Gio28052020

Last update09:00:37 AM

banner conad 2016    banner arborea corretto  

banner2 nuovo madel

  banner garofoli energia  

 

 

Back Sei qui: Home Notizie Cultura Lettera di Alessandro Manzoni al poeta rutiglianese Giovanni Chiaia

Lettera di Alessandro Manzoni al poeta rutiglianese Giovanni Chiaia

Condividi

manzoni-giovanni-chiaia

 

«LETTERA DI ALESSANDRO MANZONI AL POETA
GIOVANNI CHIAIA DI RUTIGLIANO (1799-1888)»1

di Vito Castiglione Minischetti

«Cara terra gentil dov’io fui nato,
O Rutigliano, che ne’ tuoi ti bei
Pomieri, di che siedi incoronato»
             G. CHIAIA, Montevergine: Stanze

«Fortunato il paese in cui ebbe i natali Giovanni Chiaia». Sono queste alcune parole con le quali "lo scrittore degli scrittori", Alessandro Manzoni, parla del nostro poeta rutiglianese nella lettera datata del 1871.

Devo ammettere che non avevo mai avuto occasione di leggere il testo della lettera del Manzoni di cui fa cenno Lorenzo Cardassi nella sua "Storia di Rutigliano", nelle brevi righe dedicate al nostro illustre giureconsulto e poeta Giovanni Chiaia, parte integrante del patrimonio culturale della città. Le varmanzoni-giovanni-chiaia-3ie edizioni del Cardassi non contengono il testo della lettera in questione, mentre vi è presente la lettera dell’amico Nicola Nicolini2, appassionato come il Chiaia di poesia e di letteratura, nella quale egli redige un commento del poema intitolato Montevergine3.
Nella sua breve lettera, l’autore dei Promessi sposi e della Storia della colonna infame esprime, con tutta la sincerità critica, il miglior giudizio estetico sul poema San Marino del Chiaia. Non solo, per il «piacere» che ha avuto alla lettura del poema, prova desiderio di dividerlo con gli amici della sua vecchiaia con i quali abitualmente s’incontra. È certamente durante uno di questi cenacoli in cui si praticava l’"arte della conversazione", come testimonia Cristoforo Fabris nelle Memorie manzoniane ‒ «Egli prendeva molta parte alla conversazione, anzi era quello che parlava più di ogni altro; spariva, quasi interamente, nella libertà del colloquio famigliare, e talora nella vivacità del suo discorso, quel difetto della balbuzie che tanto lo tormentava alla presenza di un foresmanzoni-giovanni-chiaia-4tiero, fosse pur stato un suo adoratore» ‒ che il Manzoni fece conoscere i versi di Giovanni Chiaia ai suoi «caldissimi amici».
Il carme San Marino, in versi sciolti endecasillabi, fu pubblicato a Barletta presso l’editore Vecchi nel 18714. L’autore ripercorre la storia della Repubblica di San Marino e rievoca il tema storico della "libertà" che ha ispirato molti scrittori, dal Chiaia al Carducci e al Pascoli. Il poemetto, dedicato al "General Consiglio Principe della Repubblica di S. Marino", sarebbe stato poi inviato in dono ad Alessandro Manzoni.
La "lettera di ringraziamento” che il Manzoni avrebbe inviato è stata più volte pubblicata, pare, negli anni trenta del Novecento e l’avv. Vincenzo Roppo, storico della Puglia, fu la personalità che più di tutti, fra gli intellettuali del Ventennio barese, ebbe a cuore la figura e l’opera di Giovanni Chiaia. Il Roppo oltre ad aver scritto, insieme a Giuseppe Petraglione, alcuni saggi sul poeta pugliese, fu anche promotore di quasi tutte le commemorazioni a lui dedicate nelle diverse occasioni, sia in Puglia che nella Repubblica di San Marino.


* * *

Subito dopo il ritrovamento della "lettera", della quale ero stato piacevolmente sorpreso, avevo pensato di divulgarne nuovamente il contenuto. Nello stesso tempo, mi son messo alla ricerca di elementi che comprovassero la effettiva esistenza della lettera citata in origine dal Cardassi e ugualmente manzoni-giovanni-chiaia-2menzionata dallo stesso nella Biografia del Sig. Giovanni Colamussi di Rutigliano: «... aveva già meritato la giusta stima e le lodi dai più grandi scrittori del secolo suo, quali fra gli altri furono il comm. Nicola Nicolini e Alessandro Manzoni, che nelle loro autorevolissime lettere al detto Giovanni Chiaia [...]. (vedi lett. del Nicolini a Chiaia, Genn. 1852; e del Manzoni, 10 Ottobre 1861)»6. In quest’ultima citazione, il Cardassi ci invita a "vedere" la lettera del Manzoni, ma non ci indica nessun riferimento bibliografico. Così, nell’intento di approfondire certo, un dettaglio (ma non da tralasciare) della biografia letteraria del Chiaia, pur nutrendo qualche dubbio sulla sua veridicità, ho cercato di ritrovare traccia della lettera nei Carteggi presso la Casa del Manzoni di Milano, dove il Centro Nazionale Studi Manzoniani è incaricato di pubblicare l’Edizione Nazionale ed Europea delle Opere di Manzoni. Ma, come presentivo, né la Biblioteca né il Centro Studi possiedono alcun vestigio di un tale documento. Laddove il documento originale venisse alla luce e risultasse autentico, l’apposizione di una targa con il testo dmanzoni-giovanni-chiaia-1ella lettera manzoniana sul muro della casa di Rutigliano sarebbe un giusto omaggio.
I dubbi nascevano dapprima dagli evidenti errori di datazione (ma questa sembra essere una caratteristica del nostro Cardassi!) e poi dall’espressione difficilmente credibile: «degno di meritare il primo seggio nell’italo Parnaso». Nello stesso tempo, imputavo questa lusinghiera attribuzione al fatto che il Manzoni nel 1871 fosse già in età avanzata (aveva 86 anni), e che la lettera fosse stata scritta da un suo collaboratore, come accade con i grandi scrittori. Dubbi in tal senso, a onor del vero, erano già stati evocati nel 1939 dal prof. Giuseppe Petraglione, nella rivista Japigia7.
Che il canonico Cardassi avesse avuto notizia dallo stesso Chiaia dell’esistenza di un cenno di risposta da parte del Manzoni all’invio del suo canto poetico, lo si può facilmente dedurre, ma è anche probabile che le brevi e formali parole di risposta del Manzoni siano state, in tempi posteriori e sospetti, abilmente alterate.
Il Cardassi pubblica la sua "Storia" esattamente dieci anni prima della morte del Chiaia, avvenuta il 15 novembre 1888, nella sua villa di contrada Carella in Rutigliano dove si era ritirato8. È durante il soggiorno rutiglianese che il poeta scriverà la sua seconda più importante opera poetica con il titolo di San Marino.
Pertanto, nella eventualità che la lettera potesse rivelarsi autentica, trascrivo qui di seguito, a titolo di semplice curiosità intellettuale, il testo così come è stato pubblicato nella Gazzetta del Mezzogiorno di Raffaele Gorjux, il 1° gennaio 1936:


Milano, 20 Ottobre 1871

Carissimo sig. Avvocato Generale,
Ho letto e riletto con rara soddisfazione di animo, non che con piacere, il vostro dottissimo e splendido carme intorno alla Repubblica di S. Marino, del quale degnaste farmi graditissimo dono; bello per la gravità del politico soggetto, con finissima arte trattato, e di gran lunga bellissimo per la nobile forma italiana, ond’è vestito, e per quel colore, o quasi profumo di verso, che in Italia non ogni bottega ne vende. Io ve ne fo di cuore le mie congratulazioni e ringraziamenti, e per giunta vi significo la debita lode dei miei caldissimi amici, che avendolo letto e cento volte riletto infin han concluso concordemente: Fortunato il paese in cui ebbe i natali Giovanni Chiaia, letterato illustre, prosatore sommo, chiarissimo poeta, degno di meritare il primo seggio nell’italo Parnaso.
Conservatemi il vostro affetto, di che mi onoro, ed abbiatemi sempre, come sono

Il vostro aff.mo amico
ALESSANDRO MANZONI


______________________________
1 Il titolo e il testo della “Lettera” sono desunti dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 1° gennaio 1936, in occasione della commemorazione del poeta e magistrato che si tenne a Bari, il 28 dicembre 1935, con l’allocuzione dell’avv. Vincenzo Roppo.
2 Nicola Nicolini (1772-1857), giureconsulto e letterato.
3 Per il poema Montevergine, sembra che il Manzoni abbia stimato il poeta quale degno "rinnovatore dell'ottava [rima] italiana". Cfr. «A Giovanni Chiaia » / a c. di G. Lorusso, G. Romagno, I. Ventrella, E. Lozupone, in Una città per la poesia: 7a ed. Premio nazionale di poesia inedita “Azetinon d’oro” città di Rutigliano 1987, Fasano, Schena, 1988, p. 17.
4 Il Cardassi, nel citare la « Lettera » del Manzoni, indica erroneamente la data del «10 Ottobre 1861». Il poema San Marino, infatti, sarà pubblicato dieci anni dopo (1871).
5 Alla celebrazione sammarinese del febbraio 1938, per il cinquantenario della morte del poeta rutiglianese, intervennero oltre all’avv. Vincenzo Roppo ed al nipote del poeta, avv. Leonardo Soria, anche l’ing. Vincenzo Chiaia e l’avv. Domenico Suglia Passeri, in rappresentanza del Comune di Rutigliano, cfr. Gazzetta del Mezzogiorno, 19 e 25 febbraio 1938.
6 Lorenzo Cardassi, il suo tempo e la sua storia di Rutigliano, a c. di F. Dicarlo, Rutigliano, A.B.M.C., 2004, pp. 270 e 298.
7 G. Petraglione : V. Roppo, «Giovanni Chiaia e Giosuè Carducci ; La serenissima Repubblica di San Marino ed il poeta pugliese Giovanni Chiaia ; San Marino», in Japigia: rivista di archeologia, storia e arte, A. 10, 1939, pp. 383 e sgg.
8 La richiesta del Chiaia di ritiro dalla Magistratura, inviata al Ministro Guardasigilli Vigliani, è del 9 marzo 1875.


Le foto di A. Manzoni sono de "La casa del Manzoni"

 

 

Commenti  

 
-2 # Peppe 2020-05-05 19:39
Complimenti al relatore di questo articolo che giustamente celebra un nostro autorevole antenato che io e tanti altri conoscevamo solo come indicazione di una strada di Rutigliano. Sarebbe opportuno che le Scuole locali dessero più rilievo a personaggi storici del proprio paese [ Violante, Colamussi ecc ] per tramandare la continuità storica paesana. Grazie.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna