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I miti di fondazione delle nostre città, Foggia

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fondazione-citta-foggia


di Teresa Gallone

Negli scorsi articolo abbiamo conosciuto gli eroi che fondarono secondo il mito le nostre città, abbiamo scoperto quali sono state le loro imprese, quali i loro colpi di fortuna, quali i loro errori. Abbiamo visto Taras e Brento, figli di dei che fondano Taranto e Brindisi, Barione, valoroso condottiero che colonizzò e popolò Bari ed Euippa, figlia del re di Lecce che protesse la città.
Chiudiamo il nostro sentiero alla scoperta dei miti di fondazione delle nostre città con la storia di Foggia.

La storia comprovata
Le origini del centro risalgono al Neolitico (VI-IV millennio a.C.). Il villaggio che sorge dove ora c’è l’attuale Foggia era ampio e prospero. Gli abitanti erano esperti agricoltori. Nulla di rilevante si attesta per questo centro che rimane immutato alla conquista romana. Il nucleo dell’attuale città comincia a formarsi intorno all’anno 1000 dopo la conquista normanna, sui resti del mitico centro di Arpi.

Il mito classico: Dauno e Diomede
Secondo il mito la zona fra l’Ofanto e il Fortore fu conquistata e colonizzata dai dauni guidati dal loro re Dauno. Alla fine della guerra di Troia, l’eroe acheo Diomede re di Argo approdò sulle coste dei dauni chiedendo aiuto e ospitalità al loro re. Dauno accolse il re acheo. Questo nel frattempo si insediò nelle isole Tremiti che chiamò Diomedee e da lì sbarcò sulla terraferma per fondare la sua città, Argos Hippium. Questo centro prese nel tempo il nome di Arpi e, forte della sua fondazione eroica, dominò l’intera zona, arrivando ad allearsi addirittura con Annibale e contro Roma dopo la disfatta di Canne.
Arpi venne però sottomessa inevitabilmente a Roma e perse il suo predominio sulla zona.

La leggenda cristiana:
la Madonna delle fiammelle

L’antico centro classico di Arpi scomparve nel tempo. La zona fu ripopolata da querceti e sottobosco. La tradizione vuole che intorno al 1073 alcuni pastori avessero fatto una scoperta insolita: avevano notato una tavola di legno coperta da teli, circondata da tre fiammelle e accompagnata da un bue che pareva inginocchiato.
I tre uomini tolsero le tele dalla tavola e notarono che, benché fosse fradicia d’acqua poiché rinvenuta nei pressi di un laghetto, presentasse nitida l’icona della Vergine. Il miracoloso ritrovamento fu portato alla celebre Taverna del Gufo che divenne luogo di aggregazione religiosa famosissimo nella zona, tanto da cambiare nome: Santa Maria de Focis (delle fiammelle).
Si sparse la voce che la tavola fosse stata dipinta da san Luca e poi portata nell’antica Arpi nel 600 d.C., custodita da un contadino che ebbe la premura di avvolgerla in teli.
La zona di Santa Maria de Focis diventò nel tempo Focia, ora l’attuale Foggia.

Con questa leggenda di fondazione a metà fra il mito classico e cristiano si chiude il nostro percorso alla scoperta della storia della nascita delle nostre città più importanti.

 

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