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Vigneti a Rutigliano attaccati dalla peronospora nonostante il trattamento con fungicida

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peronospora-fungicida


di Gianni Nicastro

Nel 2015, come qualcuno ricorderà, gli agricoltori di Rutigliano si sono ritrovati con malformazioni all’uva e alla vite a causa di un antibotritico, un fitofarmaco di una nota azienda chimica multinazionale. Allora quella azienda ha ammesso le proprie responsabilità in relazione a quel fenomeno, contattando lei stessa gli agricoltori colpiti dalle malformazioni e proponendo risarcimenti bonari. Alcuni agricoltori, invece, hanno seguito la strada del contenzioso legale. Tutti, comunque, hanno avuto un risarcimento per i danni subiti a causa del fitofarmaco utilizzato.
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Questa volta non si tratta di malformazioni, ma di peronospora. Ha attaccato la vite, foglie e uva, nonostante il trattamento fitosanitario antiperonosporico. Su questo problema ieri si è tenuto un incontro tra agricoltori non solo di Rutigliano, anche di Conversano, Turi, Noicattaro e altri comuni del Sud-Est barese.

Si è parlato dell’attacco di peronospora dovuto alle piogge dei giorni scorsi nonostante il trattamento fungicida fatto con un particolare fitofarmaco di cui si sospetta l’inefficacia nella protezione della vite. Gli agricoltori hanno un primo empirico metro di paragone: chi ha trattato con un altro tipo di fungicida, cioè di un’altra marca, non ha riscontrato attacco di peronospora o lo ha riscontrato in modo lieve. Chi, invece, ha trattato col fitofarmaco in questione ha subito danni che vanno dal 20 al 100%. L'altro dato empirico è il fatto che questo problema non riguarda uno, due o tre agricoltori; riguarda decine, forse centinaia di produttori che hanno utilizzato lo stesso fungicida.
Tutti ieri hanno ribadito di aver trattato attenendosi scrupolosamente alle indicazioni riportate sull'etichetta di quel fitofarmaco.peronospora-fungicida-2

L’incontro si è tenuto a Rutigliano, in una azienda nel PIP sulla provinciale per Conversano. Una partecipazione importante, presenti una settantina di agricoltori e forse più; si sono viste alcune OP. Hanno discusso del problema con l’avv. Giuseppe Sansonetti di Bari, che ha già seguito gli agricoltori nel 2015. C’era l'agronomo dott. Costantino Pirolo, al quale gli agricoltori si sono rivolti per avere la certezza che il male che ha colpito i loro impianti sia proprio peronospora. Il dott. Pirolo ha analizzato i campioni insieme ad uno staff tecnico da lui stesso coordinato e in collaborazione col centro analisi dell’Università di Bari e il centro di ricerca Basile Caramia di Locorotondo. Dal rapporto di prova del laboratorio «si evince scientificamente che si tratta di peronospora», ci ha detto stamattina lo stesso dott. Costantino Pirolo.

All’incontro ieri c’era anche il tecnico di Agro Biolab Laboratory di Rutigliano, che ha analizzato un campione di uva e foglie attaccate dalla peronospora e trattate col fungicida sospettato. Questa prima analisi ha riscontrato una degradazione del fungicida a due, tre, giorni dal trattamento. Il sospetto, dunque, è la perdita di efficacia in breve tempo di quel prodotto. Agro Biolab ripeterà le analisi per avere più certezza scientifica rispetto ai primi risultati.peronospora-fungicida-3

C’è da dire, in ultimo, che sulla questione della perdita di efficacia di fungicidi antiperonosporici è stata fatta, nel 2016, una ricerca dal Centro di Sperimentazione Laimburg (Auer, Südtirol). I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati su una rivista specializzata a febbraio del 2017.

“Ad inizio estate del 2016 -si legge su quella rivista-, la pressione infettiva della peronospora era molto elevata. Nonostante i trattamenti fungicidi effettuati, in alcuni vigneti si sono verificate gravi infezioni, non spiegabili unicamente con la biologia del patogeno né con il particolare andamento meteorologico del periodo. Tale situazione ci ha spinti a verificare l’efficacia antiperonosporica dei prodotti impiegati”.
Nelle conclusioni si legge che “I risultati di questa sperimentazione indicano una perdita di sensibilità delle popolazioni di P. viticola nei confronti della sostanza attiva (…)”.
Nella stessa conclusione, l’estensore dell’articolo -del Centro di Sperimentazione Laimburg- avverte che “Questi dati non possono però essere trasferiti al 100% in pieno campo e per una valutazione definitiva sono necessari ulteriori approfondimenti”.

Non so se questi approfondimenti ci siano stati e quali risultati abbiano prodotto; rimane, comunque, il fatto che un centro di sperimentazione così importante si sia interessato della perdita di efficacia di un prodotto antiperonosporico probabile causa dei problemi che gli agricoltori ieri hanno lamentato e sui quali potrebbero, a breve, chiedere conto a vari livelli.

 

 

Commenti  

 
0 # Ciani 2020-08-08 14:30
Quando uno è cosi superbo nel suo sapere e meglio ignorarlo.. è come se un pastore o un fabbro o un muratore capisse come si fa un trapianto cardiaco e si mettesse a fare proclami come fa questo signore che si denomina cittadino
.non sei agricoltore.qui ndi prima di avventurarti in sentieri a te sconosciuti. Prendi una bussola e documentati ..e spara meno cavolate grazie
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-1 # cittadino 2020-08-07 09:49
La verità che negli anni si è fatto un uso indiscriminato ed "eccessivo" di questi che sono veleni importanti. Tanti anni indietro si coltivava uva al sole senza quei terribili tendoni,uva all'aria , uva il cui colore e sapore invitava a gustarsi una bevanda miracolosa. Uva che oggi è solo pianta da batteria in contenitori avvolti da nubi tossiche che avvolgono un frutto ? Ormai i batteri sono rafforzati e gli antagonisti sono stati distrutti da noi stessi bisogna che gli esperti dicano sul piatto la verità.
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+8 # Cittadino 2020-08-06 22:20
Cosa ha fatto il Sindaco fin ad oggi ? E l l'amministrazio ne?
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+4 # Mandingus 2020-08-07 15:57
Si, vogliamo vedere il sindaco a tirare l'acino e a fare i trattamenti!
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