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Palazzo Settanni presenta “Νόστος, omaggio a Ferdinando Pedone”

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Le opere di Domenico Pinto e il ricordo
di Ferdinando Pedone


di Teresa Gallone

Contenitore culturale per eccellenza, si trasforma, si fa terra accogliente, sorride ai ritorni Palazzo Settanni. È nella serata del 7 settembre scorso che che la Terrazza Donna Giulia diventa porto aperto ai ricordi, alla gratitudine e all’affetto per Ferdinando Pedone, scomparso nel novembre 2018.

Noto architetto rutiglianese, anima votata al culto dell’arte in ogni sua forma, Ferdinando Pedone ha riempito la sua vita di colori, forme, materiali, prospettive e punti di vista sempre nuovi. Testimoniano questo amore sconfinato le sale di Plenilunio alla Fortezza (Mola di Bari), Plenilunio Punta Paradiso (Polignano a Mare), Palazzo Plenilunio (Rutigliano), Villa Plenilunio (Bali, Indonesia), Suite Plenilunio (Ibiza, Spagna), di cui è stato proprietario e gestore.

È proprio l’arte che abbraccia il suo ritorno, con “Νόστος (nóstos, ndr), omaggio a Ferdinando Pedone” di Domenico Pinto, maestro ceramista di Grottaglie. Assieme al maestro Pinto nel vernissage inaugurale dell’esposizione la dottoressa Ilenia Dell’Aera, l’ingegnere e compagno di Ferdinando Marco Tolaro e i responsabili del Mudias e di Palazzo Settanni Giovanni Boraccesi e Francesco Dicarlo.

In un percorso che abbraccia i momenti più salienti dell’Odissea omerica, partenze, ritorni e riconoscimenti si suggellano sul corpo di cavalli di ceramica smaltata policroma, fino a Itaca, la terra del νόστος. Nelle ceramiche e nelle tinte unite, tanto amate da Ferdinando Pedone, Domenico Pinto disegna il viaggio e l’approdo sicuro di un Ulisse contemporaneo, multiforme e saldo davanti a nuove sfide.

Artista eclettico l’uno, mecenate sui generis l’altro, il maestro Pinto e Ferdinando Pedone instaurano dai primi momenti un rapporto di «amorevole sfida» a mettere in circolo arte e bellezza in modi sempre diversi. Dice di sentirsi «un maratoneta» il maestro Pinto, parlando di un viaggio nel viaggio, irto di ostacoli ma foriero di gioia infinita, quella di aver restituito alla sua Itaca un Ulisse tanto attaccato alla sua terra quanto sempre teso con le sue ali al folle volo.

Parla di  «simbiosi densissima» Ilenia Dell’Aera, che fa notare come nelle opere di Domenico Pinto si percepisca la personalità del committente, profondamente convinto del potere taumaturgico dell’arte e della libertà che la creatività richiede.
«Evviva l’arte, evviva la bellezza», così chiude la serata la voce stessa di Ferdinando Pedone, impressa su pergamena insieme ad altri suoi pensieri, memorandum affettuoso consegnato ai relatori dal maestro Pinto prima del consueto taglio inaugurale del nastro.

L’esposizione “Νόστος, omaggio a Ferdinando Pedone” osserverà i seguenti orari:
Sabato dalle 17:30 alle 20:30
Domenica dalle 18:00 alle 21:00
Lunedì 30/09/2019 dalle 17:30 alle 20:30


 

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