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Rassegna “Terra di Puglia, atmosfere del Mediterraneo” a Torre Belvedere

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Rutigliano nelle pagine di “Puglia”, libro di viaggio di Ughetta Lacatena

di Teresa Gallone

Si aprono sul Mare Nostrum le porte di Torre Belvedere con “Terra di Puglia, atmosfere del Mediterraneo”, evento tutto dedicato all’approfondimento di cultura, musica e arte del bacino.

Tassello di spicco nel mosaico mediterraneo e riflesso dell’eterogeneità che distingue la macro regione, è la Puglia a far da protagonista nella serata del 1 agosto scorso, indagata e vissuta da Ughetta Lacatena, autrice del «libro di viaggio» “Puglia” (Morellini Editore). Ad affiancarla Paola Borracci, responsabile del Presidio del Libro di Rutigliano nonché titolare di Torre Belvedere e Mauro Morellini, editore e autore. Accompagnano con intermezzi di musica etnica e popolare la voce di Maria Giaquinto e la chitarra di Giuseppe De Trizio dei Radicanto. Concludono le creazioni dello chef Hussein Saleh.

Molteplici talenti e approcci variegati si intrecciano una serata che vuole essere cammino di approfondimento delle diversità che da secoli nutrono e distinguono noi, figli del “ventre liquido tra Asia, Africa ed Europa”. La consapevolezza dell’eterogeneità come ricchezza è base del lavoro di Ughetta Lacatena e del suo «libro di viaggio» in Puglia che coinvolge anima e pancia del viaggiatore, supportata dall’esperienza di Mauro Morellini, abbagliato dal genius loci delle nostre terre e memore delle «immagini forti» che la Puglia gli ha regalato.


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«Il rapporto di lavoro e stima con la Morellini Editore è di vecchia data», ci riferisce l’autrice a colloquio privato, «È stato esattamente l’anno scorso che Mauro (Morellini n.d.r.) mi ha proposto questo lavoro dopo la nascita della collana Insider, guide di viaggio scritte da autoctoni del territorio proposto e ambasciatori di luoghi inconsueti. Il nostro compito sarebbe quello di far scoprire una terra autentica, lontana dalle località che attraggono il turismo di massa».

L’itinerario proposto da Ughetta Lacatena non guarda al turista consumista ma mira al viaggiatore filosofo, un po’ sentimentale e vagabondo, capace di meravigliarsi davanti a dettagli apparentemente insignificanti anche agli autoctoni. Di qui l’idea di dedicare un capitolo della sua opera all’ormai celebre “pacco da giù”.

«Condivido con la lungimirante Paola Borracci il pensiero che fu di un nostro maestro comune, il semiologo Perini. Noi neonati operatori nel settore turistico culturale abbiamo subito la piaga del “marketing descrittivo”, inefficace e in poco evoluto in “marketing narrativo”. Il nostro è un lavoro speso per i viaggi “sentimentali”, i viaggi che devono ispirare, i viaggi dell’anima».


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Si tratta di un lavoro che mira a connettere l’anima del viaggiatore con quella sfaccettata e plurima della Puglia e che, inevitabilmente, finisce per coinvolgere anche quella dello scrittore.
«Mi sono lasciata sedurre» - continua l’autrice, tarantina di nascita - «da percorsi riscoperti, dai ricordi d’infanzia, dal caleidoscopio di vecchie e nuove emozioni. La differenza la fanno anche le persone, i conoscitori della zona, persone belle nell’anima!».

Scoperta e riscoperta, anima e corpo della Puglia si fondono nella “Filosofia del Gusto” di Paola Borracci, protagonista con Rutigliano e Torre Belvedere di una pagina del libro di viaggio di Ughetta Lacatena.
«Conosco Rutigliano e in compagnia di Paola Borracci e di Mauro Morellini sono andata alla scoperta della cittadina. Oltre alle prelibatezze gastronomiche ho molto apprezzato la Chiesa Madre e alcuni palazzi barocchi. Cosa mi ha colpito di più? La pulizia della città!».


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Punto di forza della “Filosofia del Gusto” è la commistione fra cultura ed enogastronomia, esplorazione e accostamento di peculiarità, grazie anche alla preziosa collaborazione dello chef libanese Hussein Saleh, ideatore delle proposte gastronomiche per l’evento.
«Siamo entrambe innamorate di questa terra. Non potevo non citare nella guida un posto in cui si respira letteralmente la cultura della Puglia e del Mediterraneo tutto. Come non considerare cultura l’idea di mescolare e reinventare la gastronomia del nostro bacino?».

In un percorso che fa del dettaglio il cardine, in un territorio così variegato, non può mancare l’attenzione e l’approfondimento delle pieghe negative, delle pecche che tendono a essere celate all’occhio del viaggiatore e che vanno a intaccare anche la vita dell’autoctono.
«Il turismo è occasione di miglioramento anche per chi abita le località. Ovunque c’è molto che può essere migliorato. In Puglia è il problema dei trasporti a spiccare. Un altro tasto dolente? Molti operatori del settore non conoscono neppure una lingua straniera. Ciò che conta innanzitutto è fare rete, fare dell’eterogeneità un punto di forza e non di frammentazione e di competizione. Questo non solo per il viaggiatore ma anche per gli autoctoni».

 

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