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Privato occupa suolo pubblico senza titolo, il comune disponibile a cederglielo

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municipio9 3 18


di Gianni Nicastro

Cosa succede se un privato si impossessa, senza titolo, di un’area pubblica? Se sposta la recinzione della sua proprietà fino ad inglobare suolo pubblico adibito a verde, cosa succede? Come minimo il comune interviene rivendicando l’area di sua proprietà e intimando a quel privato di arretrare con la recinzione e restituire ciò che ha occupato indebitamente. Dovrebbe farlo, magari, con una ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi, quindi, della legalità infranta. Il fatto, pari pari, è successo davvero, ma non è andata proprio come ci si aspetterebbe per ciò che è di competenza del comune.

Non so di preciso quando quel privato abbia allargato la recinzione intorno a casa sua fino ad occupare, inglobare nella sua proprietà, una porzione consistente di area a verde pubblico. So, da rilievi satellitari, che a maggio 2013 l’appropriazione di suolo pubblico era già avvenuta. Nell’aprile del 2011, sempre da rilievi satellitari, la recinzione sembra non esserci, quindi, l’appropriazione indebita può essere avvenuta tra il 2011 e il 2013.

Il comune, sollecitato da un confinante che aveva subìto lo stesso “trattamento”, nel 2015 recapita all’occupante abusivo una raccomandata con la quale gli contesta che la recinzione “occupa una superficie di circa 770 mq a fronte dei 540 mq circa di proprietà”. Dal rilievo e dall’ortofoto si evince, si legge ancora nella raccomandata, che quel privato occupa “attualmente, senza titolo, un’area di circa 220 mq di proprietà pubblica”. Quindi il comune, con quella stessa raccomandata, diffida il privato “a liberare le aree pubbliche mediante rimozione della recinzione, entro e non oltre 15 giorni dalla data di ricevimento della presente, trascorsi i quali si procederà d’ufficio, fatte salve le eventuali azioni civili e penali del caso”.
La raccomandata in questione è del 27 ottobre 2015, ad oggi, 18 luglio 2018, la recinzione è ancora lì, quel privato ancora occupa, senza titolo, 220 mq circa di suolo pubblico.

Ora, il 25 maggio scorso ho inviato una PEC al sindaco, al segretario comunale e all’ing. Carlo Ottomano, con la quale ho chiesto una serie di informazioni sulla vicenda. Intanto se fosse stata emessa una ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi e restituzione al legittimo proprietario, il comune, dell’area pubblica occupata senza titolo (domanda alla quale il comune non ha risposto); ho chiesto se il privato avesse rispettato il termine dei 15 giorni della diffida del 27 ottobre 2015 e, nel caso non l’avesse fatto, quali provvedimenti fossero stati presi per ripristinare la legalità.

Il 12 luglio scorso, cioè 18 giorni dopo la scadenza dei canonici 30 giorni entro cui il comune è tenuto, per legge, a rispondere, l’ingegnere comunale Carlo Ottomano ha risposto con una relazione di fronte ai cui contenuti sono rimasto alquanto allibito.

L’ingegnere comunale scrive che, successivamente alla raccomandata/diffida del 2015, a febbraio del 2017 si è tenuto un incontro tra quel privato e rappresentanti dell’amministrazione “per definire la questione relativa all’occupazione senza titolo di area di proprietà pubblica”; che in quell’incontro il privato ha lamentato una serie di disagi causati dalla realizzazione di un’opera di pubblica utilità avanzando la richiesta, a titolo risarcitorio “per i danni patiti e patenti”, “che gli venisse assegnata in proprietà l’area occupata, anche a titolo oneroso”.

A fronte della richiesta del privato occupante abusivo di suolo pubblico, l’ingegnere comunale di allora “evidenziava che, al fine di poter addivenire -scrive l’ing. Ottomano nella relazione di risposta alla mia richiesta- ad un accordo stragiudiziale, l’eventuale accoglimento della richiesta” di quel privato “avrebbe richiesto una preventiva variante” al relativo strumento urbanistico “per la trasformazione dell’area a ‘verde pubblico’ in area a ‘verde privato’”. A quel punto, “il sindaco, al fine di valutare -è sempre l’ing. Ottomano che scrive- sul piano politico-amministrativo la questione, chiedeva”, all’ingegnere comunale di allora, “di formulare una proposta di variante (…) che avrebbe recepito la richiesta” del privato “rimandando ad un ulteriore incontro le opportune valutazioni”.

Questa è, in sintesi, la risposta che l’ing. Carlo Ottomano mi ha dato con la sua relazione. Come chiamare un procedimento del genere? Sulla base di quale norma, regolamento, legge, l’amministrazione comunale dovrebbe “addivenire ad un accordo stragiudiziale” con un privato che si è appropriato senza titolo di 220 mq circa di suolo di proprietà pubblica?
Un accordo stragiudiziale che, eventualmente, avverrebbe in presenza di una segnalazione dell’occupazione di suolo pubblico senza titolo alla Procura della Repubblica di Bari fatta -se non sbaglio- nel 2015 dallo stesso comune di Rutigliano.

Insomma, per quello che mi è dato capire dalla risposta dell’ing. Carlo Ottomano, la situazione è questa: un privato si appropria di suolo pubblico, lo recinta e lo ingloba nella sua proprietà senza titolo; il comune fa il picchettamento, quantifica l’area pubblica occupata senza titolo, gliela contesta e lo diffida entro 15 giorni a rimuovere la recinzione; dopo i 15 giorni non succede nulla, il comune non “procede d’ufficio”; dopo circa sedici mesi senza aver fatto nulla per farsi restituire l’area pubblica recintata senza titolo, l’amministrazione si incontra con quel privato per addivenire a un accordo stragiudiziale, un incontro chiesto non si capisce bene da chi (l’ing. Ottomano, nella sua risposta, non lo dice); in quell’incontro il privato chiede che gli venga assegnata l’area da lui occupata abusivamente a titolo risarcitorio di danni subiti non meglio precisati; infine il sindaco chiede una variante che soddisfi la richiesta del privato occupante senza titolo di suolo pubblico. E' normale? Tutto questo è normale?

Gli interessi di quel privato qui sono chiari, lapalissiani; mi chiedo quali siano, invece, gli interessi che il sindaco e l’ufficio tecnico stiano perseguendo in questa vicenda.

 

 

Commenti  

 
-9 # Rousseau 2018-07-20 15:33
Finquando non ci sarà un ricambio politico e non si spezzerà il tacito accordo di non beligeranza tra i vecchi democristiani di destra e sinistra, d'opposizione o di maggioranza in consiglio comunale... a Rutigliano cambierà poco o nulla.
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-11 # Moderato ex 2018-07-18 22:08
sindaco è troppo!!!
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-12 # terrone doc.... 2018-07-18 18:21
fermi tutti la villa comunale è mia, l'ho vista prima io ... e guai a chi me la tocca, da domani se volete passeggiare vi toccherà pagare .
PS. ovviamente si aggiunge alla torre normanna, a Palazzo San Domenico, Alla Pineta, Al Palazzo Comunale, che erano già miei.
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-11 # Parcheggio 2018-07-18 14:54
Ok Gianni, allora posso chiudermi un pezzo di strada davanti a casa e farne un parcheggio, perché in effetti qualcun altro parcheggia davanti casa mia e questo mi crea disagi
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-11 # Minerva 2018-07-18 14:31
E il PD ci organizza una bella conferenza sulla pace sociale.
Questa è la vera pace sociale: TUTTO TACE!!!
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-12 # Rutiglianese 2018-07-18 13:49
*
Un Sindaco deve garantire la trasparenza, la giustizia e tutelare il bene pubblico.
Mai più un sindaco così....
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-14 # papocchio 2018-07-18 12:02
NOOOOO! Non ci credo!
E' una vicenda chiaramente frutto della fantasia di Gianni Nicastro.
Questa volta l'hai sparata grossa! Eh Direttore?
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-11 # Malcom 2018-07-19 10:48
È verissima.....n essuna fantasia.....*
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-12 # Rousseau 2018-07-18 11:29
Sì Gianni é possibile *.
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-12 # Cittadino 2018-07-18 11:20
Quando la cosa pubblica viene trattata come cosa privata!!!
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-11 # Giuseppe 2 2018-07-18 11:12
Tutto ciò sarebbe solo possibile in una "Repubblica delle banane"..... Ma questi amministratori ci fanno o ci sono?
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