegni nella società hanno certamente inciso in maniera forte e prioritaria per proporsi al mondo in maniera diversa, e dimostrare che lo Scoutismo è un modo di pensare e di vivere.
Lo Scoutismo è stato per tutti noi un meraviglioso gioco, ma nelle traversie e nelle lotte affrontate con l’età, il gioco si è trasformato in un sistema di vita che fa di ciascuno di noi un uomo diverso dagli altri, cioè uno Scout incapace di tradire, di mentire, di offendere, di dimenticare Iddio e il prossimo.
Ed ecco perché, appena ci si incontra, anche a distanza di tempo e di spazio, ci si riconosce e si riprende il discorso limpido e chiaro della giovinezza generosa, e fioriscono nei ricordi i propositi e scompaiono le difficoltà, cosicché si ritorna a credere che, con l’aiuto del Signore, tutto sia possibile e tutto perciò si debba tentare per lasciare il mondo un po' migliore di come lo si è trovato”.
Ed è per questo che la Città di Rutigliano e non solo, piange, oggi, la sua scomparsa.
Era stato consigliere e assessore comunale.
Per lunghi anni era stato consigliere del Comitato Feste SS. Crocifisso e San Nicola, devotissimo del Crocifisso che quotidianamente visitava.
Rimase deluso dai diversi vani tentativi di concludere un gemellaggio, fortemente voluto da Saverio Ciavarella, tra Rutigliano e Toledo, in Spagna, due città tanto legate al Crocifisso.
Partecipava a tutti gli eventi sociali e culturali, non solo con la sua rassicurante e attiva presenza, ma anche con il suo generoso contributo.
Amante della Musica e dell’Arte, non solo ai suoi figli Carlo e Vivio ma a tutti i suoi amici, ha saputo trasmettere il suo amore per la vita e per la bellezza.
Ma l’immagine che rimane più impressa di Vittorio è quella del Capo Riparto che dal 1955 al 1966, con gli altri Capi, contribuì a radicare nel paese i valori dello scoutismo.
“Ma tra i miei ricordi più belli di Vittorio”, racconta Tommaso Dello Spirito Santo, uno dei suoi migliori e fraterni amici scout, “ci sono i canti eseguiti intorno al fuoco, la sera del grande bivacco, le uscite di esplorazione del territorio e i campi estivi, particolarmente quello di Campitello Silano del 1960, per la realizzazione di un ponte su di un largo ruscello, costruito in tronchi d’albero, senza chiodi e solo con funi e cordini per fissaggio. Progetto studiato e programmato da Vittorio, in collaborazione con Lillino Ciavarella e don Mimì Altieri.
Ma tanto altro ancora ci sarebbe da dire.




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