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Riprese le attività del Tavolo Tecnico Regionale

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comit chiud discarca-martucci

 
CI STIAMO GIOCANDO IL FUTURO DI MARTUCCI

In molti sottostimano quello che è accaduto lo scorso novembre, con la diffida formale della nostra Associazione e dei Sindaci di Mola, Conversano e Rutigliano nei confronti della Regione Puglia per l’inopinata ed illegittima chiusura del Tavolo Tecnico Martucci, non più riunito dal maggio 2017 e l’immediato riscontro della Delibera di G.R. n.2211 del 30.11.2018 di ripresa dei lavori di quella Commissione concessa dal Consiglio Regionale sull’onda delle maestose proteste popolari nel maggio e nell’ottobre del 2013 (inquietante il tempo trascorso!).

PER CHI NON LO RICORDASSE QUEL TAVOLO FU CHIUSO PERCHÉ ERA ARRIVATO A DEI RISULTATI PREOCCUPANTI per quanti continuano a negare l’esistenza di compromissioni nelle zone limitrofe di contrada Martucci e del territorio vasto, in primis gli Uffici e Servizi Rifiuti della Regione Puglia. Un primo report del Consorzio a cui erano state affidate le analisi, in uno con ARPA e CNR, fotografavano una situazione di criticità evidenti e di ulteriori indispensabili approfondimenti, tanto da richiedere una seconda campagna di monitoraggio per le acque di falda (superamento di limiti per il pericoloso manganese, ferro, nitrati, solfati e coliformi) e l’esecuzione di caratterizzazione dei suoli per probabili interramenti abusivi di rifiuti (individuati con la change-detection  e tecniche a infrarossi ben 12 siti sospetti e 29 con aspetti vari di cambiamento).

In verità, a seguito della protesta della nostra Associazione e di quanti parteciparono a quell’incontro, nella riunione del 9 maggio 2017, per i pozzi sotto accusa furono previste e sono poi state ripetute le analisi, nel settembre del 2017 (ma i risultati non erano mai stati recapitati al Tavolo Tecnico se non, dopo vibrate proteste, solo nella riunione di ieri): pienamente confermate tutte le criticità, anzi per il pozzo più sospettato (ID 3) rilevamenti anche più apprensivi, con superamenti di 7 volte la soglia di sicurezza per il ferro e 9 volte quella del manganese. Con questo quadro di partenza, con la progettazione già precedentemente definita dal Tavolo Tecnico, dovevano essere ripresi i lavori. Particolare non trascurabile, la Regione con la sua Delibera di G.R. avrebbe affidato un grande compito ai Comuni, quello di coordinare la fase conclusiva.

Per noi non è così! Ai Comuni è stato finalmente riconosciuto un ruolo attivo (che ben avrebbero potuto già recitare in passato) dislocando le attività e l’esecuzione amministrativa, ma non sostanza e finalità del Comitato, descritte dettagliatamente nell’o.d.g. n.179/2013 del Consiglio Regionale e solo a ciò bisogna attenersi (si ricordi la valenza di Legge Regionale assunta dall’o.d.g.). Dunque il corso di questa nuova fase va ricondotto a questi vincolanti imperativi e soprattutto vanno sveltite le operazioni. Tanto per ricordarlo a tutti noi, sono stati concessi 120 giorni per la predisposizione degli atti della nuova ricognizione su suolo, sottosuolo e acque di falda e ne sono già passati quasi un terzo, mentre la Regione latita e recita un ruolo improprio: quello della supervisione. NON È COSÌ, perché è una dei componenti del Tavolo ed ha il dovere di partecipare attivamente. Nella riunione di ieri abbiamo perciò chiesto di notificare agli Uffici Regionali la nostra pretesa della loro partecipazione attiva alla definizione del percorso e del supporto nelle attività amministrative.

CI STIAMO GIOCANDO LA CARTA PIÙ IMPORTANTE PER IL FUTURO DI MARTUCCI E DEL NOSTRO TERRITORIO, CONSIDERATO IL DESTINO GIÀ TRACCIATO DAL NUOVO PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI (continuazione delle attività pregresse), QUELLA DI DIMOSTRARE CONCRETAMENTE QUANTO SIA COMPROMESSA LA SITUAZIONE AMBIENTALE NELL’AREA VASTA DEL TERRITORIO E NON SOLO DELLE AREE ATTIGUE ALLE DISCARICHE, PERALTRO NON ANCORA COLLOCATE IN SICUREZZA.

Mola, 5 marzo 2019
Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”
Il Presidente
Vittorio  FARELLA

 

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