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Su PIP, art. 13, esalazioni insalubri, contenzioso... «La Divella si sta solo difendendo»

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interv video-fr divella


Lo scontro tra la famosa azienda della pasta -di respiro internazionale- e il comune di Rutigliano ha toccato livelli inusitati. L’ultimo contenzioso è, decisamente, il più importante per la Divella, quello che potrebbe mettere in crisi la sua stessa esistenza nel comune che l’ha vista nascere 120 anni fa.

L’amministrazione ha deciso, e fatto approvare da una parte del consiglio comunale la settimana scorsa, il “superamento”, cioè la sostanziale eliminazione, dell’art. 13 delle norme del PIP, che vieta l’insediamento di aziende che emettono in atmosfera esalazioni insalubri. Un impegno che gli amministratori del comune di Rutigliano -ricorda Francesco Divella nell’intervista- presero sin dal lontano 1988 come garanzia di tutela della stessa azienda che ha, nell’aria, un fondamentale elemento del ciclo di produzione della pasta.

L’art. 13 viene eliminato a ridosso di una richiesta di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, in itinere presso la Città Metropolitana di Bari, presentata da una azienda di Rutigliano, la Magel, che lavora la plastica e che si è insediata nel PIP di via Adelfia proprio vicino allo stabilimento della Divella.

Su questa vicenda amministrativa, e sui suoi risvolti di ricorsi e denunce alla Procura della Repubblica, abbiamo intervistato sabato, 20 dicembre scorso, l'amministratore dellegato Francesco Divella. Non aggiungiamo altro, è tutto nell’interessante intervista qui sotto pubblicata.

Buona visione

Commenti  

 
-25 #15 vincenzo de gregorio 2015-12-26 12:25
Complimenti alla testata giornalistica per come sta trattando questa delicata fase della storia politica ed economica di Rutigliano. Domande preciso. E ringrazio il dott. Francesco Divella che si è esposto in prima persona e non come fanno molti che commentano anonimamente per spiegare a tutti come stanno le cose. Invito Gianni Nicastro a tenere sempre aperta ed aggiornata questa finestra. Buon lavoro a tutti. Ma chi sono coloro che hanno approvato questa contestatissima e insalubre delibera?
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-10 #14 Curiosa 2015-12-22 23:57
Mi spiegate come la Magel fabbrica i teli? Scioglie già la plastica? Da quanto tempo!?
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-3 #13 batteria alcalina 2015-12-22 14:15
Non ho mai visto un'amministrazi one come questa che odia il paese che amministra (pardon il gioco di parole) tanto da mettere in serie difficoltà un sacco di famiglie che potrebbero perdere lavoro oltre a far trasferire poi altrove un'azienda come la Divella. *
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+1 #12 pupone. 2015-12-22 09:04
* mettere in difficoltà un'industria che da lavoro stabile e ben pagato a 600 famiglie, stiamo apposto. *
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-7 #11 peter pan 2015-12-21 22:21
#iostocondivell a
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-5 #10 bob 2015-12-21 21:00
credo che sia arrivato il momento x i rutiglianesi, che amano la loro terra, di scendere in piazza x gridare ed ostacolare con ogni mezzo ( pacifico) allo scempio e al danno ambientale, oltre al grave danno che sta subendo una grande azienda come la divella, che questa amministrazione comunale capeggaita da questo * sindaco sta facendo al nostro territorio.
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-7 #9 Rutigli82 2015-12-21 20:03
P.s. speriamo che il DOTT. DIVELLA in virtù del conclamato periodo di crisi in cui versa il nostro paese, con quest'altra situazione non decida di trasferire la produzione altrove. *
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-10 #8 pasquale 2015-12-21 2015-12-21 18:52
mi piace
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+3 #7 antonio fortunato 2015-12-21 16:18
I commenti che leggo sull’intera vicenda, che ruota intorno alla modifica dell’art. 13 del PIP, “virano” da considerazioni “emozionali” a quelle più o meno “partigiane”. Non ci si interroga affatto, invece, sulla delibera in se, proposta dall’Amministra zione e presa dai Consiglieri di maggioranza. Ebbene, uno dei motivi di attenzione, che già in miei precedenti post avevo sottolineato, era: ..se fossero sufficienti le considerazioni del proprio legale officiato davanti al TAR o se non fosse stato opportuno e necessario richiedere da parte degli Amministratori, anche per “pararsi” da eventuali rischi, un “parere pro veritate” sull’argomento.
Il punto che aveva attirato la mia attenzione riguardava, in particolare, un richiamo - nelle motivazioni poste alla base della delibera – alla libertà di stabilimento ed in particolare lì dove si afferma: ” …ha recepito nell’ordinament o interno il principio comunitario di “libertà di stabilimento”, riferibile non solo alla materia del commercio ma, a PIU’ FORTE RAGIONE, AD OGNI ATTIVITA’ PRODUTTIVA”, “ … prendendo atto della nota acquisita al prot. n. 22666 del 27.11.2015 dell’avv. Lorenzo Derobertis.”
Sarò più esplicito, pur nel pieno rispetto delle valutazioni e considerazioni altrui, non credo che al dettato dell’art 31 del Decreto Legge 6 dicembre 2011 , n. 201 ( che prevedeva, possibilità data permanentemente ed estesa a tutto il territorio nazionale, la liberalizzazion e degli orari degli esercizi commerciali, introducendo, così, il principio generale della libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio.) si possa dare una estensione né letterale, né in via analogica tale da riferirsi … “ a, più forte ragione, ad ogni attività produttiva”.
Ed infatti il titolo dell’ art. 31 riguarda gli esercizi Commerciali e NON altri tipi di attività (vedasi art. sottoriportato):

Art. 31 Esercizi commerciali
2. Secondo la disciplina dell'Unione Europea e nazionale in materia di concorrenza, libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi, costituisce principio generale dell'ordinament o nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell'ambiente, (( ivi incluso l'ambiente urbano )), e dei beni culturali.
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+3 #6 Silletti Antonio 2015-12-21 14:09
Rutigliano dovrebbe valorizzare, il settore agro - alimentare e non puntare su un settore destinato a portare solo inquinamento e povertà.
Solidarietà alla Divella che 120 anni contribuisce al benessere e allo sviluppo economico rispettoso dell'ambiente di Rutigliano.
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+11 #5 nu fess qualunq... 2015-12-21 13:50
ma non si è sempre sostenuto che la Magel non emetteva sostanze insalubri? ed ora si scopre che è inquinante....m ah.
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+9 #4 solo 2015-12-21 13:30
Mi scusi, ma ha mai comprato prodotti Divella ? Il nome di Rutigliano è presente sulle confezioni.
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+9 #3 Unforestieroimpianto 2015-12-21 13:22
A parte quelle forbici che il dott.Divella brandiva, che era l'unico pericolo imminente (per l'intervistator e ,scherzi a parte) Ia Divella SpA questa volta ha perfettamente ragione, quello che si stà facendo non lo merita affatto, io dico possibile che non si capisca il danno sotto tutti glia aspetti che si arreca non solo alla Divella ma a tutta Rutigliano spiegato benissimo nell'intervista
. Riflettete!!!!!
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-8 #2 Rutiglianese 2015-12-21 11:09
Mi sono sempre chiesto come mai il marchio Divella non rechi la dicitura "Rutigliano".. non sarebbe un modo per pubblicizzare e valorizzare anche il territorio?
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0 #1 Roberta 2015-12-21 09:42
IO STO CON DIVELLA.il comune tutto di Rutigliano si deve vergognare dello * che sta facendo ai rutiglianesi e alla Divella,una ditta centenaria che porta ricchezza e punto di forza al paese e ai cittadini. * sindaco,ci sono tante altre zone,gira a largo.poi dite che la colpa delle malattie a Rutigliano sono dei terreni agricoli e dei prodotti e i teloni,che coraggio.*.ruti glianesi,dormit e come sempre,mi raccomandò!?FOR ZA DIVELLA...
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