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Cappella del “Messeni”, restaurata e benedetta la Pietà

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di Gianni Nicastro

Era ormai in avanzato stato di degrado il quadro della Madonna della Pietà che è nella cappella votiva posta all’ingresso dell’Istituto Messeni. Ad agosto scorso, infatti, il quadro è stato sottoposto a un intervento di restauro eseguito a titolo gratuito dalla restauratrice conservatrice Maria Antonietta Catamo.
Giovedì scorso nella cappella votiva all’ingresso del giardino c’è stata una piccola cerimonia con don Dalpin, parroco dell’Addolorata, che ha benedetto il quadro restaurato della Pietà dopo aver officiato una messa di suffragio in memoria dei parenti di utenti e operatori scomparsi recentemente.

Alla benedizione, che si è svolta in un clima sereno e festoso, hanno partecipato tutti, utenti del Centro Diurno, alunni, familiari e operatori. Erano presenti anche l’assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Bari, Giuseppe Quarto, la direttrice del “Messeni” Rosanna Lallone, il presidente della Sezione Provinciale di Bari dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Luigi Iurlo, il Vicepresidente del “Messeni” Pasquale Rizzi, il rappresentante dei genitori e degli utenti videolesi nel Consiglio di Amministrazione Salvatore Turturo insieme ad alcuni volontari e amici della struttura. 
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Dunque il quadro della Pietà necessitava proprio di un restauro. «Certo, era completamente scolorito e addirittura si era gonfiato perché è di legno. Quindi siamo riusciti, grazie a questa artista che gratuitamente si è offerta, a recuperare una importante immagine della Madonna della Pietà; sarebbe stato un sacrilegio perdere quest’opera antica e, quindi, non possiamo che essere grati per questo recupero», ci ha detto la dott.ssa Rosanna Lallone.

«Pensando a un intervento di restauro ci è venuta questa bella idea di farlo insieme alla dott.ssa Maria Antonietta Catamo il cui papà (Pippo Catamo, n. d. r.) ha dato molto a questo istituto, ha fatto tanti lavori gratuitamente», ha aggiunto Laura Altieri, funzionario amministrativo dell’Istituto. Come si legge dalla scritta sotto al quadro la cappella è stata “rifatta e abbellita in memoria di Gino Messeni Localzo 1954”. Questa cappella, quindi, esisteva prima che fosse costruito l’istituto. «Sì, già esisteva -ci ha risposto la dott.ssa Altieri- è stata forse rifatta durante la costruzione dell’istituto Messeni le cui attività sono iniziate nel 1955 e l’anno prossimo festeggeremo i 60anni di attività».

Anche Vincenzo Rotolo, funzionario amministrativo del “Messeni”, ringrazia Maria Antonietta Catamo che  «nelle vacanze estive -ha precisato- si è dedicata veramente con grande amore e gratuitamente a restaurare il quadro della Pietà che ormai era tutto rovinato».

«La cappella probabilmente era situata in un luogo differente, forse sulla strada o in prossimità del cancello, non lo sappiamo» ci ha detto subito la restauratrice, raggiunta al telefono perché fuori Rutigliano, alla quale abbiamo chiesto notizie sulla cappella votiva posta su una strada particolare, quella che porta al Santuario del SS. Crocifisso dove sono presenti altre cappelle votive. «Quello che io ho notato è che la Pietà, diciamo come stazione, dovrebbe essere quella successiva, quella grande», ha detto Maria Antonietta Catamo.

Le abbiamo chiesto se conosce l’età del dipinto. «Non avendo una firma -ha risposto- dai materiali posso dirle che è del ‘900 perché è un piccolo foglio di impiallacciatura montato su un telaio, quindi un dipinto su legno». Come è avvenuto il restauro, ha dovuto rimuovere il quadro? «E’ stato rimosso ed è stato sostituito il telaio, è stata messa in pressa la lamina di legno e c’erano delle fenditure che sono state colmate. Ho preferito, per scelta, non ritoccarlo molto anche perché ho lascato che fosse percepibile da parte dei ragazzi non vedenti l’effetto un po’ scabro della superficie in modo che, toccandola, si possano percepire i contorni della figura così come era». Quindi il disegno è in qualche modo in rilievo. «No, non è in rilievo, però, siccome non ha preparazione, le pennellate sono percepibili al tatto; se lo avessi ritoccato molto, avrei tolto questa caratteristica peculiare della superficie».

L’Istituto Messeni è un centro provinciale, alla luce della eliminazione delle province e delle imminenti elezioni del consiglio metropolitano che ne assumerà tutte, o una parte, le competenze, abbiamo chiesto all’assessore provinciale Giuseppe Quarto cosa succederà all’Istituto, se le cose cambieranno o rimarranno così come sono. «Mi auguro che non cambi nulla», ci ha risposto con una certa preoccupazione l’assessore. «Tecnicamente non dovrebbe cambiare nulla, però, le nuove normative possono far cambiare qualcosa, ma non credo. Comunque il Messeni resterà in piedi e in auge tranquillamente».

Non sono chiare ancora quelle che saranno le competenze, rispetto a strutture come questa, tra la regione il consiglio metropolitano e il sindaco di Bari. «Sinceramente non si è capito bene -ha aggiunto l'assessore- perché, in effetti, la norma non è che sia molto chiara, anche per quanto riguarda gli educatori e altro diciamo che c’è la norma, ma c’è il problema delle risorse e, in effetti, senza soldi non si va da nessuna parte. Su questo ci sarà da lavorare, ma non credo che nessuno possa permettersi di intaccare l’Istituto Messeni».



 

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