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Giovanni Chiaia, un tenore rutiglianese nei teatri del mondo

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di Vito Castiglione Minischetti*

Giovanni Chiaia, nato a Rutigliano il 26 febbraio 1893, figlio di Virginio e Teresa Lopez-Fido, fu nei suoi 30 anni di carriera uno dei tenori più ricercati per i talenti musicali e drammatici. Autodidatta, fu il classico tenore dotato di una gran bella voce, brillante e robusta, dal grande gusto interpretativo, esempio tipico della vecchia scuola italiana. La critica infatti ebbe parole di elogio per le peculiari qualità della sua voce, in particolare nell'interpretazione di Alfredo nella Traviata al Teatro Petruzzelli di Bari. Il 20 gennaio 1929, la Gazzetta del Mezzogiorno scrisse: «Nelle vesti di Alfredo si presentò [...] il cav. Chiaia. [...] E Giovanni Chiaia offrendo generosamente il suo valido contributo, e per la terza volta in questa stagione, ha avuto ragione di un nuovo lusinghiero successo dovuto ai suoi mezzi vocali oltre che alla sua fervida intelligenza di artista...». E ancora, al Teatro Puccini di Milano, nell'interpretazione de La forza del destino di G. Verdi, il Corriere della sera del 4 novembre 1934 scrisse: «Una decorosa edizione de La forza del destino [...], è valsa infatti a porre nuovamente in bella luce le resistenti qualità vocali della nota artista [Tina Poli Randaccio] che ebbe a valorosi compagni, sul palcoscenico, il tenore Giovanni Chiaia nel personaggio plasticamente rilevato di Don Alvaro [...]». Durante tutta la sua carriera, fra gli anni Venti e Trenta, cantò quasi sempre in ruoli cosiddetti pesanti, come Radamès, Manrico, Don Josè, Canio o Pollione.giovanni chiaia 2

Le belle voci non mancavano in Italia in quei tempi, e quella del M° Chiaia occupa senza dubbio una posizione di spicco nel mondo della lirica. Conosciuto in tutta l’Italia e all’estero come fra i maggiori cantanti dell’opera mascagnana, fu interprete oltre che nella Cavalleria rusticana, nelle opere liriche Amica, Iris, Isabeau, Il piccolo Marat.

Nell'agosto del 1916, all’età di 23 anni, esordì al Teatro Mercadante di Napoli nella Cavalleria rusticana di P. Mascagni con il ruolo di Turiddu. Si affermò successivamente nei maggiori teatri italiani ed esteri, per citarne alcuni, tra quelli italiani: Petruzzelli e Piccinni di Bari; Donizetti di Bergamo; Duse e Comunale di Bologna; Politeama di Genova; Lirico, Carcano, Dal Verme, Puccini di Milano; San Carlo di Napoli; Politeama Garibaldi di Palermo; Verdi di Pisa; Adriano, Morgana, Nazionale, Quirino di Roma; Politeama di Reggio Emilia; Regio di Torino; Verdi di Trieste; Malibran di Venezia; ― tra quelli europei: Staadt Oper di Francoforte, Coliseu dos Recreios di Lisbona, Covent Garden di Londra (?), Opéra di Losanna, Teatro Real di Madrid, Imperial Opera (Bolshoï) di Mosca (?), Palais de la Méditerranée di Nizza, Staatsoper di Vienna (?); ― tra quelli americani: Academy of Music di Brooklyn (New York), Polo Grounds di New York, Stadium Friday Eve. di Monreale; ― e tra quelli latino-americani: Colón di Buenos Aires, Lirico di Rio de Janeiro, Santana di San Paolo, Municipal di Santiago del Cile, Victoria di Valparaíso. Nel 1921 e 1922, cantò in Egitto, al Kursaal Dalbagni del Cairo, e nel 1923, in Indonesia e a Singapore.

Dalle ricerche effettuate presso l’Archivio del Museo Teatrale alla Scala di Milano, non è stato trovato traccia di Giovanni Chiaia sul palcoscenico di questo teatro come non è attestata una sua eventuale presenza al Metropolitan Opera di New York. Certo, il tenore Chiaia come altri cantanti di quel tempo non ottennero la popolarità delle star dell'opera ― Gigli, Schipa, i giovani Del Monaco e Di Stefano ― ma riempivano magistralmente gli altri teatri d’opera in Italia e all’estero con la loro voce tipicamente italiana.giovanni-chiaia-art  2

Il repertorio di Giovanni Chiaia, vasto ed eterogeneo, comprende oltre trenta opere in ruoli per la maggior parte di primo tenore assoluto, tra cui spiccano i seguenti titoli: Aida nel ruolo di Radamès, Andrea Chénier (Andrea Chénier), Anna Karenina (Vronskij), Un Ballo in maschera (Riccardo), La Bohème (Rodolfo), Carmen (Don José), La Fanciulla del West (Dick Johnson), La Forza del destino (Don Alvaro), Lucia di Lammermoor (Edgardo), Madama Butterfly (Pinkerton), Manon Lescaut (Des Grieux), Mefistofele (Faust), Norma (Pollione), Pagliacci (Canio), Tosca (Cavaradossi), La Traviata (Alfredo), Il Trovatore (Manrico), Turandot (Calaf). Singolare fu la sua interpretazione, nel 1922, al Teatro Dal Verme di Milano, nell’opera dialettale futurista di Francesco Balilla Pratella (allievo di Mascagni), La Sina d'Vargöun (Rosellina dei Vergoni), "Scene de la Romagna bassa per la musica".

Tra il 1929 e il 1930, Giovanni Chiaia incise alcune facciate discografiche, quasi tutte registrate presso la Columbia di Milano, fra queste: Norma di V. Bellini, Ernani, La forza del destino e Trovatore di G. Verdi, Iris di P. Mascagni, Carmen di G. Bizet, Tosca di G. Puccini. Inoltre, la casa discografica inglese Rubini Records incise nella serie "The Rubini Collection-GV.549" una compilation delle arie di tenori italiani degli anni Venti, fra i quali troviamo lo stesso Giovanni Chiaia nel Trovatore (Ah! si, ben mio) di G. Verdi.giovanni chiaia 1

La sue ultime esibizioni conosciute sono del gennaio 1945, al San Carlo di Napoli, e del giugno dello stesso anno, al Piccinni di Bari, nella Fedora di U. Giordano.
Sono poche le informazioni biografiche ed artistiche attualmente a nostra disposizione, soprattutto dopo gli anni Quaranta. Si ipotizza che sarebbe emigrato negli Stati Uniti dove sarebbe deceduto nel 1965.

Forse, Rutigliano, sua città natale, potrebbe valutare l'opportunità di intitolare il futuro "Teatro Comunale" al Tenore Giovanni Chiaia, quale degno rappresentante del "Belcanto Italiano"?

*Ex Conservatore della Bibliothèque nationale de France

N. B. Uno dei ritratti di Giovanni Chiaia è stato realizzato dal fotografo triestino Carlo Braulin (1859-1949), il quale aveva fotografato, verso la metà degli anni Venti, il poeta francese Paul Valéry. Il positivo del Chiaia si trova presso la Biblioteca di Trieste.

Si ringraziano, per le fotografie John Di Lollo, per la cronologia il website di Roberto Marcocci e, per le informazioni anagrafiche, la Sig.ra Rosa Dioguardi dell'Ufficio Stato Civile del Comune di Rutigliano.


Fonti e Bibl.:
- K. J. Kutsch - Leo Riemens, Großes Sängerlexikon, München, K. G. Saur, 2003 [p. 816];
- «The Canadian Jewish Chronicle », 15 agosto 1930;
- Catalogo generale Columbia 1929 e 1930;
- «Corriere della sera »,  [1915-1965];
- Archivi storici di diversi teatri italiani.
http://www.esdf-opera.de/saengerliste/saengerliste%20c.html http://forgottenoperasingers.blogspot.com/2011/12/giovanni-chiaia-tenor-rutigliano-di.html
http://www.historicaltenors.net/italian/chiaiabiography.html
http://www.lavoceantica.it/Tenore/Chiaia%20Giovanni.htm

 

Commenti  

 
0 # Ariete65 2019-03-08 21:14
Bell'uomo!!! :lol:
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+3 # Viki 2019-03-08 18:19
Si dovrebbero studiare nelle scuole medie almeno i più famosi personaggi storici di Rutigliano, magari prendendo spunto dalle strade a loro intestate.
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