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Il Ven. Mons. GIUSEPPE DI DONNA ricordato nel 70° della sua morte (2 gennaio 1952)

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mons didonna andria

 


Sac Pasquale Pirulli

La sera del 3 gennaio 2022 le comunità religiose e civili di Andria e di Rutigliano (Ba) in una solenne celebrazione eucaristica hanno ricordato il Ven. Mons. Giuseppe Di Donna.  Nella chiesa cattedrale di Andria il vescovo Mons. Luigi Mansi, con al suo fianco Mons. Giuseppe  Favale, vescovo di Conversano-Monopoli, il rev.mo P. Gino Buccarello, ministro generale dell’Ordine della SS.ma Trinità, e molti sacerdoti e religiosi, hanno ringraziato la SS.ma Trinità del dono che Giuseppe Rocco Giovanni Maria Didonna, nato il 23 agosto 1901 alle ore 16,00 da Domenico e Laura Santa Dicarlo, nella casa di via Conversano n. 17 Rutigliano, è stato per la chiesa malgascia quale missionario (1926-1939) e quella di Andria, che lo ha avuto solerte pastore negli anni 1940-1952.
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 Le comunità civili erano rappresentate dai rispettivi sindaci: Avv. Giovanna Bruno  (Andria),  Dott. Giuseppe Valenzano (Rutigliano).  Il vescovo Mons. Mansi nella sua commossa omelia si è soffermato sulla virtù della perseveranza che ha sempre sostenuto l’azione missionaria in Madagascar e quella pastorale nella diocesi di Andria in momenti storici difficili a causa della seconda guerra mondiale e della sofferta ricostruzione della pace sociale.

Sarà bene fare memoria degli ultimi avvenimenti della vita del santo religioso missionario trinitario  e solerte pastore della diocesi di Andria  
    Mons. Giuseppe Di Donna aveva avvertito i sintomi della sua malattia nel giorno di San Riccardo, patrono della diocesi di Andria, e il 20 settembre 1951 era ricoverato presso la Clinica Medica di Bari. I proff. Giovanni Dell’acqua e Sabino Luigi Losito, avevano individuato una neoplasia polmonare con metastasi alla colonna vertebrale. Dal 29 ottobre al 30 novembre è ricoverato all’ospedale Sant’Orsola di Bologna dove è assistito anche dal nipote prof. Giandomenico De Carolis. Ritornato nell’episcopio di Andria percorre l’ultimo tratto della sua via crucis curato dalle suore trinitarie Sr. Aurelia di Gesù  e Sr. Lorenza della Madre di Dio e dal fedele segretario Fr. Stefano Savanelli o.ss.t. Il 15 dicembre 1951 alla presenza del clero di Andria egli riceve i sacramenti dell’Unzione dei Malati e del Viatico Eucaristico.  Al P.  Fedele Passionista che lo visita il 30 dicembre 1951 dice: “Martedì salpa la nave!”.

Alle ore 14,28 del 2 gennaio 1952 si addormenta nel Signore “con calma, serenità e piena lucidità di mente, senza agonia”.
Il sindaco di Andria esprime  il cordoglio di tutti con un commosso manifesto: «Cittadini. – Il Vescovo mons. Giuseppe Di Donna, il buon Pastore di Andria, l’Uomo dal grande cuore, è morto dopo gravi sofferenze sopportate con serenità e cristiana rassegnazione. L’Amministrazione Comunale, che ho l’onore di presiedere, si inchina riverente e rende omaggio alla memoria dell’Uomo probo e del Sacerdomons didonna andria-1te integerrimo. Invito la popolazione a partecipare alle esequie del Presule in segno di affetto verso Colui che non disdegnò accostarsi costantemente agli umili. Il Sindaco Vincenzo Mucci – Andria 2 gennaio 1952».  

La sua salma il 3 gennaio 1952 viene esposta alla venerazione dei fedeli nella cappella di S. Riccardo (cattedrale) e “ un vero pellegrinaggio si protrasse per due giorni e due notti interrottamente. Due seminaristi non facevano altro che prendere oggetti dai fedeli e restituirli dopo averli deposti sulla venerata salma”.

Il giorno 5 gennaio 1952 si celebrano le esequie. presiedute dall’arcivescovo di Trani Mons. Addazi e l’orazione funebre è tenuta da Mons. Giuseppe Ruotolo, vescovo di Ugento-S. Maria di Leuca, nativo di Andria. Il presule ugentino richiama la lunga sofferenza che il defunto vescovo ha affrontato con amore e così lo Spirito Santo lo ha configurato al Buon pastore che dà la vita per le sue pecorelle: “E Gesù lo prese per mano e lo fece salire il Calvario della sofferenza per provarlo ancora nella stretta dell’angoscia, per purificarlo maggiormente e renderlo degno della gloria… E allo spirito eletto di lui dona il premio riservato ai giusti e la gloria eterna dei sdanti nel suo regno di amore”.

Dopo il corteo funebre per le vie della città, segnate dal <lutto cittadino>>, a Piazza Catuma il senatore Onofrio Jannuzzi dà l’ultimo saluto al buon pastore: “Mise in risalto la figura dello scomparso e ne sottolineò la carità esercitata negli undici anni del suo episcopato in Andria, a favore di tutti i bisognosi senza distinzione di parte. Disse che alla carità mons. Di Donna  unì una profonda umiltà, che fu il contrassegno della sua vita, unita ad uno spirito di sacrificio e di penitenza che sa d’eroismo”.

Sulla sua tomba, situata nel presbiterio, di fronte al trono vescovile  soltanto queste parole: «GIUSEPPE DI DONNA o.ss.t. / VESCOVO DI ANDRIA 1940-‘52».

La solenne celebrazione del 70° anniversario del pio transito si è conclusa con la recita della preghiera, composta dal suo successore Mons. Luigi Mansi,  per ricordare  il Venerabile Mons. Giuseppe Di Donna, pastore solerte in tempi difficili,  e chiedere alla SS. Trinità che voglia dare un segno della sua efficace intercessione per celebrarlo nella Chiesa come beato.

 

 

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