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"Care e cari rutiglianesi...", lettera di Oronzo Valentini

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Care e cari Rutiglianesi,

ho atteso la proclamazione del Sindaco Giuseppe Valenzano, prima di scrivere questo comunicato, con cui intendo ringraziare voi tutti per l’immenso privilegio che mi avete riservato negli ultimi venti anni, conferendomi l’alto onore di rappresentarvi nell’ambito dell’Amministrazione Comunale.

Ricordo la grande emozione che provai nel luglio del 1999, quando varcai per la prima volta la soglia dell’aula consiliare, ricoprendo l’incarico di assessore ai Servizi Sociali, alla Polizia Municipale ed all’Ambiente. Avevo 23 anni. Il timore di non essere all’altezza dell’incarico assegnatomi, mi faceva tremare le vene ai polsi; ma il grande entusiasmo di quegli anni, la mia infinita passione per la Politica e la voglia di servire al meglio la mia Comunità, mi consentirono di affrontare le sfide al governo del paese. Dopo 2 anni il Sindaco Lanfranco Di Gioia mi conferì anche la delega di vice Sindaco, alla quale, nel 2004, si aggiunse quella all’urbanistica, che mantenni fino al 2009.

L’istituzione dell’osservatorio sul disagio sociale come strumento di partecipazione per la gestione degli interventi a favore dei più bisognosi, la realizzazione del progetto mini vigile per implementare l’educazione civica per i più giovani attraverso l’esperienza sul campo al fianco dei nostri agenti di Polizia Municipale, il rimboschimento del Vallone Guidotti, il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti, l’esperienza di Riciclandia nel nostro Centro Storico, il piano per il controllo ed il contenimento dell’inquinamento elettromagnetico, l’approvazione, dopo decenni di attesa, del Piano Regolatore Generale, lo sblocco del Piano Particolareggiato di via Cellamare, il Piano di Riqualificazione delle Periferie in piazza Aristotele, soltanto per ricordare una piccola parte del lavoro svolto in quegli anni in stretta sinergia con la Giunta ed il Consiglio Comunale.

Devo ringraziare tutti gli esponenti politici di ogni estrazione partitica, grazie ai quali ho arricchito giorno dopo giorno il mio bagaglio di conoscenze umane, politiche ed amministrative. Tutti, nessuno escluso!.
Un ringraziamento particolare va a Lanfranco, che, tra i tanti insegnamenti, mi ha trasmesso un profondo rispetto nelle Istituzioni Repubblicane, nei valori che esse incarnano e nei confronti di tutti i principi e i precetti alla base della convivenza democratica.
Dal 2009 al 2019 sono stato eletto Consigliere Comunale, prima tra i banchi della maggioranza, poi tra quelli dell’opposizione. Il clima politico in questo decennio è profondamente cambiato.

A livello nazionale la divisione tradizionale tra il centrodestra ed il centrosinistra si è dissolta sotto i colpi della grave crisi economica, che ha costretto l’Italia prima al governo tecnico di Monti, poi ai governi di compromesso Letta, Renzi, Gentiloni e Conte. Il forte disagio sociale ha trovato rappresentanza politica nei partiti cosiddetti populisti e sovranisti. Si assiste, inoltre, alla nascita ed al declino politico di leader, considerati ab origine come salvatori della Patria e, nel volgere di poco tempo, ritenuti superati ed inutili. Si percepisce l’assenza di punti di riferimento alla stregua di statisti come Aldo Moro, Pinuccio Tatarella, Enrico Berlinguer, solo per citarne alcuni, che erano capaci di immaginare il futuro ed indicare gli obiettivi politici, sociali e culturali da perseguire. Oggi accade il contrario, con una classe dirigente impegnata ad inseguire i desideri e, per lo più, i mal di pancia della popolazione, con il fine di ricevere qualche “like” in più sui social media, piuttosto che costruire un consenso stabile e radicato.

A Rutigliano al caos su scala nazionale si è aggiunto un approccio superficiale e pressapochista alla guida del paese. Alcune tra le regole basilari per un sano e proficuo confronto politico, sono state declassate al livello di inutili e noiosi orpelli. Le più alte Istituzioni del paese hanno perso a poco a poco la fiducia dei cittadini, causando un insostenibile disinteresse di questi ultimi nei confronti della politica e degli organi di governo della città. Il Consiglio Comunale per lo più si è ridotto ad una fiera delle vanità, dove, per alcuni, è diventato più importante esibirsi, a volte, in rocambolesche performance, che contribuire alla discussione democratica.

Con le ultime elezioni i Rutiglianesi hanno espresso una forte e chiara volontà di cambiamento. Sulle spalle di 11 giovani Rutiglianesi è stata riposta la speranza di risollevare le sorti del nostro Comune. Giuseppe, Alessandro, Diego, Raffaella, Maria, Antonella, Francesco, Vito, Francesco, Antonio e Maria Antonietta, con età media 34 anni, agli occhi dei Rutiglianesi hanno incarnato la svolta. A loro auguro di riuscire a tramutare queste grandi aspettative in solide realtà, attraverso un impegno quotidiano fatto di studio, approfondimento, ascolto dei cittadini, coinvolgimento delle eccellenze del territorio e presidio costante negli uffici comunali. Il Municipio deve tornare ad essere la casa di tutti i Rutiglianesi e bisogna restituire al Consiglio Comunale la dignità ed il prestigio persi negli ultimi anni.

Per quanto mi riguarda, anche senza ricoprire alcun incarico, rinnovo il mio impegno appassionato e disinteressato al servizio della Comunità Rutiglinese. Continuerò ad impegnarmi insieme agli amici di Rutigliano Protagonista, offrendo un contributo fattivo in termini di idee, progettualità e proposte, come sempre, nell’ambito di un confronto onesto e diretto sul merito delle tante questioni al centro del dibattito politico-amministrativo.

Rinnovo i miei migliori auguri all’Amministrazione Valenzano e per congedarmi dopo venti anni al servizio della nostra amata Rutigliano, vi saluto con un bellissimo aforisma di Herb Caen: “Una città non si misura dalla sua lunghezza e larghezza, ma dall’ampiezza della sua visione e dall’altezza dei suoi sogni”.

Oronzo Valentini