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Intitolazione di una strada a Lia Damato, cerimonia nel Rione Sant'Angelo

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COMUNICATO STAMPA

Rutigliano onora la sua musa ispiratrice: il 12 giugno l'intitolazione di una strada a Lia Damato, antesignana dell'archeologia e della cultura


Una cerimonia solenne nel Rione Sant'Angelo per celebrare la straordinaria figura della prima donna "Cittadino dell'Anno", custode della storia peuceta e fondatrice dell’Archeoclub e della Libera Università della Terza Età.
RUTIGLIANO (BA) — La città di Rutigliano si prepara a scolpire in modo indelebile nella propria toponomastica la memoria di una delle sue figure più colte, appassionate ed emblematiche. Venerdì 12 giugno 2026, alle ore 19:00, nel Rione Sant'Angelo, si terrà la cerimonia ufficiale di intitolazione di una via cittadina ad Aurelia (Lia) Damato (1943-2007). L'evento vedrà la partecipazione delle autorità istituzionali, dei rappresentanti della Libera Università della Terza Età (LUTE) e della famiglia della compianta studiosa, offrendo alla cittadinanza un momento di corale lia-damato-cerimonia-2gratitudine. Non poteva essere scelta giornata migliore per onorare le sue azioni, i suoi studi e le sue ricerche. Dal 12 al 14 giugno, infatti, si celebrano in tutta Italia tre giorni di eventi interamente dedicati all’archeologia. In questa prestigiosa cornice, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (ABAP) per la città metropolitana di Bari presenterà l'importante progetto di ricerca, tutela e riscoperta della necropoli di Rutigliano in località Purgatorio-Bigetti, illustrando le nuove indagini archeologiche e antropologiche in corso. Al centro dell'evento vi saranno proprio le sepolture di rango datate tra il VII e il III secolo a.C., scoperte negli anni '70, che eccezionalmente verranno mostrate in una loro esclusiva selezione: quegli stessi contesti tombali che Lia Damato contribuì a indagare, proteggere e divulgare.

Definita dall'allora sindaco Di Gioia come «musa ispiratrice e tra le figure più emblematiche della crescita socio-culturale di Rutigliano negli ultimi decenni», Lia Damato ha rappresentato un pilastro scientifico e civile per l'intera comunità. Nata a Rutigliano il 30 gennaio 1943, si laureò in Lettere Classiche con indirizzo archeologico presso l'Università degli Studi di Bari, discutendo la tesi con l'illustre professoressa di Topografia dell'Italia Antica, Meluta Miroslav Marin. Successivamente, la sua sete di conoscenza la condusse a specializzarsi in Paletnologia sotto la guida del professor Salvatore M. Puglisi, conseguendo, successivamente, nel 1980 il prestigioso Perfezionamento in Archeologia Preistorica presso la Scuola Nazionale di Archeologia di Roma. La sua tesi sperimentale, intitolata "Gli insediamenti neolitici nel territorio di Rutigliano e la tipologia ceramica di torre delle monache", accese i riflettori della comunità scientifica nazionale sulle eccezionali scoperte del territorio, scavi che ella stessa guidò attivamente coordinando con carisma folte schiere di giovani archeologi.lia-damato-cerimonia-3

Già dal 1973, in qualità di presidente della neonata sezione locale dell'Archeoclub d'Italia, Lia Damato impresse unasvolta radicale nella ricerca e nel recupero delle antichità autoctone, promuovendo innumerevoli e feconde campagne di scavo. Tuttavia, la sua missione non rimase mai confinata all'ambito accademico; al contrario, profuse immense energie nell'opera di divulgazione democratica del sapere. Era fermamente convinta, infatti, che: «Solo attraverso il sapere e la diffusione di esso si forma una coscienza collettiva di tutela e valorizzazione del bene culturale».

Un manifesto ideale che tradusse in azioni concrete. Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, approfondì le indagini topografiche con studi pionieristici, tra cui la celebre pubblicazione "Rutigliano, Azetium - piramidette fittili messapiche con iscrizioni" e il saggio sui "Manufatti di abbigliamento romani e altomedievali da Rutigliano" per la rivista specialistica Taras. Grazie ai preziosi reperti da lei stessa salvati e recuperati sul campo, allestì nei primi anni Ottanta le prime due storiche sale espositive presso Palazzo San Domenico, nucleo embrionale dell'odierno polo museale. La sua competenza eclettica fu messa a servizio anche delle istituzioni ecclesiastiche: su commissione della Diocesi, curò infatti il riordino scientifico dell'Archivio Capitolare della Collegiata di Santa Maria della Colonna e San Nicola, permettendo alla struttura di ottenere l'ambito riconoscimento statale di istituzione culturale di interesse locale. Sotto la sua illuminata presidenza, l'Archeoclub rutiglianese divenne una fucina incessante di convegni, mostre e avanguardie editoriali, trainata in particolare dal bollettino periodico di lia-damato-cerimonia-4informazione "ArcheoRutigliano", dato alle stampe fino al 1996, anno in cui vide la luce anche la sua monografia definitiva "Gli insediamenti neolitici di Rutigliano". Parallelamente all’attività scientifica, negli stessi anni iniziava l’attività di insegnamento prima come docente presso la scuola media “Manzoni” di Rutigliano e successivamente presso il liceo classico “Morea” di Conversano, al quale rimase legata per tutta la carriera.  

Il 1996 segnò un'altra straordinaria svolta nella sua eccezionale parabola umana e sociale: la costituzionedell'Università della Terza Età. Questa istituzione divenne immediatamente il punto di riferimento per la formazione permanente, lo scambio intergenerazionale e l'inclusione sociale della città. Da quel momento, sdoppiandosi instancabilmente tra la LUTE e l'Archeoclub, la professoressa Damato concentrò ogni sforzo verso l'agognato traguardo dell'apertura del Museo Civico Archeologico. 

Attraverso mostre, fitte relazioni istituzionali e scambi scientifici, ne preparò il terreno fino all'inaugurazione ufficiale avvenuta nel 1999 in Piazza XX Settembre, di cui firmò il primo rigoroso allestimento e il catalogo scientifico, oltre alla catalogazione dei reperti d'età preistorica e protostorica, garantendo la corretta identificazione, l'ordinamento e la futura valorizzazione dell'immenso patrimonio locale. Nei primi anni Duemila, la sua attività per conto della Soprintendenza Archeologica toccò il vertice, firmando mostre di risonanza extra-regionale: nel 2001 "Un luogo della Peucezia - le scoperte archeologiche in contrada Bigetti"; nel 2004 le esposizioni "Ornarsi d'ambra - tombe principesche di Rutigliano" e "Storie d'argilla - alle origini della ceramica in terra di Bari". insieme a Francesca Radina. Fino agli ultimi mesi della sua esistenza, nel 2005, mantenne altissimo il profilo scientifico della città promuovendo il simposio "Ceramica e Archeometria in Puglia" e la mostra "Dalle collezioni al museo. Le donazioni Catamo, Colamussi, Didonna, Dioguardi", che sancì il definitivo legame d'amore tra i collezionisti privati e il patrimonio pubblico. Questa dedizione totale le valse il primato di essere la prima figura femminile a lia-damato-cerimonia-5ricevere il prestigioso titolo di "Cittadino dell'Anno" conferito dal Comune di Rutigliano, con una motivazione che oggi risuona più attuale che mai: «Per il costante e instancabile impegno profuso nel favorire la crescita socio-culturale sia delle nuove generazioni, con attività di insegnamento nella scuola secondaria, che degli adulti, con l'istituzione a Rutigliano nel 1996 della Libera Università della Terza Età». Molte di queste informazioni sono state raccolte dal giornalista Gianni Capotorto nel libro Donne illustri rutiglianesi del 2009.

Oggi, quella stessa Università porta fieramente il suo nome, e dal 12 giugno anche una strada della città racconterà ai passanti, ai giovani e ai forestieri la storia di Lia Damato: la donna che seppe dissotterrare il passato di Rutigliano per donarle un futuro di consapevolezza e di immensa bellezza.
LUTE Lia Damato – Rutigliano (Ba)

Bibliografia di riferimento
A. Damato, Rutigliano, Azetium – Piramidette fittili messapiche con iscrizioni, in Notiziario topografico pugliese. Contributi per la carta archeologica e il censimento dei beni culturali, vol I, Brindisi, 1978
A. Damato, Manufatti di abbigliamento romani e altomedievali da Rutigliano (Bari), in Taras – Rivista di archeologia, IV, 198, 1-2, Editrice Scorpione, Taranto, 1985, pp. 209-218
A. Damato (a cura di), La committenza artistica della maggiore insigne reale colleggiata chiesa del Capitolo della Terra di Rutigliano fra XVIII e XIX secolo, Cavallino di Lecce, 1989
A. Damato, Gli insediamenti Neolitici di Rutigliano, Grafischena, Fasano, 1994
A. Damato (a cura di), Ambiente archeologia storia segni della Lama dell’Annunziata, Liantonio Editrice, Palo del Colle, 1999
A. Damato (a cura di), Un luogo della Peucezia, le scoperte archeologiche in contrada Bigetti, Liantonio Editrice, Palo del Colle, 2001
A. Damato, L. Masiello, Ornarsi d’ambra: tombe principesche da Rutigliano: guida alla mostra, Stampasud, Mottola, 2004
A. Damato, F. Radina, Storie d’argilla: alle origini della ceramica in terra di Bari: guida alla mostra, Rutigliano, 2004
A. Damato (a cura di), Acqua, Fonte di Vita, Rutigliano, 2005
A. Damato, Ceramica e archeometria in Puglia. Atti del seminario di studi Rutigliano (22 gennaio 2005), Edizione
LUTE, Rutigliano, 2008

 LUTE Lia Damato – Rutigliano (Ba)

 

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Commenti  

 
0 # paolino 2026-06-12 06:44
Scusate ma dove si trova questo rione s.angelo? È la prima volta che lo sento nominare...
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+1 # NON SO 2026-06-11 19:39
Mi permetto di far rilevare che Via LIA DAMATO esiste ed è una traversa BAR M&M Via V.deBellis Rag.
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