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Questione extracomunitari, la situazione in casa Olympia Rutigliano

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Continua la battaglia delle società contro la FIP.
Marco Dell’Edera: “Ridisegnare le regole”


di Michele Rubino

L’ultimo fine settimana non ha visto l’Olympia Rutigliano impegnata in gare ufficiali: i ragazzi di coach Labarile, infatti, hanno osservato il turno di riposo nella Poule Promozione per la Serie C. Una post-season che, sino a questo momento, non ha regalato vittorie ai grifoni del basket, sconfitti in tutti e quattro gli impegni del brevissimo girone d’andata.

Se da un lato il weekend scorso non ha registrato battaglie agonistiche per l’Olympia, dall’altro ha visto la società del presidente Lasorsa impegnata in un’altra battaglia: quella, assieme a tante altre società, contro la FIP e il provvedimento di invalidare i tesseramenti dei cestisti extracomunitari a stagione in corso. Il “polverone” si è alzato alla vigilia della partenza dei play-off ed ha inevitabilmente cambiato molte carte in tavola nei roster delle società di Serie C ( Gold e Silver), Serie D e Serie B Femminile pugliese che, preso atto di questo provvedimento, si sono mobilitate sotto un’unica matrice: esortare gli organi federali a ridisegnare, con maggiore chiarezza, le regole della pallacanestro dilettantistica.

La decisione assunta dalla Federazione Italiana Pallacanestro è giunta ad epilogo di una vicenda che ha coinvolto due società del campionato ligure di Serie C, Tigullio Sport Team e Basket Follo per l’esattezza. Nella gara disputata il 16 Ottobre scorso, il Follo “trionfa” anche grazie ai 35 punti di Panaggio e i 12 di Bozickovic, entrambi cestisti extra-comunitari. Dal ricorso del giorno seguente per mano dei dirigenti del Tigullio, nasce il marasma cosmico che sconquasserà- ad inizio Marzo- i campionati dilettantistici di tutta Italia. Il ricorso in questione verteva sulla mancanza del permesso di soggiorno dei due giocatori in questione.

La FIP ligure si esprime, successivamente, così: «La gara viene omologata con il risultato a sfavore di 20-0 per posizione irregolare dei giocatori Panaggio M.Williams e Bozickovic Stefan, determinata da inosservanza delle norme relative alla modalità di tesseramento ex articolo 52 RE gare». Per farla breve, i due cestisti risultano- stando a quanto affermato dall’organo federale- privi di permesso di soggiorno. Il visto turistico, titolo di soggiorno maggiormente diffuso nelle pratiche di tesseramento di atleti extracomunitari, non basta. Il caso ligure ha creato, chiaramente, il precedente giuridico. Precedente al quale hanno attinto i successivi provvedimenti delle altre FIP d’Italia.

Restringendo il cerchio al caso nostrano, la FIP pugliese ha provveduto a notificare l’invalidità del tesseramento degli atleti extra-comunitari in possesso di visto turistico anche all’Olympia Rutigliano. Di conseguenza i due atleti americani, nonché rutiglianesi d’adozione, James Fleming e J.J.Mina hanno dovuto fare le valigie e tornare in patria. Immediata, come detto in precedenza, è stata la voglia, da parte delle società, di riunirsi e, tramite un vero e proprio coordinamento, far valere le proprie ragione dinnanzi alla federazione.

In aiuto alle compagini sportive italiane “coinvolte”, poi, è arrivata anche l’interrogazione parlamentare di Daniele Capezzone (qui) al Ministro degli Interni e dello Sport. Dopo aver posto l’accento sull’importanza della questione- i responsabili delle società stesse, infatti, potrebbero essere accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per il lasso di tempo di permanenza degli atleti in Italia, oltre i 90 giorni consentiti dal visto turistico chiaramente- l’ex deputato del PDL dice: «sarebbe stato auspicabile modificare la normativa in essere prevedendo permessi di soggiorni specifici per la durata del campionato [..] disponendo, se nel caso, anche verifiche relative al reale utilizzo in campo dei giocatori».

Abbiamo sentito il dirigente dell’Olympia Rutigliano Marco Dell’Edera che si è così espresso sulla vicenda: «E’ ineccepibile che la Federazione adotti un provvedimento simile a stagione in corso, costringendo noi, e molte altre società, a fare a meno di alcuni atleti dall’oggi al domani. Tempistica a parte, però, c’è da prendere atto di una carente base normativa sulla questione. Questo aspetto, congiunto alla voglia di ridisegnare totalmente alcune regole, ha spinto noi,
Olympia, e altre compagini pugliesi ad incontrarci, ad instaurare un dialogo su questo tema». Un dialogo che ci si auspica possa protendere al cambiamento: «Quanto occorre è che questo coordinamento di società si mostri compatto ed intraprendente. Solo così potremo far valere la nostra voce, le nostre ragioni e, al contempo, colmare queste evidenti lacune della pallacanestro dilettantistica».


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