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San Nicola, aneddoti e curiosità

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di Teresa Gallone


Come avevamo preannunciato nell’articolo sul mito di fondazione di Bari, avremmo aperto un piccolo percorso alla scoperta del nostro santo e patrono Nicola. Festeggiato a dicembre e poi a maggio per motivi che approfondiremo in seguito, Nicola di Myra è parte integrante della nostra identità di pugliesi. Andiamo a conoscerlo insieme con una carrellata di curiosità sul nostro santo.

1. La difficile ricostruzione biografica
La vita dei santi è di solito tramandata in un misto di verità, leggenda e diceria. Questo vale anche per il nostro santo. Gli scritti attendibili che gli studiosi hanno potuto maneggiare sono pochissimi e vanno scremati. Si potrebbe affermare con relativa sicurezza che Nicola partecipò al famoso Concilio di Nicea nel 325 grazie a una lista di partecipanti rinvenuta nel 515 e redatta da Teodoro il Lettore. Gli storici però non sono tutti concordi nel confermare.

2. È stato spesso confuso con un altro
Le pochissime notizie sulla sua vita sono state spesso confuse con quelle relative a Nicola di Sion, monaco della Licia (attuale Turchia) che poi fu vescovo di Pinara nel VI secolo. Per molto le vite dei due santi sono state scambiate e confuse, rendendo ancora più nebulosa la conoscenza esatta della storia di Nicola di Myra.

3. Fu eletto vescovo “per caso”
Nicola era giovane e non era un presbitero (il sacerdote delle prime comunità cristiane), era un laico, quindi non aveva accesso diretto agli alti ordini. Il destino però lo avrebbe condotto ad altro. Quando il vescovo di Myra morì, i vescovi dei dintorni si riunirono per decidere della nuova elezione. Di notte uno di loro ebbe in sogno una rivelazione. Un giovane sarebbe entrato all’alba nella chiesa: lui sarebbe stato il nuovo vescovo di Myra. Il consesso dei vescovi ascoltò la rivelazione e passò la notte a pregare. Nicola entrò nella chiesa alle prime luci dell’alba come era stato profetizzato e così fu proclamato vescovo. Attenzione: l’episodio non è supportato da prove storiche certe. L’elezione episcopale comportava l’espressione popolare della preferenza ma, a quanto pare, l’agiografo che tramanda questo episodio ha deciso di romanzare un po’ il tutto. Non essendoci prove che lo confutino, la tradizione si è consolidata sulla strada dell’elezione casuale.

4. Prese a schiaffi un altro vescovo
Anche qui le notizie sono ancora tutte da comprovare a livello storico e si fondono per buona parte con la leggenda. La tradizione ci dipinge Nicola di Myra come uomo verace, burbero e combattivo. Durante il Concilio di Nicea, ascoltando la posizione di Ario che riteneva Cristo non divino quanto il Padre, Nicola si adirò e schiaffeggiò il teologo nordafricano.
Quando l’imperatore Costantino seppe del fatto, ordinò la reclusione di Nicola, privandolo dei paramenti sacri. I carcerieri avevano preso a sbeffeggiarlo e a bruciargli la barba di notte. Quando Nicola un mattino si accinse a celebrare la celebrazione, si narra che la Vergine scesa dal cielo per ridargli i paramenti tolti e fargli ricrescere la barba bruciata.

Nel prossimo articolo scopriremo perché si suol dire “Vai a rubare a San Nicola” o perché si allude ironicamente alle “tre palle di San Nicola” e altre curiosità sul nostro santo di Myra.

foto tratta da basilicasannicola.it

 

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