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“Farà giorno”, storia italiana attraverso tre generazioni Teatro "Van Westerhout"

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“Farà giorno” scritto da Menduni e De Giorgio è un testo abile e ben scritto che ci offre uno spaccato di storia italiana attraverso tre generazioni. La prima generazione, quella dei padri, ha la voce di Renato Battiston,interpretato da Maurizio De Vivo,  un vecchio ex tipografo che è stato partigiano e ne conserva intatto l’orgoglio anche se nella solitudine in cui vive, malgrado la continua lettura delle Lettere dal carcere di Antonio Gramsci, il cui ritratto giganteggia su una parete della sua casa, si interroga continuamente con amarezza sul fallimento di quelli che sono stati i suoi ideali. La terza generazione è quella di Manuel, interpretato da Raffaele Fracchiolla, un ragazzo violento di borgata, parlata romanesca stretta, neonazista non convinto, che considera la vita sopra le righe che conduce, magari partecipando a un pestaggio di romeni, quasi un risarcimento per il disadattamento che vive nella quotidianità. I due avranno un incontro ravvicinato e non desiderato quando Manuel, facendo nervosamente retromarcia con la macchina, butta a terra l’ex tipografo, rompendogli una gamba. Ma eccoli stringere un patto: Battiston non denuncerà Manuel alla polizia e in cambio il ragazzo lo curerà fino alla sua guarigione. Quello che nasce fra i due, dando uno sbocco all’aggressività indifesa di Manuel e al suo bisogno di affetto, la sua non confessata voglia di conoscere (leggerà I tre moschettieri ma anche il fluviale Guerra e pace di Tolstoj) è un bellissimo, commovente rapporto con il vecchio che gli corregge la pronuncia, che lo sprona a cercarsi una strada nella vita e il ragazzo che si accorge che vale la pena di andare al di là della violenza. La seconda generazione, quella che dovrebbe essere l’anello di congiunzione fra le altre due, è quella di Aurora, interpretata da Gemma Ingravallo, la figlia di Battiston che ha fatto parte delle Br e che il padre, pensando di salvarla, ha denunciato alla polizia scavando fra sé e lei un abisso che sembra incolmabile. Da anni la donna vive in Africa come medico volontario senza mai rispondere alle lettere del padre ma ecco, improvvisamente, un telegramma annunciare il suo ritorno a casa. Tutto le sembra fuori squadra a cominciare dal ritratto di Totti alla parete che ha preso il posto di quello di Gramsci, ma tutto poi avrà il suo senso ….Uno spettacolo intenso e allo stesso tempo ricco di humour, che  coinvolge grandi e piccoli, con la regia di Vito Rago produzione “Tuttinscena cultura e Spettacolo”

Teatro N. Van WesterhoutMola ore 21.00
Venerdi 13 - Sabato 14 – Domenica 15
Giovedi 26 - Venerdi 27 - Sabato 28 – Domenica 29 MAGGIO 2022
INFO e PRENOTAZIONI BIGLIETTI: 348.8734671

 

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