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Palacultura, licenziato il direttore dei lavori

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palacultura-diret lavori-licenziato


di Gianni Nicastro

Un’opera pubblica nata male e finita peggio? Probabilmente sì.
Partiamo da una considerazione generale che non c’entra nulla, dico nulla, con quello che è successo, con i problemi strutturali riscontrati in fase di collaudo statico, problemi la cui  responsabilità ricade sulla ditta appaltatrice e su chi ne ha diretto i lavori. Una considerazione che attiene alle buone pratiche di una amministrazione comunale, quindi, all’opportunità, o non opportunità, di fronte a un finanziamento risicato, di realizzare un’opera pubblica che, probabilmente, avrebbe richiesto una disponibilità finanziaria un po’ più cospicua.

Sin dall’inizio, dunque, ci siamo posti una domanda: si può realizzare un polifunzionale turistico culturale, cioè un palazzetto della cultura, con 573.000 euro? Probabilmente no, o “ni”, e forse questo è il motivo per cui al bando di gara per l’appalto dei lavori abbia partecipato solo una ditta, quella che, poi, ha costruito l’opera. Un appalto aggiudicato all’unica ditta che si è presentata su nove invitate a partecipare alla gara, quindi senza confronto sull’opalacultura-diret lavori-licenziato-1fferta economicamente vantaggiosa; è probabile che le altre ditte abbiano ritenuto più vantaggioso non partecipare.

Una gara su un progetto esecutivo privo di studio sull’impatto acustico dell’opera, pure previsto dalle norme; senza un'adeguata attenzione alla qualità dell’acustica della sala principale e privo di impianto di condizionamento dell’aria. “(…) il progetto appaltato non prevede l'impianto di raffreddamento” si legge, infatti, in una determina dell’ufficio manutenzione dell’8 agosto 2017 (la n. 892), determina con la quale il comune compra, appunto, in corso di realizzazione dell’opera, un “condizionatore autonomo monoblocco tipo Rooptop per raffreddamento e riscaldamento presso il Centro Turistico-Culturale nel Parco di Via A. Moro”, impegnando un importo “presunto” di 29.000 euro.

Con un’altra determina di pari data (la n. 895), lo stesso ufficio comunale impegna altri 20.740 euro per la “fornitura delle canalizzazioni e accessori per il funzionamento del condizionatore autonomo monoblocco”. Insomma, tra condizionatore e canalizzazione il comune, di suo, dovrebbe aver speso 55.200 euro compreso Iva, senza contare la posa in opera, che non è ancora avvenuta. Se si fosse aggiunta questa somma -più la posa in opera- il costo del progetto avrebbe superato, col rischio di perderlo, il finanziamento che il patto Polis aveva messo a disposizione.
Detto questo, veniamo alla cronaca.

Il licenziamentopalacultura-diret lavori-licenziato-2
Trave deformata, misure di elementi strutturali in legno lamellare fuori progetto, cioè inferiori a quelle stabilite nel progetto esecutivo; solaio imbarcato, “aggravato dalla presenza di sovraccarichi maggiori rispetto a quelli previsti in progetto (…) tali da pregiudicare ancora di più la sicurezza strutturale”, infiltrazioni abbondanti di acqua nei locali e lavori eseguiti non proprio con la cura dovuta. Tutte queste criticità sono state codificate in una determina, la n. 851 del 20 luglio scorso, con la quale il RUP (Responsabile Unico del Procedimento), ing. Carlo Ottomano, ha licenziato il direttore dei lavori ing. Giovanni Sisto, della Società di Ingegneria SERVING S.r.l. di Putignano. Società alla quale, ad agosto del 2016, è stato affidato sia “l’incarico per effettuare i calcoli statici e strutturali del progetto esecutivo” (2800 euro), sia “l’incarico per la direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione” (29.570 euro), cioè di costruzione del palacultura.

Al direttore dei lavori il RUP ha contestato il fatto di non aver adempiuto -nei tempi dati- alle sue disposizioni di servizio circa la ripresa dei lavori al fine della “eliminazione dei vizi riscontrati mediante la demolizione delle opere difformi e alla successiva ricostruzione delle stesse in conformità degli elaborati progettuali”. “(…) è stato confermato -si legge ancora nella determina del RUP prima citata- che, in relazione alla parte strutturale, quanto realizzato non risulta essere stato realizzato con cura, né seguendo le prescrizioni contrattuali e, pertanto, difforme dagli elaborati progettuali, in particolare da quelli depositati presso l'ufficio Sismico della Città Metropolitana di Bari”.

Ci sono altri responsabili?palacultura-diret lavori-licenziato-3
Insomma, una catastrofe sul piano della esecuzione dell’opera pubblica, ma anche sul piano dei controlli. Chi doveva controllare la correttezza dell’esecuzione dei lavori e la rispondenza al progetto della qualità e delle misure dei materiali? Il direttore dei lavori certamente, perché è quello che dovrebbe rappresentare gli interessi della stazione appaltante sul cantiere. Ci sono altre responsabilità? Come si è arrivati a una situazione così critica sul piano delle opere eseguite, a problemi che pregiudicano “ancora di più la sicurezza strutturale”?

Certo, il direttore dei lavori ha una grande responsabilità su quanto è successo, responsabilità che ha portato il RUP alla “risoluzione contrattuale” e all’attivazione delle “procedure per il nuovo affidamento dell’incarico professionale di Direzione lavori e coordinamento (…) nonché per il recupero dei danni patiti e patendi causati dalla Serving S.r.l. all’Ente in conseguenza degli accertati inadempimenti contrattuali”.

Fin qui le responsabilità del direttore dei lavori, e l’impresa, l’esecutrice dei lavori contestati? La determina non ne parla. Il RUP probabilmente è convinto che col nuovo direttore dei lavori si procederà al rifacimento delle opere contestate. Ma la EDILMAR accetterà di buon grado, e a sue spese, di demolire e rifare il solaio come da progetto se di questo si tratta?

Di certo sappiamo una cosa, in due stati di avanzamento dei lavori (marzo e giugno 2017) il RUP ha liquidato alla EDILMAR la somma complessiva di 303.000 euro su 573.000 euro di lavori aggiudicati con il ribasso; è stato, dunque, già pagato il 53% del costo dell’opera. Mi chiedo se, nel secondo stato di avanzamento dei lavori, siano stati liquidati anche le travi e gli arcarecci. Nel caso siano stati liquidati, la liquidazione è avvenuta sulla base dei prezzi riportati nel computo metrico o sulla base delle misure inferiori del materiale lamellare riscontrate dal collaudatore statico?

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