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UNITÁ ALZHEIMER. CHIUSO UN SERVIZIO A COSTO ZERO

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Da un paio di giorni sul lato della porta dell’ufficio del dott. Marino Giuliano, neurologo del poliambulatorio di Rutigliano, campeggia un avviso che segnala agli ignari pazienti la chiusura del centro Alzheimer.

«Ieri improvvisamente mi è stata notificata una lettera da parte del direttore del Distretto socio-sanitario n.11 d.ssa Maria Tateo, con la quale mi si ordinava di sospendere immediatamente l’attività dell’Unità di valutazione Alzheimer», ci dice subito il dott. Giuliano da noi intervistato ieri pomeriggio.
«Tengo a precisare che in maniera veramente onorata dal 2000 questa attività va avanti, qui a Rutigliano, con un ordine di servizio della ASL, che mi ha attribuito il compito di svolgere queste funzioni per i soggetti più deboli, che sono gli anziani ammalati di demenza, in particolare di Alzheimer, per tutto il territorio Bari Sud della ex Bari 4 che comprendeva i distretti 4, 10 e 11».

Perché la sua Unità è stata chiusa dott. Giuliano.
«Il mio nome non era inserito in una determina regionale che individuava l’Unità di valutazione Alzheimer, probabilmente per un mero refuso, per una dimenticanza. Mentre sull’ordine di servizio della ASL del 2000 e anche, poi, ad aprile del 2001 (cioè dopo che è stata emessa questa determina regionale) il mio nome alla ASL risultava come referente di questa Unità».

A causa di «una interpretazione parziale delle carte e degli atti a disposizione dell’azienda -prosegue il neurologo- la d.ssa Tateo deliberatamente ha sospeso questo servizio». «Ma io prendo ordini dall’Azienda sanitaria -incalza- e c’è un ordine di servizio firmato dal dott. Chianura, responsabile del Dipartimento di Salute Mentale, e controfirmato dal dott. Galasso, direttore sanitario della ASL Bari, che mi affidano il compito di Unità di valutazione Alzheimer del distretto 4, 10 ed 11».

Il servizio che svolgeva l’Unità Alzheimer di Rutigliano era l’unico sul territorio. Sulla carta ce ne sono altre di Unità, «ma l’unica che ha funzionato dal 2000 fina ad oggi» è stata «quella Bari Sud che io ho diretto fino a ieri», ci riferisce il neurologo.
Proprio ieri si è dovuto disdire alcuni appuntamenti con pazienti Alzheimer a causa della sospensione del servizio. «Ci sono 18 pazienti in attesa di prima valutazione e di rivalutazione perché fanno terapia Alzheimer e che adesso dovranno andare in qualche altro centro e non si sa dove, perché non ci sono altri servizi sul territorio che svolgono questa funzione».

Dott. Giuliano, la d.ssa Tateo era a conoscenza del decennale servizio che il suo centro ha svolto sino a ieri.
«Certo, perché più volte ho sollevato il problema sul fatto che in questo territorio c’è una unità di valutazione Alzheimer diretta da me che era, diciamo così, accreditata per svolgere questa funzione. La d.ssa Tateo conosceva e conosce bene la questione delle Unità di valutazione Alzheimer, che dal 2000, con l’avvio del progetto Cronos, sono rimaste in piedi nel rispetto della nota 85 AIFA per la prescrizione dei farmaci per l’Alzheimer».

Mi faccia capire, ha solo sospeso l’Unità o l’ha completamente chiusa.
«Di fatto, con la lettera fatta mi si chiede di sospendere con effetto immediato, come se l’avesse chiusa praticamente, perché mi chiede di avere l’elenco dei pazienti in carico per poterli dirottare in un’altra sede, non si sa dove».

Da ora in poi, quindi, questi pazienti si rivolgeranno altrove.
«Si».

E qual è il centro più vicino.
«Il “Miulli” di Acquaviva, il “Di Venere” di Carbonara e il Policlinico».

Ci può dire, dott. Giuliano, dal 2000 fino a ieri quanti pazienti ha trattato all’anno -mediamente- la sua Unità.
«Questo servizio sicuramente ha potuto trattare, vedendo i piani terapeutici, anche un centinaio di persone».

Tutti di Rutigliano.
«No, anche di Adelfia, Mola, Conversano… Di tutto il territorio, perché questa Unità di valutazione Alzheimer, per disposizione dell’azienda, copriva il territorio dei distretti 4-10-11, cioè Bari Sud (con Japigia e Torre a Mare), Triggiano, Rutigliano, Mola e Noicattaro».

Che lei sappia, l’esistenza e l’attività del centro Alzheimer di Rutigliano, per la ASL, era un costo economico aggiuntivo?
«Assolutamente gratuito. Io ho svolto questo servizio per dieci anni in modo assolutamente gratuito».

Mi sta dicendo che dal 2000 a ieri la ASL non ha dovuto sopportare nessun costo per tenere aperto questo centro.
«Assolutamente nulla, se non la dispensazione, prevista dalla legge, dei farmaci per l’Alzheimer».

Ci spieghi meglio che tipo di servizio svolgeva questa Unità, si prescrivevano solo farmaci o si faceva anche assistenza.
«Il centro funziona così. Il medico curante chiede per i pazienti una visita persso l’Unità di valutazione Alzheimer, l’Unità valuta il paziente con delle indagini testistiche, misura le capacità cognitive, fa delle indagini strumentali e di laboratorio, completa la valutazione e, se il caso, prima che l’anziano cada in una situazione irreversibile, prescrive farmaci per l’Alzheimer».

Questo era il lavoro che svolgeva l’Unità Alzheimer di Rutigliano sospesa l’altro ieri, cioè quello «di fornire il servizio e la prescrizione dei farmaci agli anziani che ne avevano bisogno» che ora, conclude il neurologo, «non so dove potranno andare a “sbattere la testa”, sinceramente».


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