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Carabinieri all'ospedale San Giacomo, comunicato della Procura con video

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Procura della Repubblica di Bari
Comunicato stampa
18 luglio 2019

 

 

Nella giornata di oggi militari della Stazione Carabinieri di Monopoli e della Compagnia Carabinieri di Monopoli hanno dato esecuzione all’ ordinanza di applicazione di misure cautelari - arresti domiciliari ed obbligo di dimora - emesse dal G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta di questa Procura, nei confronti di personale sanitario (medico, infermieristico, tecnico), amministrativo ed  ausiliario in servizio all’ Ospedale “San Giacomo” di Monopoli responsabile di  numerosi fatti di truffa aggravata in danno della ASL Bari, di false attestazioni o certificazioni, di falsità ideologica in atto pubblico (art. 640 cpv. n. 1 c.p., art. 55 quinquies T.U. sul Pubblico Impiego, art. 483 c.p.) connessi all’ allontanamento arbitrario, in assenza di permessi o autorizzazioni, dal luogo di lavoro con omissione dell’ inserimento della scheda magnetica nell’ apparecchio marcatempo, con l’ esecuzione di tali operazioni di registrazione, in entrata e/o in uscita, da parte di soggetti diversi dal dipendente interessato ovvero con la produzione successiva di false dichiarazioni sostitutive.

I provvedimenti  di arresti domiciliari son stati eseguiti nei confronti delle  persone di :
-          TODISCO Angelamaria, dirigente medico responsabile del Servizio Immunotrasfusionale
-          DI GIULIO Gianluigi, dirigente medico responsabile dell’ Unità di Radiodiagnostica
-          DIBELLO Rinaldo, dirigente medico responsabile del Servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva
-          DALENA Egidio, dirigente medico responsabile del Reparto di Otorinolaringoiatria
-          MORETTI Girolamo, dirigente medico presso il Reparto di Radiodiagnostica
-          LOPRIORE Vincenzo, dirigente medico responsabile del Reparto di Cardiologia
-          SANTAMATO Sabino, dirigente medico responsabile del Reparto di Ginecologia ed Ostetricia
-          RENNA Leonardo, dirigente medico presso il Reparto di Ginecologia ed Ostetricia
-          BOSIO Antonio, operatore tecnico presso la Direzione Sanitaria
-          PELLEGRINI Anna, assistente amministrativo
-          SARDANO Giancarlo, collaboratore amministrativo-professionale
-          MEULI Giuseppa, infermiera presso il Reparto di Ginecologia ed Ostetricia.

L’ ordinanza di arresti domiciliari ha interessato anche altro dirigente medico responsabile di Unità Operativa. Il relativo provvedimento non è stato eseguito perché l’ interessato è temporaneamente all’ estero e dovrebbe far ritorno in Italia nella tarda serata di oggi.

I provvedimenti di obbligo di dimora hanno interessato:
-          SCARDIGNO Anna Consiglia, dirigente medico presso l’ U.O. di Chirurgia
-          PANTALEO Angela, dirigente medico presso l’ U.O. di Medicina
-          MARASCIULO Cosimo, dirigente medico presso il Reparto di Ginecologia
-          MATARRESE Marilena, dirigente medico presso l’ Unità Operativa Immunotrasfusionale
-          DI TARANTO Francesco Paolo, dirigente medico presso il Reparto di Otorinolaringoiatria
-          CAPPELLI Giuseppe, medico del Servizio di Sorveglianza Sanitaria e Radioprotezione Medica – Medicina del Lavoro
-          D’ ONGHIA Fulvia, dirigente medico presso il Reparto di Ortopedia
-          FINO Francesco, dirigente medico presso il Reparto di Cardiologia
-          LIMITONE Domenico Antonio, dirigente medico presso il Reparto di Urologia
-          BIANCO Rosa, infermiera presso l’ Unità Operativa di Medicina e Chirurgia di Accettazione e di Urgenza – Pronto Soccorso
-          DE RINALDIS Concetta, infermiera presso il Reparto di Endoscopia Digestiva
-          LACASELLA Pasquale, infermiere presso l’ Unità Operativa Medico Competente Autorizzato
-          DE LAURENTIS Carmela, infermiera presso il Reparto di Pediatria
-          LOBEFARO Erasmo, operatore tecnico
-          FRATELLA Francesco, operatore tecnico con mansioni di autista ambulanza
-          BRESCIA Gianfranco, operatore tecnico con mansioni di autista ambulanza
-          PALMISANO Sante, operatore tecnico con mansioni di autista ambulanza.

Al FRATELLA, al BRESCIA ed al PALMISANO è stato contestato anche il delitto di peculato connesso all’ appropriazione ripetuta, per fini diversi da quelli istituzionali, di ambulanze ed autovetture di servizio recanti i segni distintivi della ASL Bari, con uso momentaneo dei mezzi.

La misura dell’ obbligo di dimora ha interessato anche:
-          SPERTI Marco, dirigente medico presso l’ Unità Operativa di Traumatologia-Ortopedia dell’ Ospedale “San Paolo” di Bari, coniuge di MATARRESE Marilena
-          MEZZAPESA Margherita, infermiera presso Dipendenze Patologiche Sud Barese – SERT

-          BATTAGLIA Carlo, persona che svolgeva abusivamente l’ attività di “parcheggiatore” all’ esterno dell’ Ospedale San Giacomo, il quale, in più occasioni, è stato sorpreso ad inserire il cartellino magnetico di MEULI Giuseppa, in entrata e/o in uscita, nell’ apparecchio marcatempo in sostituzione della dipendente.

Il G.I.P.  ha accolto le  richieste avanzate da questa Procura all’ esito di una complessa attività di indagine svolta dei militari della stazione Carabinieri di Monopoli - anche attraverso il monitoraggio con telecamere degli  accessi e delle aree di ingresso dell’ ospedale, in prossimità della apparecchiature marcatempo, oltre che con servizi di osservazione, controllo e pedinamento del personale - ed avviata in seguito a plurime segnalazioni di fatti di “assenteismo” presso la struttura ospedaliera.

Sono emerse nel periodo di osservazione – nei mesi di ottobre, novembre, dicembre 2018 e gennaio 2019 – sistematiche e diffuse condotte di “assenteismo” (le persone sottoposte ad indagine sono più numerose di quelle nei cui confronti sono state adottate le misure coercitive) attuate con l’ arbitrario allontanamento del personale dalla struttura durante l’ orario di servizio, con protrazione dell’ assenza per alcune ore o anche per tempi più limitati, eventualmente ripetuta nel corso della giornata, ovvero con falsa registrazione  dell’ entrata e dell’ uscita avvalendosi anche  della collaborazione di terze persone (familiari, colleghi o conoscenti) o con la giustificazione strumentale – con false dichiarazioni rese successivamente agli uffici amministrativi – della mancata registrazione in entrata e/o in uscita (avaria della scheda, dimenticanza, smarrimento, etc.), condotte queste ultime ripetutamente e sistematicamente impiegate al fine di impedire il controllo sull’ attività lavorativa effettivamente svolta.

E’ stato accertato, durante il periodo di allontanamento dal luogo di lavoro, lo svolgimento di attività ed incombenze esclusivamente private (acquisti, consumazioni presso esercizi pubblici, etc.) e, in alcuni casi, anche lo spostamento in località marine,  presso le residenze estive.

E’ stato calcolato – e costituisce parte integrante delle contestazioni rispettive – l’ illecito profitto che ciascuno degli indagati ha procurato a sè con le condotte indicate, corrispondente alla retribuzione indebitamente percepita a fronte di prestazioni di lavoro non effettuate, con conseguente danno per l’ amministrazione pubblica di appartenenza.

 

Commenti  

 
+2 # cittadino 2019-07-18 18:50
Questo dimostra il tessuto sano nel tempo dei militari che svolgono un lavoro immane a cui tutti i cittadini ,molti,onesti devono ringraziare e portare sempre rispetto e dimostra sacche di gente che non rispetta il delicato lavoro cui sono preposti per cui si spera una mano forte e decisa per condannare senza se e senza ma !
 
 
0 # Deluso 2019-07-19 10:34
Tanto di cappello alle nostre forze militari. A mio avviso però questo dimostra il "fallimento" totale della politica italiana senza distinzione di schieramento. I dirigenti ASL nominati dalla politica….... Ospedali e distretti sanitari che si chiudono per mancanza di personale e progetti di costruzione di nuovi ospedali che si avviano e finanziano con soldi pubblici; vedi chiusura Putignano, trasferita a Monopoli in attesa della realizzazione (tra 20 anni minimo) del nuovo ospedale di Fasano; ospedale che sarà obsoleto quando finiranno di costruirlo; dicono tra l'altro in una zona notoriamente adibita negli anni passati a discarica. Cose da pazzi che possono succedere solo nel nostro Paese!!! Per non dire che come tutte le cose in Italia, anche per questa questione finirà tutto in una bolla di sapone: nessuno sarà licenziato o condannato a risarcire lo Stato, cioè noi.
 

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