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Aree protette, tutela del paesaggio associazioni ambientaliste politica e deregolametazione

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COMUNICATO STAMPA CIRCA LA SENTENZA DELLA CONSULTA SULLA LEGITTIMITA’ DELLA LEGGE REGIONALE CHE MODIFICA L’ITER AUTORIZZATIVO PER LE ATTIVITA’ TURISTICHE IN ZONE RURALI

Quando nel 2050 racconteremo ai nostri successori gli sforzi sostenuti in questi anni per contenere la furia devastatrice degli esseri umani a scapito delle specie e delle risorse naturali di questo pianeta, narreremo anche di come politici e amministratori, da noi eletti per garantire la durabilità di tali risorse, redarguivano chi osava opporsi ad alcuni programmi e progetti in favore di nuove urbanizzazioni, tacciandoli di "incompetenza" cit. e di "celare un progetto politico fazioso, dietro i valori universali della tutela ambientale" cit. (Agenzia Notizie della Regione Puglia Nr.: 1589 del 23/04/2021 - 10:51).

In realtà, spiegheremo noi, volevamo essere solo la componente dialettica della politica, quella necessaria a farne accertare il corretto esercizio. Non ci si rende conto che l’amministrazione e la legislazione sono tanto più efficienti quanto più spesso vengono sottoposte dai cittadini ai cosiddetti stress test, cioè alle verifiche istituzionali. È una prassi ormai diffusissima a livello commerciale, ma alcuni politici e alcuni amministratori pubblici se ne sentono immuni, perché forse si ritengono protetti dal dogma dell’infallibilità.
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Sono le persone che non dovremmo eleggere, perché depositarie di una cultura anacronistica dell’autosufficienza!
Per il principio di precauzione, necessario nelle politiche di tutela ambientale, andrebbero comunque evitate quelle deregolamentazioni, vicino aree protette e zone agricole ancora intonse, che non siano scevre da rischi sull’ambiente o sulla salute degli esseri umani, degli animali e delle piante, in una parola, dell’ecosistema!

Per questo le “incompetenti” associazioni ambientaliste, nel perseguire le suddette finalità, hanno avanzato l’ipotesi che l’articolo 36 della Legge regionale 30 novembre 2019, n. 52 “integrazione delle norme tecniche di attuazione degli strumenti urbanistici comunali con le attività previste dalla Legge regionale sul turismo rurale (n. 20 del 1998), senza necessità di approvazione regionale, e dall’articolo 45, commi 3 e 4 delle norme tecniche d’attuazione del Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR)”, fosse una norma pericolosa e troppo permissiva, idonea a favorire nuove speculazioni edilizie e impermeabilizzazioni di terreni agricoli.

Di sicuro la Sentenza della Consulta del 9 febbraio 2021, n. 74, depositata il 21 aprile 2021, con cui è stata dichiarata la legittimità costituzionale dell’articolo 36 succitato, ha fornito un controllo positivo dal punto di vista della costituzionalità della norma, e di questo le Associazioni danno atto. Permangono, tuttavia, le perplessità sulla reale efficacia normativa rispetto alla tutela dell’ambiente, per cui rimandiamo ai posteri ogni giudizio.

Siamo in definitiva soddisfatti che il controllo costituzionale sia avvenuto, e invitiamo pubblici amministratori e consiglieri regionali ad accettare docilmente, serenamente e sportivamente, questo tipo di verifica, come facciamo noi, desiderosi di meritare non già l’elogio di Amati e Pentassuglia ma piuttosto quello di Bertolt Brecht: ci sono gli uomini che lottano un giorno, o un anno, poi ci sono quelli che lottano tutta la vita, essi sono gli indispensabili. E ai nostri critici consigliamo di leggere almeno la prefazione del libro di Gianrico Carofiglio “Della gentilezza e del coraggio”: “La qualità della vita democratica scaturisce innanzi tutto dalla capacità di porre e di porsi buone domande, dalla capacità di dubitare. E questo vale tanto per chi il potere ce l’ha, quanto, forse soprattutto, per chi apparentemente non ce l’ha. Cioè noi. Perché i cittadini hanno un potere nascosto, che li distingue dai sudditi e che deriva proprio dall’esercizio della critica e dunque della sorveglianza … E contrastare tutte le forme di esercizio opaco del potere diventa un’attività sovversiva, che dovrà definire l’oggetto della nostra azione, della nostra ribellione”.

A firma
Del comitato i pastori della costa

 

 

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