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ANCORA SULLA SAGRA DELL’UVA EDIZIONE 2011

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Nella prima parte, riassumendo, ho scritto:
- Il prodotto uva deve essere l’oggetto principale e determinante della sagra;
- La sagra deve valorizzare e promuovere nei modi più fantasiosi la nostra uva e la nostra città d’arte;
- Il passato dovrebbe servire a migliorare;
- Questa sagra non ci è piaciuta.

I commenti negativi o positivi al mio scritto sono stati pochi. Grazie.
Le invettive, le cattiverie, gli attacchi personali sono stati tantissimi. Sarebbe stato più dignitoso rivolgerli a viso aperto e non in anonimato. 
Scriviamo della sagra che io e molti amici abbiamo visto, amici tra i quali c'erano braccianti agricoli e coltivatori diretti.

Al centro della festa nei pressi del grande palco vicino al monumento e davanti al bar Creatore vi erano due grandi bancarelle con un fronte di circa venti metri. Nella prima c’era una bella esposizione di nocelle, lupini, caramelle, fichi secchi, ecc. ecc., l’altra era allestita per la vendita di salsicce, capocollo, provolone e altri cibi cotti in una brace grandissima che “profumava” di carne arrosto tutti i malcapitati che passavano vicino al monumento o che passeggiavano al viale della stazione.

Nel viale, al centro, era posizionato un bello stand della Coldiretti e per tutto il viale vi erano bancarelle di nocelle, lupini, marmellate, prodotti csagra_stand_testoaseari, miele di tutti i tipi e altri prodotti non meglio identificati.

Dietro il bar Creatore (zona parcheggio) si poteva ammirare un bellissimo stand con uve pregiate incorniciate come veri quadri d’autore, e eleganti signorine che regalavano l’uva ai visitatori. Ai lati di questo bellissimo stand vi erano bancarelle di salsicce, panini, capocollo ed altro.
In piazza Cesare Battisti vi erano vari stands e in Cortile Castello una collettiva d’arte che ho apprezzato moltissimo. In piazza Colamussi vi erano molti stands, alcuni allestiti con cura, altri non oso giudicare e vi era in molte postazioni uva e… fornello pronto, pizzeria, focacceria, friggitoria ecc. ecc.

Questa è in sintesi la sagra che ho visto e che ho commentato con i miei amici. Molte cose mi sono piaciute, moltissime no. I criteri da seguire secondo il mio modestissimo parere sono di creare un percorso di musica popolare, arte e folklore e poi:
1) Individuazione di aree centrali dove l’uva e solo l’uva deve essere oggetto di fantasiosi stands che valorizzano e promuovono il nostro prodotto. Unitamente a questi inserire stand di associazioni culturali (esempio Pro Loco, Archeoclub, e istituzioni pubbliche che comunicano ai forestieri RUTIGLIANO, la sua storia, la sua cultura, le sue bellezze naturali. SIAMO SEMPRE UNA CITTA’ D’ARTE.

2) Individuazione di due zone. Nella prima più periferica inserire bancarelle di prodotti vari e cibi non cotti. Nella seconda inserire stands di associazioni che oltre a promuovere l’uva sono vocate alla ristorazione, nell’intesa di rispettare i canoni minimi delle leggi sanitarie vigenti, per esempio:
- Fornelli, cucine e attrezzature a norma per la preparazione di cibi in aree pubbliche;
- Le persone addette alla preparazione di cibi cotti o fritti e gli incaricati alla distribuzione devono indossare grembiuli, copricapi e guanti in lattice;
- Utilizzare piatti e posate monouso;
- Utilizzare cappe per i fumi di cottura;
- Provvedere d’intesa con gli organi competenti a smaltire l’olio esausto in appositi contenitori separatamente dai rifiuti solidi e urbani;
- Installare nelle vicinanze bidoni idonei per la raccolta differenziata.

Concludendo, mi sono ricreduto, questa sagra è stata la più bella e la più “moderna” degli ultimi trent’anni. Comunque, sono sempre disponibile ad un dialogo serio e a confrontare le mie idee con chiunque senza distinzioni politiche.

Dott. Silvestro Borracci

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