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Storia e origine delle tradizioni natalizie. Il presepio

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presepio-art teresa


di Teresa Gallone

Con il precedente articolo abbiamo aperto un nuovo sentiero per scoprire e approfondire la storia delle tradizioni natalizie.
Abbiamo scoperto le radici e l’evoluzione dell’albero di Natale, simbolo nordico e pagano entrato tardi a far parte delle nostre usanze natalizie.
Il posto d’eccellenza nelle nostre case è occupato senza dubbio dal presepio, ormai da tanti secoli. In questo articolo scopriremo la nascita e la storia della raffigurazione della Natività a cui tanto siamo legati.

Un po’ di etimologia
La parola “presepio” o “presepe” deriva dal latino praesepe, is che significa “recinto, mangiatoia”. Il vocabolo è composto infatti da prae (davanti) e saepies (recinto) e quindi designa lo steccato che protegge il pascolo. Il termine venne ufficializzato nel suo uso dagli Angiò nelle loro dominazioni.presepio-art teresa-1

Le fonti del presepio e
le raffigurazioni precedenti

Gli antenati del presepio sono pittorici e si possono ammirare nelle catacombe paleocristiane. La raffigurazione più famosa è quella delle Catacombe di Priscilla a Roma, sulla via Salaria. Queste testimonianze pittoriche, già prima del nostro presepio, si rifanno ai versetti evangelici di Matteo e Luca, non a caso detti “dell’infanzia”, in cui si ripercorrono le prime fasi della nascita di Cristo.

Francesco d’Assisi,
l’inventore del presepio

Al santo umbro si deve la nostra tradizione del presepio. Fu lui che nel 1223 con l’autorizzazione del papa Onorio III rappresentò ufficialmente la Natività a Greccio (provincia di Rieti). Il luogo fu scelto da Francesco dopo il suo ritorno dalla Palestina. Il santo riconobbe nella località laziale molte somiglianze con il luogo in cui Cristo venne alla luce.
Una curiosità: nella prima rappresentazione di Francesco non erano presenti né la Vergine, né Giuseppe, né il Bambino. Fu allestito un altare all’interno di una mangiatoia per celebrare la liturgia alla presenza dei due tradizionali animali, il bue e l’asino. Durante la celebrazione della messa solenne il Bambino veniva invocato da Francesco e si procedeva con le preghiere. È Giotto a testimoniare questo evento nell’affresco “Il Presepe di Greccio” nella Basilica Superiore di Assisi.

Arnolfo di Cambio, presepio-art teresa-2
il primo a “fare il presepio”

Quella di Francesco fu una celebrazione vivente, destinata a diventare parte integrante della tradizione cattolica. Pochi sanno però che il primo a “fare il presepio” fu Arnolfo di Cambio, scultore e architetto toscano che nel 1283 scolpì otto statuine lignee che raffiguravano la Natività, poste come presepio nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Il presepio dopo Francesco
e Arnolfo di Cambio

Dopo quello di Greccio, il presepio si diffonde capillarmente nelle chiese e nelle comunità di tutta Italia. La tradizione si spande in tutta l’Europa cattolica. Solo nel XVIII secolo il presepio diventerà oggetto artistico, creato dalle maestranze dei pupazzari, diffuse in Emilia Romagna, Liguria, Lazio, Campania e Marche. A Napoli in questo periodo scatta la competizione fra le più importanti famiglie cittadine: ci si prodigava per avere il presepio più bello di tutta la città.
Attenzione: il presepio era peculiarità delle parrocchie e delle chiese importanti, oltre che delle famiglie nobili o abbienti. Solo nel XIX secolo entrerà ufficialmente nelle case di borghesi, operai e contadini come presenza domestica fissa durante il periodo natalizio.


Il presepio pugliese
Il nostro è un presepio unico nella tradizione italiana, il primo ad essere per tradizione costruito in cartapesta. Questa tecnica proviene dal Salento e risale al XVIII secolo. L’ideatore fu il leggendario Mesciu Pietru de li Cristi, al secolo Pietro Surgente. In ogni angolo della Puglia è tradizione fissa e inamovibile quella di celare il Bambino all’interno della mangiatoia oppure di mettere da parte la sua statuina sino alla notte di Natale.
Come l’albero di Natale, il presepio si allestisce in giorni particolari, da quello dedicato a Santa Caterina o a San Nicola sino alla vigilia dell’Immacolata o addirittura a Santa Lucia. I motivi della peculiarità di queste festività li approfondiremo in seguito.


Foto tratte:

in slide da artspecialday.com
nell'articolo, dall'alto in basso, wikipedia.org e presepio.it


 

Commenti  

 
+2 # Marco 2019-12-07 23:00
Senza presepe non è Natale, ma facciamolo insieme all'albero con tutti i componenti della famiglia compreso i bambini, in un'aria di famigliarita e serenità, senza rincorrere mode del momento o gusti estetici troppo sofisticati.
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