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Illuminazione pubblica, rapporto tra atti approvati e norme

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efficient energet legalita


di Gianni Nicastro

La settimana scorsa ho trattato la questione dell’efficientamento energetico, e della gestione del servizio di illuminazione pubblica affidata a una società privata, dal punto di vista politico (qui). Propongo ora un’analisi su questioni che attengono alla legalità della “approvazione”, nel consiglio comunale del 6 marzo scorso, del “programma triennale ed elenco annuale delle opere pubbliche per il triennio 2019-2021” in riferimento allo “Studio di fattibilità per la gestione, adeguamento ed efficientamento impianti di pubblica illuminazione. Finanza di progetto". Studio di fattibilità approvato dalla giunta comunale l’1 marzo scorso e inserito nel citato programma triennale delle opere pubbliche approvato in quel consiglio. Parto da qui, dallo studio di fattibilità con una domanda: poteva essere inserito nel programma triennale delle opere pubbliche? Dalla lettura del nuovo Codice degli appalti (D. Lgs 50/2016) e del Regolamento sulle procedure per la redazione e la pubblicazione del programma triennale dei lavori pubblici (Decreto n. 14 del 16 gennaio 2018), sembrerebbe di no.

Il codiceefficient energet legalita-5
Lo studio di fattibilità è scomparso dalla definizione del progetto di finanza. L’art. 183 del nuovo Codice degli appalti, denominato proprio “Progetto di finanza”,  al comma 1 così recita: “Per la realizzazione di lavori pubblici o di lavori di pubblica utilità, (…) le amministrazioni aggiudicatrici possono, in alternativa all'affidamento mediante concessione ai sensi della parte III, affidare una concessione ponendo a base di gara il progetto di fattibilità. Di studio di fattibilità parlava l’art. 153 del vecchio codice degli appalti (D. Lgs. 163/2006), omologo dell’art. 183 del nuovo Codice: “… le amministrazioni aggiudicatrici possono, in alternativa all’affidamento mediante concessione ai sensi dell’articolo 143, affidare una concessione ponendo a base di gara uno studio di fattibilità”. Per il progetto di finanza, che è lo strumento scelto dal sindaco e dalla sua maggioranza attraverso cui affidare ai privati la gestione dell’illuminazione pubblica, non vale più, dunque, lo studio di fattibilità, ma il progetto di fattibilità, che è uno dei tre livelli di progettazione per appalti e concessioni previsti nel nuovo Codice.

L’art. 23 del 50/2016, intitolato “Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi”, al comma 1, infatti, prescrive che “La progettazione in materia di lavori pubblici si articola, secondo tre livelli di successivi approfondimenti tecnici, in progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo”. Al comma 5 dello stesso articolo si legge: “Il progetto di fattibilità tecnica ed economica individua, tra più soluzioni, quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle specifiche esigenze da soddisfare e prestazioni da fornire”. “Ai soli fini -continua il comma 5- delle attività di programmazione triennale dei lavori pubblici (…) il progetto di fattibilità può essere articolato in due fasi successive di elaborazione”.

Una questione importante, dunque, quella del progetto di fattibilità in relazione al programma triennale delle opere pubbliche e a quello che deve contenere. E a proposito, l’anno scorso, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha emanato un decreto, il n. 14 del 16 gennaio, dal titolo “Regolamento recante procedure e schemi-tipo per la redazione e la pubblicazione del programma triennale dei lavori pubblici,(…). Al comma 9 dell’art. 3 di questo regolamento, titolato “Contenuti, livello di progettazione minimo, ordine di priorità del programma triennale dei lavori pubblici, dei relativi elenchi annuali e aggiornamenti”, si leggefficient energet legalita-1e: “(…) un lavoro può essere inserito nel programma triennale dei lavori pubblici limitatamente ad uno o più lotti funzionali, purché con riferimento all'intero lavoro sia stato approvato il documento di fattibilità delle alternative progettuali, ovvero, secondo le  previsioni del decreto di cui all'articolo 23, comma 3, del predetto codice, il progetto di fattibilità tecnica ed economica, quantificando le risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dell'intero lavoro”. Quindi, prima di inserire nel programma triennale dei lavori pubblici il lavoro relativo all’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica, l’amministrazione comunale di Rutigliano avrebbe dovuto preliminarmente approvare un documento di fattibilità delle alternative progettuali, documento che -mi risulta- non esiste; oppure inserire il progetto di fattibilità tecnica ed economica.

Per quello che si legge, nell’insieme, queste norme dicono che, nel caso di progetto di finanza, avrebbe dovuto essere approntato un progetto di fattibilità e non uno studio di fattibilità; che, ai fini dell’inserimento nel programma triennale dei lavori pubblici, ci voleva un progetto di fattibilità o un documento di fattibilità, che altro non è che “il documento in cui sono individuate ed analizzate le possibili soluzioni progettuali alternative ed in cui si da' conto della valutazione di ciascuna alternativa, sotto il profilo qualitativo, anche in termini ambientali, nonché sotto il profilo tecnico ed economico”, si legge al comma “ggggg-quater” dell’art. 3 (Definizioni) del nuovo Codice degli appalti.

Studio di fattibilità e revoca della gara
Forse non è un caso che il comune di Castellana Grotte abbia revocato, a ottobre del 2017, una gara d’appalto per l’affidamento della gestione a privati della manutenzione dell’illuminazione pubblica e del suo ammodernamento tecnologico. Gara indetta a ottobre del 2015, più o meno simile allo studio di fattibilità approvato dalla giunta comunale di Rutigliano e della stessa durata, 20 anni. efficient energet legalita-6

Al momento della revoca, la gara del comune di Castellana non era ancora arrivata all’apertura dei plichi delle offerte. Nella determinazione di revoca -la n. 4 del 27 ottobre 2017- si legge che “l’ormai abrogato codice del 2006 disponeva che, nelle procedure di finanza di progetto, la pubblica amministrazione dovesse porre a base di gara uno studio di fattibilità. Tale documento rappresentava il presupposto per l’inserimento di un’opera all’interno della Programmazione triennale”. “Sul punto -si legge ancora nella stessa determina- il nuovo codice degli appalti ha profondamente riformato le norme sulla progettazione. In particolare, l’art. 23 del d.lgs. 50/2016 elimina, innanzitutto, lo studio di fattibilità come presupposto dell’inserimento negli strumenti di programmazione. Inoltre, nel nuovo codice, i livelli di progettazione risultano modificati, tenuto conto che la progettazione preliminare viene sostituita dalla progettazione di fattibilità tecnica ed economica”.

Insomma, sembra che quanto si legge nella determina di revoca del comune di Castellana dia ragione a quanto scritto sin qui e pone dei dubbi sulla legalità dell’approvazione del piano triennale delle opere pubbliche nel quale è stato inserito lo studio di fattibilità sull’efficientamento energetico a Rutigliano, approvazione -come riferito sopra- avvenuta nell’ultimo consiglio comunale.

Di chi è la competenza?
“L’esternalizzazione del servizio è una soluzione conveniente per l’Amministrazione”, questo si legge nella “Relazione tecnica generale” dello studio di fattibilità approvato dalla giunta comunale di Rutigliano l’1 marzo scorso. In merito a questo va chiarita una questione, piuttosto rilevante: la scelta di esternalizzare un servizio di utilità pubblica locale, come la pubblica illuminazione, è competenza delle giunta o del consiglio comunale? A seconda di come si risponde a questa domanda, la scelta fatta dalla giunta del comune di Rutigliano risulta corretta o no.
 efficient energet legalita-4
A proposito, è interessante qui riportare alcuni passaggi di una nota che l’ANAC, il 2 maggio 2016, ha inviato al comune di Sammichele di Bari in risposta a una segnalazione fatta dal gruppo consiliare “Sammichele nel cuore” in relazione all’affidamento “in concessione del servizio di adeguamento, manutenzione e gestione dell’impianto di pubblica illuminazione del comune di Sammichele di Bari, mediante Project Financing”. Gli esponenti di quel gruppo avevano segnalato, mettendola in discussione, “l’esternalizzazione del servizio di pubblica illuminazione nonché la competenza circa la scelta di affidare il servizio pubblico d’illuminazione pubblica e votiva, che avrebbe dovuto essere appannaggio, ai sensi dell’art. 42 del d.lgs. 267/2000, del Consiglio Comunale e non della Giunta”. Nella sua nota l’ANAC riporta la replica della giunta comunale di Sammichele a quella contestazione. “La delibera adottata dalla Giunta comunale appare perfettamente legittima e in alcun modo lesiva  delle attribuzioni e competenze del Consiglio comunale”, scrive la stessa giunta all’Autorità anticorruzione. “Il Consiglio comunale -prosegue l’amministrazione di Sammichele- è, infatti, competente all’approvazione definitiva del programma e dell’elenco annuale delle opere da realizzare”.

Queste le “considerazioni” dell’ANAC sul punto: “(…) non si può non ritenere che l’attività di gestione del servizio di illuminazione di che trattasi, in cui la remunerazione principale è data dalla fornitura (elettrica e non) e dalla gestione del servizio, sia inquadrabile come concessione di servizio pubblico. (...) L’esame consiliare svoltosi in occasione dell’aggiornamento del programma triennale dell’elenco annuale delle opere pubbliche (…) non risulta essere coerente alle previsioni di legge di cui artt. 42 e 112 d.lgs. 267/2000, in quanto l’affidamento dei servizi pubblici locali è prerogativa dell’organo elettivo e rappresentativo della comunità”.
efficient energet legalita-7
Quella descritta nella citata nota dell’ANAC è -a mio avviso- la stessa situazione che si è creata a Rutigliano con l’approvazione in giunta dello studio di fattibilità, quindi della convenzione che in esso è contenuta -che prefigura la sostanziale concessione di servizio pubblico- e la successiva approvazione, da parte del consiglio comunale, del programma triennale ed elenco annuale delle opere pubbliche.

Obbligo di rivolgersi a Consip
C’è un’altra cosa simile alla vicenda di Sammichele.  L’ANAC, nella più volte citata nota, ha rimproverato alla giunta di quel comune “la mancata adesione alla convenzione Consip relativa al servizio integrato di conduzione, gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti di pubblica illuminazione in violazione dell’art. 1, comma 7 del D. L. 95/2012”. Anche la giunta comunale di Rutigliano, per lo stesso servizio, non si rivolgerà alla Consip, ma al “mercato” con un bando di gara operando, quindi, la stessa violazione della norma che reca le "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa  pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini”, il D. L. 95/2012 appunto.

Il comma 7 di questo decreto legge dice, infatti, che  “le amministrazioni pubbliche  (…), relativamente  alle   seguenti   categorie   merceologiche:   energia elettrica, gas, carburanti rete e carburanti extra-rete, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile, sono tenute ad approvvigionarsi attraverso le convenzioni o gli accordi quadro messi a disposizione da Consip  S.p.A.  e  dalle  centrali  di  committenza regionali di riferimento”. Il comma conclude statuendo che “La mancata osservanza delle disposizioni del presente comma rileva ai fini della responsabilità disciplinare e per danno erariale”.

La relazione
Altra questione relativa al rispetto delle norme. Prima di scegliere le modalità di gestione del servizio di illuminazione pubblica, notoriamente classificata servizio pubblico locale di rilevanza economica, la Romagno 2 avrebbe dovuto redigere e pubblicare la relazione di cui all’art. 34, comma 20 del D.Lefficient energet legalita-8. 179/2012 (convertito in legge 221/2012) che prescrive quanto segue: “Per i servizi pubblici locali di rilevanza economica, (…) l'affidamento  del servizio è effettuato sulla base di apposita relazione, pubblicata sul sito internet dell'ente affidante, che dà conto delle ragioni e della sussistenza dei requisiti previsti dall'ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta”.
Non mi risulta che l’amministrazione comunale di Rutigliano abbia pubblicato all’albo pretorio del comune una simile relazione prima di scegliere, e approvare, le modalità di gestione del servizio di illuminazione pubblica.

Quattro lustri
Infine la durata, 20 anni, di una convenzione, quindi di un contratto, che prevede un canone annuale di “470.485 euro oltre IVA, di cui € 324.338,15 per il costo di approvvigionamento energetico, € 131.147,54 per la manutenzione ordinaria e straordinaria ed € 15.000,00 per gli oneri del personale dipendente addetto alla parte burocratica (gestione fatture, pagamenti bollette, lettura contatori, ecc.)”, si legge nella Relazione tecnica generale allegata allo studio di fattibilità approvato dalla giunta comunale di Rutigliano l’1 marzo scorso. Un canone, quindi, di spese ordinarie per il comune.

C’è una vecchia norma in Italia, il Regio decreto n. 2440 del 18 novembre 1923 (Nuove disposizioni sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità dello Stato) che dice: “I contratti debbono avere termini e durata certa e non possono essere stipulati con onere continuativo per lo Stato (…). Per le spese ordinarie la durata non può oltrepassare i nove anni”. Forse non è un caso che molti comuni intorno a Rutigliano e altrove, per lo stesso servizio, abbiano stipulato convenzioni con Consip rigorosamente novennali.

Ora, se tutte le norme qui citate sono ancora in vigore, come credo sia, e sono state correttamente interpretate, il timore è che gli atti approvati dalla giunta comunale di Rutigliano, sulla modalità di gestione dell’illuminazione pubblica, pongano problemi di legalità. Forse anche seri problemi di legalità.

 

Commenti  

 
0 # papocchio 2019-03-20 13:30
Citazione Gianni Nicastro:
... se lei è un avvocato, farebbe meglio a cambiare mestiere...

Madò... se ero, io non mi candidavo più a Sindaco!!! :cry:
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+5 # Gianni Nicastro 2019-03-19 21:47
Noto che lei, più che con i "LED", dimostra una certa dimistichezza con la lana caprina. Comunque...

Citazione LED:
Dunque ricapitoliamo:
1. finalmente si capisce che è bene efficientare, e bene ha fatto l'Amministrazione nel voler perseguire questo obiettivo;
...

Per la terza vola (se insiste ancora potrebbe dare l'impressione di essere un po' gnucco): l'efficiantamento va bene, non vanno bene le modalità scelte dalla sua amministrazione. Si tratta di una scelta politica, legittima ma criticabile, contestabile.
Citazione LED:
...2. si è utilizzato più di mezzo articolo per dire che “studio di fattibilità” è sbagliato...

No, è solo una parte dell'articolo, non mezzo; poi c'è un sacco di altra roba.
Citazione LED:
... per dire che “studio di fattibilità” è sbagliato rispetto al temine “progetto preliminare” così come citato dal D.lgs. 50/2016 (Codice Appalti), senza però indicare che in assenza del Decreto di cui all’art. 23, comma 3 del Codice Appalti, continuano ad applicarsi le vecchie regole che parlano appunto di “Studio di fattibilità” (Art. 14 del DPR n. 207/2010)...

L'art. 23 del nuovo Codice dice che il "decreto" deve definire "i contenuti della progettazione nei tre livelli progettuali" e rimanda all'art. 216 comma 4 il quale rimanda, a sua volta, "alla parte II, titolo II, capo I" del DPR n. 207/2010.
La lana caprina, comunque, le fa perdere di vista un "dettaglio": il rimando al DPR in questione l'art. 23 lo mette specificamente in relazione ai "tre livelli progettuali": progetto preliminare, definitivo, ed esecutivo. Lei cita, invece, solo l'art. 14 del DPR che, sulla base del rimando dell'art. 23, non c'entra nulla. Non c'entra nulla, quindi, lo studio di fattibilità con quel rimando. A dimostrazione di qunto le sto scrivendo, c'è il decreto del Ministero dei trastorti del 16 gennaio 2018 n. 14 -da me citato e da lei completamente ignorato- che sostiene la stessa cosa in relazione all'inserimento dei lavori nella programmazione delle opere pubbliche. ci vuole il progetto di fattibilità, non lo studio di fattibilità, o il documento di fattibilità.
Quindi, non è proprio come dice lei.

Citazione LED:
...1. Si osservi che lo studio di fattibilità è stato approvato dalla Giunta ... dal caso di Rutigliano dove il Project Financing è ad iniziativa pubblica dopo l’inserimento dell’intervento negli strumenti di programmazione...

Il progetto di finanza a Rutigliano è di iniziativa pubblica, ma nasce su input dei privati: "Che sono pervenute due distinte proposte, da parte del contratto di rete CONESCo Energia – Cooperazione in Rete (acquisita al protocollo generale al n. 14740 del 19/07/2016) e da parte dell’Impresa Cetola S.p.A. (acquisita al protocollo generale al n. 15317 del 27/09/2018), di candidatura come promotore per la gestione e l’efficientamento energetico della rete di pubblica illuminazione del Comune di Rutigliano mediante finanza di progetto" (delibera di giunta n. 25 del 27/2/2019 con oggetto "MODALITÀ DI GESTIONE DEL SERVIZIO DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE - ANALISI DELLE PROPOSTE DI FINANZA DI PROGETTO PERVENUTE E DETERMINAZIONI CONSEGUENTI".).
Questa delibera demanda all'ing. Carlo Ottomalo la redazione di tutti gli atti relitvi allo studio di fattibilità. Quindi, incarico del 27 febbraio, approvazione dello studio di fattibilità da parte dell giunta l'1 marzo, cioè 2 giorni dopo. In pratica un solo giorno utile, il 28/2, per redigere documenti complessi e impegnativi. Le chiedo se questo sia possibile. Ho il sospetto che lo studio di fattibilità fosse già bello che confezionato (forse lei lo sa bene).
Citazione LED:
... 2. Circa l’obbligo di rivolgersi alle Convenzioni Consip ...

Intanto c'è la legge, le sentenze fanno giurispudenza nei tribunali amministrativi, non sono legge.

Citazione LED:
...Perlomeno sappiamo che tutto è regolare, ma qualcuno ci vuole speculare

La regolarità è tutta da vedere e, se lei è un avvocato, farebbe meglio a cambiare mestiere. Circa la "speculazione", credo che lei sappia bene, in relazione a questa vicenda, dove sia allocata.
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0 # LED 2019-03-19 19:59
Vorrei ancora aggiungere due note sulla "illegalità" amministrativa "paventata" per contrario pensiero di spesa:
1. Si osservi che lo studio di fattibilità è stato approvato dalla Giunta e l’inserimento negli strumenti di programmazione è avvenuto con decisione del Consiglio Comunale quindi il caso posto all’attenzione dell’Anac citato nell’articolo, trattando di un project financing ad iniziativa privata, appare diverso dal caso di Rutigliano dove il Project Financing è ad iniziativa pubblica dopo l’inserimento dell’intervento negli strumenti di programmazione.
2. Circa l’obbligo di rivolgersi alle Convenzioni Consip appare utile specificare come il Consiglio di Stato, in ordine all’obbligo di rivolgersi alle convenzioni Consip, riconosce la possibilità per le amministrazioni di indire autonome procedure per l’approvvigiona mento di beni e servizi di proprio interesse

Perlomeno sappiamo che tutto è regolare, ma qualcuno ci vuole speculare
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-5 # LED 2019-03-19 16:47
Dunque ricapitoliamo:
1. finalmente si capisce che è bene efficientare, e bene ha fatto l'Amministrazio ne nel voler perseguire questo obiettivo;
2. si è utilizzato più di mezzo articolo per dire che “studio di fattibilità” è sbagliato rispetto al temine “progetto preliminare” così come citato dal D.lgs. 50/2016 (Codice Appalti), senza però indicare che in assenza del Decreto di cui all’art. 23, comma 3 del Codice Appalti, continuano ad applicarsi le vecchie regole che parlano appunto di “Studio di fattibilità” (Art. 14 del DPR n. 207/2010) e tutto questo solo per giustificare che non si è d’accordo con la scelta “finanziaria” esercitata dall'Amministrazio ne di perseguire un obiettivo strategico;
3. Per quanto la si pensi diversamente resta comunque salva la prerogativa della P.A. sulla gestione finanziaria delle proprie casse (non è un caso che tra poco votiamo chi deve amministrarci);
Ah, dimenticavo, sono un ex M5S, che non sopporta gli sprechi e non fa magie
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+2 # MARFORIO 2019-03-19 16:34
Caro LED, e caro Lei, sa che trattandosi di un periodo così lungo, e dovendo essere l'illuminazione stradale un servizio garantito, la ditta vincitrice del bando dovrà presentare una fideiussione bancaria....per chè se nel frattempo fallisce, il comune da chi viene garantito? L'assessore Poli sa queste cose? Oppure preferisce accendere solo un bel lampione sulla propria campagna elettorale da candidato sindaco?
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+2 # ..... 2019-03-19 13:43
concordo pienamente con quanto esposto da gianni ... LED, da come si esprime, ha a che fare con la ditta che già da oggi sembra debba prendere in mano il servizio (magie della nostra Italia) ..... non ci dimentichiamo che la pubblica illuminazione rientra tra i SERVIZI INDIVISIBILI che paghiamo profumatamente, con l'aliquota più alta prevista per legge, con la TASI ..... la minore spesa per l'energia si tradurrebbe quindi immediatamente IN UN RISPARMIO PER I CITTADINI CON LA DIMINUZIONE DELL'ALIQUOTA TASI .... ANZICHE' FAR GONFIARE PER 20 ANNI LE TASCHE DEL SINGOLO IMPRENDITORE (FORTUNATO?!?) DI TURNO, MAGARI AMICO DEGLI AMICI!! ..... un'altra alternativa per far rimanere i soldi in cassa sarebbe quella di costituire una società al 100% comunale o con capitale prevalentemente pubblico che si occupasse in questa fase dell'ammodernam ento e successivamente della manutenzione magari accedendo a BANDI EUROPEI PER L'EFFICENDAMENT O ENERGETICO che vengono pubblicati oramai in maniera assidua!
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+4 # Gianni Nicastro 2019-03-19 13:11
Citazione LED:
... Resto sinceramente un pò perplesso sulle modalità proposte dall'autore, cioè di scaglionare in tre anni l'investimento...

Nulla vieta all'amministrazione comunale di efficientare tutto in una "botta"; il comune di Rutigliano se lo potrebbe anche permettere.
Citazione LED:
... mi chiedo: come è possibile sviluppare in tre scaglioni da € 600.000,00 l'intervento? Avete mai sentito parlare di bandi di gara? (che per questi importi sono obbligatori?). ...

Nel caso di una gestione comunale dell'efficientamento energetico, l'amministrazione può, come detto prima, mettera a gara d'appalto l'ammodernamento (non la gestione, che rimane comunale) in un sola volta oppure dividere il lavoro in più lotti. Quindi fare -come "l'acqua calda" vuole- gare d'appalto relative. I lavori pubblici possono essere divisi in lotti.
Citazione LED:
... E il concetto di manutenzione dell'intero impianto portato da tre aziende distinte mi spiegate bene come funziona? Grazie

Attualmente la manutenzione -non la gestione- è affidata a una ditta esterna. Con l'efficientamento energetico e l'ammodernamento, come è scritto nello studio di fattibilità, i costi di manutenzione ordinaria si abbattono, anche di molto; la manutenzione ordinaria rimarrebbe come oggi, di competenza del comue affidata attraverso una gara. Come lo sviluppo ulteriore della rete pubblica di illuminazione, che continuerebbe a gravare sulle casse comunali anche con il PPP approvato (costo che si aggiunge al canone).
C'è da dire, ancora, che una gestione comunale di tutto farebbe rimanere nelle casse comunali le risorse economiche risparmiate con il LED e con la minora manutenzione, risorse con le quali il comune ammortizzerebbe l'investimento iniziale, o scaglionato, guadagnandoci una volta ammortizzato. Qui i soldi rimarrebbero al comune, quindi ai cittadini, non si trasformerebbero in profitto per il partner privato.
Citazione LED:
... mi spiegate bene come funziona? ...

Appena spiegato.

Citazione LED:
...Grazie

Prego.
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-2 # LED 2019-03-19 08:42
Quindi mi pare di capire che l'intervento di efficientamento energetico della Pubblica Illuminazione è condiviso dall'autore. Bene quindi ha fatto l'Amministrazio ne a procedere in questa materia (per me sinceramente con molto ritardo). Ciò che invece risulta poco gradita è l'opzione finanziaria scelta. Resto sinceramente un pò perplesso sulle modalità proposte dall'autore, cioè di scaglionare in tre anni l'investimento. ....Premesso che qui si parla di Pubblica Amministrazione , e non di privati, pertanto non è applicabile il concetto di gestione "alla femminile", mi chiedo: come è possibile sviluppare in tre scaglioni da € 600.000,00 l'intervento? Avete mai sentito parlare di bandi di gara? (che per questi importi sono obbligatori?). E quindi fatemi capire per tre anni si devono svolgere tre bandi distinti di gara magari con tre diverse aziende che vincono l'appalto? E il concetto di manutenzione dell'intero impianto portato da tre aziende distinte mi spiegate bene come funziona? Grazie
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+5 # Gianni Nicastro 2019-03-18 21:09
Citazione LED:
... mi sembra di capire sia dall'articolo che dai commenti che l'operazione di esternalizzare un intervento di efficientamento, in questo caso della Pubblica Illuminazione, sia poco gradito dalla comunità...

L'esternalizzazione a privati di un servizio di pubblica utilità con un canone che copre tutte le spese a fronte della totale assenza del rischio di domanda, non è "progetto di finanza", è regalo di soldi: il pubblico paga le spese, il privato si mette in tasca tutti i soldi del corposo risparmio della bolletta Enel, della minore manutenzione e minore spesa di materiale di consumo. Tutto questo a me non piace, non so alla cittadinanza.
Citazione LED:
...Se l'indirizzo politico è dare ad un esterno questo investimento, significa procedere con finanza di terzi ad un'operazione che credo sia oltre che necessaria...

Che l'ammodernamento e l'efficientamento energetico siano operazioni importanti e necessarie su tutti i piani è pacifico. Altra cosa è l'indirizzo politico: non esiste solo il progetto di finanza, il PPP o i finanziamenti terzi. Un comune di circa 19.000 abitanti con un bilancio di 38.000.000 milioni di euro e 6.000.000 milioni di avanzo di amministrazione può permettersi di spendere in proprio 1.800.000 euro in efficientamento energetico scaglionato -ad esempio- in tre anni. Così, non solo fa bene all'ambiente, fa bene anche alle casse comunali che si vedranno rimpinguate dei soldi del risparmio energetico, che arriva fino al 90%.
Citazione LED:
...vorrei capire se l'autore dell'articolo e dei commenti sono contro la scelta politica o contro l'attuazione di un intervento a dir poco "necessario". ...

La risposta l'ho già data appena sopra, quindi, io sono contro l'esternalizzazione.
Citazione LED:
... Ultima cosa, il bando credo parli di rientro dell'investimento a 20 anni, ma non parla di affidare l'opera. In fase di gara infatti si può presentare un'offerta anche a 15 anni (o meno)

Come, non parla di affidare l'opera? Intanto il bando non esiste ancora, c'è un studio di fattibilità e una bozza di convenzione che, non solo parla di un contratto di 20 anni, crea anche le condizione perchè duri 40 anni. Perchè tutti gli interventi extra canone (che saranno tanti e costosi in 20anni) il comune li pagherà di tasca sua, o in moneta o in allungamento del tempo di convenzione.
L'opera: la Romagno2 vuole affidare al privato i lavori (l'ammodernamen to), la gestione (illuminazione pubblica: pali, luci, quadri, fili, impianti...) e la fornitura elettrica.
Ripeto, tutti i ricavi al privato, tutte le spese al pubblico. No, non sono d'accordo.
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-2 # LED 2019-03-18 19:55
Premesso che nel libero mercato, chi investe finanziariament e rischia e gode degli utili, mi sembra di capire sia dall'articolo che dai commenti che l'operazione di esternalizzare un intervento di efficientamento , in questo caso della Pubblica Illuminazione, sia poco gradito dalla comunità. Se l'indirizzo politico è dare ad un esterno questo investimento, significa procedere con finanza di terzi ad un'operazione che credo sia oltre che necessaria, anche importante da un punto di vista di "adeguamento normativo". L'attuale impianto non è a norma, l'ambiente ne risente (per l'inquinamento luminoso che attualmente provoca elevate quantità di CO2), e quindi vorrei capire se l'autore dell'articolo e dei commenti sono contro la scelta politica o contro l'attuazione di un intervento a dir poco "necessario". Ultima cosa, il bando credo parli di rientro dell'investimen to a 20 anni, ma non parla di affidare l'opera. In fase di gara infatti si può presentare un'offerta anche a 15 anni (o meno)
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0 # Minerva 2019-03-17 20:55
Bel servizio, peró un po difficile da leggere, sembra scritto da un avvocato. Avrei apprezzato ancora di piú una sintesi terra terra finale.
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+7 # GAIA 2019-03-16 18:04
RICORDO A CHI ACCAREZZA STRANE INTENZIONI DI DISCOSTARSI DALL'OBBLIGO PREVISTO DAL dlgs 50/2016 DI RICORRERE ALLA CONSIP CHE LA SUDDETTA VIOLAZIONE IMPLICA RESPONSABILITA' AMMINISTRATIVA IN QUANTO SI PROFILEREBBE UN DANNO ALL'ERARIO.....
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+7 # Lenel 2019-03-16 18:02
L'Assessore al ramo fa l'avvocato o sbaglio? Chi meglio di lui dovrebbe sapere le procedure o sbaglio? Bho!
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+5 # RACIOPPO 2019-03-16 16:55
..M'ILLUMINO DI MENO..
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+3 # Mister X 2019-03-16 16:44
Mi chiedo perchè imbarcarsi in questo progetto a due mesi dal rinnovo della Pubblica Amministrazione . A chi giova?
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+6 # CASSANDRA 2019-03-16 09:46
Non solo tutti i guadagni vanno nelle tasche del privato , ma se dovesse aumentare il costo dell'energia elettrica l'incremento sarà anche a spese delle casse comunali. In altre parole, il privato non ha alcun rischio. E' comodo fare l'imprenditore così. E le forze di opposizione che fanno?
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+2 # Minerva 2019-03-17 21:00
Pensano ad organizzarsi per le prossime comunali. :lol:
E poi sospenderanno il procedimento come avvenuto a Castellana. ...E IO PAGO, disse il grande Totò.
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+4 # Ariete65 2019-03-16 22:06
Citazione CASSANDRA:
Non solo tutti i guadagni vanno nelle tasche del privato , ma se dovesse aumentare il costo dell'energia elettrica l'incremento sarà anche a spese delle casse comunali. In altre parole, il privato non ha alcun rischio. E' comodo fare l'imprenditore così. E le forze di opposizione che fanno?

Dormono!!! :-*
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+3 # Gianni Nicastro 2019-03-16 08:28
"470.485 euro oltre IVA, di cui € 324.338,15 per il costo di approvvigioname nto energetico, € 131.147,54 per la manutenzione ordinaria e straordinaria ed € 15.000,00 per gli oneri del personale", questo è quello che paga oggi il comune e pagherà per 20 anni. Tutti i corposi risparmi della bolletta Enel e della minore manutenzione, e i contributi per l'efficientaemt o energetico, andranno nelle tasche del privato.
Chi ci guadagna e chi ci perde, comunque, sarà l'argomento del prossimo articolo.
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+1 # Arcangelo 2019-03-17 21:20
.....e dell'assenza di manutenzione straordinarua. Visto che ci sei dai un occhiata alla manutenzione straordinaria che essendo per definizione "Straordinaria" quindi non programmabile, come hanno fatto a quantificarla per 20 anni e in che modo pensano di gestirla. Ipotesi, se un evento naturale straordinario, dovesse creare oltre 100ml€ di danni, l'impresa é tenuta a riparare a proprie spese? La vedo dura. Buon lavoro Gianni.
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+4 # CASSANDRA 2019-03-16 07:24
Direttore Nicastro, vorrei porre una domanda: al momento per l'esercizio degli impianti oggetto di questa assegnazione ai privati, il comune di Rutigliano quanto spende annualmente?
Grazie
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