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DEMOLITO AMIANTO IN PAESE, UN PERICOLO PER LA SALUTE

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E’ successo stamattina. Due operai hanno demolito il tetto fatto completamente di amianto di un immobile in via Madonna delle Grazie, sulla destra dopo via Berlinguer; casa abbandonata e suolo che sembrano essere di proprietà di una ditta di costruzioni di Conversano.

Abbiamo chiesto a uno degli operai se sapesse che stava maneggiando amianto. «Lo so -è stata la risposta- siccome hanno avuto una segnalazione lo stiamo smontando perché, vedi, è tutto pericolante». Per operare sull’amianto ci vuole una ditta specializzata, non lo potete fare voi. «No, noi lo stiamo buttando tutto a terra onde evitare problemi, poi verrà la squadra a caricarlo e portarselo». Una operazione, dunque, condotta da personale non specializzato, privo delle più elementari precauzioni (tute e maschere antipolvere) per sé stesso e per la salute e la sicurezza dell’intero quartiere.

Incredibile, per il livello di consapevolezza diffuso oggi anche tra in non addetti ai lavori, è stato il metodo di demolizione usato, un metodo tanto semplice e spartano quanto assurdo e pericoloso: rottura delle lastre di eternit con piede di porco, caduta libera delle medesime sul pavimento interno. Il metodo ha sollevato polvere intrisa di particelle di amianto, si sono create -quindi- le condizioni di un insidioso inquinamento ambientale per tutti gli abitanti delle case di fronte al cantiere, oltre che per gli stessi due operai che questa polvere l’hanno respirata a pieni polmoni.

Chiamati da alcuni cittadini non appena accortisi di quello che stava succedendo, i Vigili Urbani sono intervenuti a tetto quasi interamente demolito. Il comandante della Polizia Municipale, Francesco Vita, è stato di poche parole, riferendo -senza entrare nel merito- dell’intervento del locale ufficiale sanitario ASL -dott. Palazzo- il quale sembra aver dato disposizione per la messa in sicurezza dell’area. Non siamo riusciti a sapere di più, domani approfondiremo la questione.

Una cosa è certa, per questo tipo di demolizioni è necessaria una comunicazione all’ufficio tecnico del comune. «Per togliere e sostituire dei pannelli di amianto, l’interessato deve fare una comunicazione ex art. 6 del DPR 380/2001 (il Testo Unico dell’edilizia, n.d.r.)», ci ha detto stamattina l’ingegnere comunale Erminio D’Aries.

Questa comunicazione la si invia al comune e deve specificare il giorno in cui si procede «alla sostituzione del tetto con nuovi pannelli» e «il nominativo della ditta» che deve eseguire i lavori, aggiunge l’ingenere.
«Per rimuovere l’amianto -ci dice ancora il tecnico comunale- è necessario che la ditta, prima di iniziare i lavori di rimozione ottenga l’autorizzazione dello SPESAL (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, istituto ASL, n.d.r.». D’Aries ha ribadito la buona pratica dettata dalle norme quando si ha a che fare con l’amianto: «E’ risaputo che l’amianto dà problemi quando lo si va a rompere, spezzare, questa è la cosa che proprio non si deve fare».

«Se si tratta di amianto -ha continuato- è necessario sia incapsulato, cioè tolto dal tetto e subito dopo chiuso ermeticamente senza sbriciolarlo, perché la pericolosità dell’amianto è rappresentata proprio dalle polveri che si sprigionano a seguito della rottura». «Se è vero quello che mi sta dicendo -ha concluso l’ing. D’Aries- stanno commettendo un grave reato, penale non amministrativo».

Altro rudere con tetto in eternit, vicino alla casa interessata dalla demolizione

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