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«Fischietti, cuchi e cucù», fare rete per promuovere il fischietto

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Sotto gli occhi del sindaco Decaro, Rutigliano
stringe un patto con Nove, Matera e Cutrofiano


di Michele Rubino

Fischietti, cuchi e cucù. Tre denominazioni, altrettante tradizioni che si intrecciano e, a partire da ieri sera, confluiscono in un denominatore comune: la valorizzazione e la promozione dei manufatti di terracotta. Intenti racchiusi nel patto formale che il Comune di Rutigliano, nella persona del sindaco Giuseppe Valenzano, ha sottoscritto assieme ai comuni di Nove (Vicenza), Matera e Cutrofiano (Lecce). Il tutto sottfischietti-patto-comuni-1o gli occhi attenti del primo cittadino di Bari Antonio Decaro che, in occasione dell’evento svoltosi presso la Sala Conferenze del Museo del Fischietto, è stato insignito della nomina di “Ambasciatore del Fischietto”.

La serata – moderata dal giornalista Gianni Capotorto - si è aperta con gli interventi dei referenti dei comuni aderenti al patto di collaborazione. Raffaella Campagnolo, sindaco di Nove, si è detta entusiasta dello spazio dedicato al fischietto in terracotta. «E’ certamente di sprono per un’amministrazione vedere valorizzate le tradizioni», ha commentato. «A differenza di quanto fatto negli anni addietro, vorrei che fischietti-patto-comuni-3ci sia un seguito concreto a questo patto», ha aggiunto, schietto, Nicola Masciullo, vicesindaco del Comune di Cutrofiano. E’ stata poi la volta dell’Assessore al Turismo del Comune di Matera Marianna Dimona che, dettasi piacevolmente sorpresa dal fervore rutiglianese, ha ribadito il ruolo precipuo del «fare rete in un momento di crisi».

Fare rete è tessere una tela di legami, creare delle relazioni partendo da realtà territoriali vicine. «Si devono collegare i paesi di mare all’entroterra per incentivare il turismo internazionale» ha detto Domenico Vitto, sindaco di Polignano e Presidente Regionale dell’ANCI. «Bisogna -ha chiosato- portare alla conoscenza degli stranieri i nostri simboli sfruttando progetti quali We Are in Puglia». Dello stesso avviso il primo cittadino rutiglianese Giuseppe Valenzano che, al pubblico presente -tra cui spiccava la schiera dei sindaci dei comuni della Città Metropolitana di Bari- ha spiegato gli obiettivi della Fiera. «Gli intenti emersi, dopo attente valutazioni, hanno riguardato il voler conservare e tutelare gli artisti, far conoscere e promuovere i prodotti e, infine, valorizzare e tutelare i luoghi», ha detto Valenzano. «E, in tal senso, abbiamo già fatto registrare -ha aggiunto il sindaco di Rutigliano- progressi con l’adesione all’Associazione Italiana Città della Ceramica e, proprio, con il patto che sottoscriveremo stasera».
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Siglato l’accordo, lo stesso sindaco rutiglianese ha consegnato una targhetta commemorativa ai familiari del maestro dei cucù di Matera Tommaso Niglio, scomparso l'anno scorso all’età di 92 anni. Premiato, di lì a poco, anche Vito Lasorella, vale a dire il figulo più anziano della cittadina nostrana.

Momento clou dell’appuntamento è stato, inevitabilmente, il conferimento della nomina di “Ambasciatore del Fischietto” al sindaco di Bari Antonio Decaro, omaggiato con un fischietto in terracotta raffigurante San Nicola. «Ricopro questo ruolo volentieri e prometto di farlo con impegno perché ritengo che questa iniziativa possa portare benefici all’intera Città Metropolitana», ha dichiarato il Presidente dell’ANCI. «Credo fermamente nella rete dei sindaci e anche questo ci ha spinti ad avanzare la candidatura di Bari a Capitale Italiana della Cultura 2021». E, infine, una riflessione rivolta ai primi cittadini in sala: «Bisogna stare insieme e fare emergere le proprie specificità, le propria diversità».

Ha chiuso la serata l’intervento del dott. Francesco Divella, presidente di Divella S.P.A., che, tra le altre cose dette, ha suggerito la creazione di una seconda fiera – o evento che sia – dei fischietti da svolgere nel mese di giugno. Pronta la replica del sindaco Valenzano: «Siamo già a lavoro per ideare un format ad hoc».

 

 

 

Commenti  

 
+8 # racioppo 2020-01-18 18:55
peccato che l ascensore non funzionava, molti tra cui donne con passeggino o anziani e forse disabili non hanno potuto raggiungere il piano superiore del palazzo san Domenico per vedere la mostra..alla prossima edizione programmate in anticipo una manutenzione..
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