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Pregliasco a Rutigliano: «Il virus è ancora tra noi, ma sono ottimista»

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di Rosalba Lasorella

Numeri, curve, previsioni, provvedimenti. L’appuntamento quotidiano con i dati legati alla diffusione del Coronavirus in Italia resta, pur a distanza di mesi dalla fase più tragica dell’emergenza, un momento tanto atteso quanto temuto da cui possono dipendere le nostre paure o le nostre pretese di libertà. Oggi a spaventare sono i nuovi casi registrati in Puglia che tornano ad inibire la ripresa delle tradizionali attività settembrine, da quelle scolastiche a quelle associative. Ma come possiamo interpretare queste informazioni, cosa dobbiamo aspettarci e come possiamo difenderci dai rischi persistenti?

Ha risposto principalmente a queste domande il virologo Fabrizio Pregliasco nel corso dell’incontro-dibattito tenutosi presso Cortile Castello a Rutigliano lo scorso 6 settembre. «Dal punto di vista del cittadino, quindi del non addetto ai lavori, c’è stata sin dall’inizio una grande difficoltà di interpretazione della narrazione, perché insieme alla pandemia si è avuta un’infodemia, quindi una comunicazione h24 monotematica» - ha spiegato il professore, invitato nella sua duplice veste di esperto del settore e Presidente Nazionale ANPAS in occasione dell’approvazione del bilancio regionale dell’associazione.

«L’informazione è spesso stata discordante, alcune modalità di comunicazione hanno facilitato le divisioni legate soprattutto al fatto che noi non sapevamo cosa ci stava accadendo e stiamo imparando giorno per giorno a capire qualcosa di questo virus» ha continuato, sottolineando come i tempi della ricerca (più lenti rispetto a quelli dei media che «cercano novità entusiasmanti pregliasco-a-rutigliano-2da diffondere tra l’edizione del mattino e quella della sera») rendano tuttora difficile costruire un racconto coerente della malattia, essendo legati a un processo che si basa essenzialmente su tentativi, errori e discussioni.

Introdotto dal breve saluto del Presidente della Protezione Civile di Rutigliano Giuseppe Dalba e della Presidente dell’associazione ViVila Luciana Prosperi (tra i promotori dell’evento insieme al Comune di Rutigliano), l’intervento del prof. Pregliasco ha messo in evidenza la complessità della situazione gestita e ancora da gestire sotto il profilo sanitario e politico, rivelando al contempo un ottimismo di fondo. «È difficile dire cosa succederà. Il fatto che sia particolarmente stronzo questo virus è perché -e lo scopriamo meglio adesso-  ha una quota rilevante di asintomatici, quindi persone che possono essere fra noi e che possono contagiare. I casi attuali, però, sono diversi e noi siamo più preparati ad affrontarli» - ha dichiarato il noto virologo attivo presso l’Università di Milano, evidenziando come sia importante che ognuno faccia la sua parte per prevenire la formazione di nuovi pericolosi “iceberg” - «Se il territorio resiste, incrementa la capacità diagnostica, individua i casi sospetti, isola i contatti stretti, noi cittadini dobbiamo collaborare e non fare lo sgambetto a chi sta ansimando nell’organizzazione in previsione di una seconda ondata».
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Il virus, dunque, non si è rabbonito e la riapertura delle scuole (come i nuovi flussi sui mezzi di trasporto pubblici o i viaggi all’estero) esporrà senza dubbio una larga parte della popolazione al rischio del contagio, per questo sarà indispensabile il confronto e l’alleanza con le famiglie per gestire al meglio le situazioni che si presenteranno. Il desiderio di tornare alla normalità è legittimo perché «le pandemie non determinano solo morti e sofferenze, ma anche disastri psicologici, sociali ed economici devastanti nel lungo periodo», ma abbassare la guardia adesso potrebbe essere letale.

«Oggi la scommessa sul futuro dipende da noi, la malattia non è più epidemica, è endemica, cioè il virus continua ad esistere tra noi ed è una fotocopiatrice impazzita che cerca di replicare sé stessa: cerca carta, materiale per replicarsi» ha concluso, rispondendo poi alle domande del pubblico sollecitato dal moderatore Gianvito Altieri.

In conclusione, i ringraziamenti del Presidente Regionale ANPAS Domenico Galizia e le considerazioni del Vice Sindaco di Rutigliano Domenico Gigante, il quale già in apertura aveva elogiato la generosità e l’efficienza dei volontari che, con il loro personale atteggiamento e nonostante la paura del virus sconosciuto, hanno contribuito ad affrontare l’emergenza. «Ora arriva un momento altrettanto difficile perché bisogna lavorare sulla psicologia delle persone, con la mente di chi sostiene che il virus non esista più. Invece, dobbiamo abituarci a convivere con una situazione che certamente non finirà in questo momento» - ha affermato il Vice Sindaco - «Noi come amministrazione riteniamo di fare un grosso investimento nel patrimonio del volontariato, che è un patrimonio di tutti. Lo stiamo facendo e cercheremo di incrementare quelle sinergie necessarie affinché in certi momenti si riescano a superare insieme le difficoltà».

 

 

 

 

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