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Sport e impegno sociale, connubio vincente dell’Ohana

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Andrea Moresca traccia un bilancio del “Corso di Autodifesa 2018”. Spazio, in chiusura, ai programmi futuri

di Michele Rubino

Sfatare lo scetticismo generale circa la possibilità di esser vittima di episodi di violenza e fornire, di contro, strumenti e spunti di riflessione sull’auto-difesa. Si è snodata lungo queste esatte direttrici la quarta edizione del “Corso di Autodifesa” organizzato dall’associazione socio-culturale-sportiva Ohana con il patrocinio del Comune di Rutigliano. Quattro incontri, della durata di novanta minuti circa cadauno, per sensibilizzare i partecipanti alla tematica poc’anzi menzionata. Il tutto reso tramite la combinazione tra la componente marziale – campo prediletto della società presieduta da Andrea Moresca – e i contributi offerti in campo psicologico, grazie all’apporto della dott.ssa Policarpo e della dott.ssa Pirulli, e in ambito giuridico tramite l’ausilio dell’avv. Altieri. “Tre donne, tre prospettive differenti per fornire gli strumenti atti ad educare ad una cultura della non violenza” è il sunto, rispetto a quanto detto, tratto dalla relazione tecnica del progetto.

«L’indole della nostra associazione sportiva è quella di promuovere l’attività marziale finalizzandola al sociale» - ha affermato, ai nostri microfoni, Andrea Moresca. Un obiettivo, quello specificato dal maestro di Jiu-Jitsu brasiliano, perseguibile, in modo particolare, con la realizzazione di eventi come il “Corso di Autodifesa”, giunto, come detto in apertura, alle quattro primavere. «La marzialità non deve esser vista solo come uno sport di gara ma può nascondere un’utilità di vita – ha proseguito Moresca – e, ad epilogo dei quattro incontri previsti, abbiamo preso atto di una maggiore sicurezza diffusa tra i partecipanti».

Il riscontro sul piano meramente numerico (40 partecipanti, ndr), in tal senso, è stato senz’ombra di dubbio positivo; sintomo che la “giovanissima”  Ohana – compagine sportiva figlia di Marzialmente – sta ben figurando nel proprio settore di competenza riscuotendo consensi nella comunità. «Se, nel corso degli anni, le adesioni sono cresciute, significa che, da un lato, il problema è avvertito e, dall’altro, che l’Ohana sta crescendo» - ha detto Moresca. La questione, tanto delicata quanto ricorrente al giorno d’oggi, è stata affrontata da plurimi punti di vista, in modo tale da fornire nozioni generali in un raggio d’azione più ampio. «Nelle prime due edizioni trattavamo l’argomento dal solo lato tecnico – ha spiegato il nostro intervistato -, poi, lo scorso anno, c’è stato l’inserimento della componente psicologica mentre, per l’edizione da poco conclusa, abbiamo sentito la necessità di trattare la vicenda sul piano giuridico».

La scelta, cui si è giunti dopo i feedback dei partecipanti, si è rivelata alquanto utile per comprendere la linea di demarcazione che, in un contenzioso giuridico, separa la posizione dell’aggressore da quella dell’aggredito. «L’avv. Pirulli ha posto la propria attenzione sul punto di vista della vittima perché, come ha avuto modo di illustrarci, le due figure non sono sempre così scontate». I corsisti, quindi, hanno colto il limite, superato il quale l’aggredito diviene aggressore. «I giudici, spesso e volentieri, hanno confutato lo schema classico relativo ai soggetti in parola» - ha aggiunto Moresca.  Ulteriore spunto di riflessione, poi, si è avuto con riferimento al tema degli abusi sessuali. Argomento analizzato sul piano tecnico e con il solo intento di approdare ad un livello di capacità di auto difesa adeguato. «La psicologa ha affrontato in maniera più approfondita, rispetto allo scorso anno, le nostre reazioni emotive e i modi per controllarle».

Dopo il bilancio sull’andamento del corso, le parole di Andrea Moresca hanno propeso verso il futuro. «Ampliare la portata dell’evento? Sicuramente sì» - ha esordito. «All’interno dell’estate rutiglianese, infatti, proporremo una serie di incontri da svolgere in Pineta o in Piazza XX Settembre, ove invitare i passanti a far pratica, per far capire loro cosa si prova ad essere aggrediti e, soprattutto, come ci si può difendere». La lezione all’aperto può essere il giusto modus operandi, insomma, per completare il livello di informazione meramente generico di cui il corso stesso, e i relativi incontri, si sono fatti carico. «Con quattro incontri non risolviamo il problema o non forniamo una conoscenza molto ampia – ha ammesso - , tuttavia diamo strumenti e spunti di riflessione affinché ogni partecipante diventi un contenitore di informazioni da diffondere a sua volta». Tra le possibili iniziative future, inoltre, degno di menzione è un progetto sul bullismo nelle scuole medie- in vista del prossimo anno scolastico- in attesa di approvazione e contestualizzabile nella voglia di «creare un movimento che coinvolga sempre più gente».

Programmi futuri che, per giungere a compimento, necessitano, ad ogni modo, della giusta sinergia con le istituzioni, cui  Moresca riserva tutta la sua gratitudine. «Abbiamo trovato nella figura dell’ Ass. Tagarelli una persona davvero sensibile e colgo l’occasione per ringraziarla, così come, di riflesso, rivolgo un grazie al Sindaco e all’Amministrazione, oltre che alla Cooperativa Melograno per l’apporto e la volontà di ampliare questo discorso». La strada dell’Ohana sembra essere ben tracciata e contrassegnata, soprattutto, da idee ben chiare. Impressioni confermate, se non altro, dal nostro intervistato ad epilogo del suo discorso: «L’Ohana vuole, attraverso le sue competenze, aiutare la società: continueremo, quindi a promuovere attività simili perché vicine, sul piano tematico, alla comunità e al nostro modo di fare sport».

 

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