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Così i nostri gruppi Scout amano e invitano ad amare Rutigliano

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di Rosalba Lasorella

È il paese a parlare, con un finto accento di vanità che è in realtà sfida, provocazione, istigazione alla scoperta. “Se mi conosci, mi ami” non è un semplice richiamo all’attenzione della collettività, bensì una convinzione gridata ad alta voce che invita ad andare fino in fondo per assecondarne il fondamento. A cogliere questo invito i dieci gruppi Scout della Zona Bari Sud, promotrice -appunto- della campagna “Se mi conosci, mi ami” che ha coinvolto già dallo scorso anno le Comunità Capi (ossia gli adulti educatori) di ciascun gruppo.agesci-1

Ne fanno parte, con la loro storica propensione al servizio, anche i gruppi Scout locali Rutigliano 1 e Rutigliano 2, i quali hanno aderito e contribuito all’iniziativa sfruttandola come occasione preziosa per esplorare il territorio e condividere la propria prospettiva di valorizzazione. La campagna, infatti, risponde all’obiettivo di «imparare a leggere criticamente la realtà dei nostri territori per individuarne punti di forza e punti di debolezza ed intervenire con un’azione educativa mirata», come indicato nel Progetto di Zona 2018-2021 che rappresenta la linea guida a cui si ispira il lavoro dei Capi educatori.

Le fasi operative della campagna hanno portato le Comunità Capi dei gruppi Rutigliano 1 e Rutigliano 2 ad allenare il proprio spirito di osservazione registrando suoni, immagini, dettagli, voci, emozioni. Il percorso di esplorazione ha condotto in luoghi differenti e ha trasformato la minuziosa passeggiata in un’immersione al limite tra soggettività e oggettività. Sono, così, balzati agli occhi pregi della città da enfatizzare, difetti da denunciare, sensazioni da rivivere, valori comuni che potrebbero fungere da fondamento per nuove strategie educative e-perché no- amministrative.

«Attraverso questa campagna abbiamo scoperto lo stato di abbandono dei rifiuti in ogni luogo del nostro paese, lo stato di degrado dei parchi, delle aree gioco per bambini e del centro storico; abbiamo visto ancora la poca cura per agesci-2l’arte, per la cultura e per le zone verdi» riferiscono con critica amarezza dal quartier generale di Via Turi. Da Via Pantoscia, invece, emerge una diversa consapevolezza identitaria: «Abbiamo scoperto che Rutigliano è un paese radicato nella storia e nelle usanze che guarda, però, al futuro con spirito di miglioramento e valorizzazione in chiave moderna delle sue tradizioni».

Dal confronto interno su queste considerazioni, i due gruppi hanno tratto l’idea del messaggio da lanciare alla collettività: ancora un passo fuori, dunque, non solo per raccontare l’esito della scoperta, ma soprattutto per sensibilizzare i cittadini verso le tematiche identificate. Come? Attraverso manifesti già affissi (nel caso del Rutigliano 2) o ancora da affiggere ma già diffusi attraversi i canali AGESCI (nel caso del Rutigliano 1) che racchiudono, ciascuno a suo modo, l’amore per la città, il desiderio di preservarla, la speranza di un cambiamento.

Chiara e decisa è la posizione verso cui i Capi del primo gruppo scout cittadino hanno mosso i propri passi.

«[…] Scegliamo di amare e custodire la città. E per farlo ci impegniamo nell’educazione che porta a conoscere la città, che porta - ancora - ad amarla. La nostra città non è il nostro spazio, è il nostro “luogo”, che ha connotagesci-3azione emotiva, intorno al quale abbiamo costruito un significato, depositato un ricordo. La nostra città deve accendere ciò ch’è insito in noi, custodisce i nostri valori personali. Non dobbiamo aver paura di osservarla con l’anima, di averne cura, di dedicarle un pezzo di noi stessi, ma soprattutto di alzare la voce per difendere il nostro luogo. Diventiamo protagonisti della nostra città. Un problema grande, suddiviso per tutta la comunità, diventa un granello di polvere.

Diciamo NO al disinteresse per il nostro paese, da parte di giovani, adulti e bambini. Diciamo NO alla scarsa attenzione per i luoghi che abitiamo, viviamo e dovremmo amare perché sono la nostra casa.

Diciamo SI alla responsabilità condivisa della denuncia di atti che oltraggiano questi stessi luoghi, che lo deturpano e che lo rendono sporco e non vivibile. Diciamo SI ad una maggiore sorveglianza, di ciascun cittadino oltre che degli organi preposti. Scegliamo tutti di essere, ognuno, al centro del nostro paese, al
centro della nostra amata e non custodita Rutigliano» (qui il testo di spiegazione integrale).

La direzione imboccata dagli educatori Scout del Rutigliano 2 segue, diversamente, il fruscio di un’acqua speciale, quella che scorre e si fa dono attraverso il sistema antico e sempre attuale delle fontane pubbliche. Tre i soggetti scelti per rappresentare la fontana in altrettante dimensioni: come segno della Storia, come punto di ritrovo e come sorgente di un bene prezioso.agesci-4

«[…] le fontane di Rutigliano dispensano vita come dispensano ricordi. Sono discrete, non sempre silenziose, raccontano goccia a goccia chi eravamo, hanno conosciuto bambini poi diventati anziani e per questo, siamo convinti, possono essere considerate custodi di un patrimonio da valorizzare. Lo scorrere del tempo le ha trasformate nel segno vigoroso della Storia che non scalpita per richiamare la nostra attenzione, ma che non disdegnerebbe qualche carezzevole sguardo d’attenzione in più.

In centro o leggermente in periferia, ora come nei tempi in cui mancava qualsiasi forma di tecnologia comunicativa, la fontana è stata e rimane oggi un punto di contatto, un posto sicuro nei pressi del quale attendere l’appuntamento che fa battere il cuore o, semplicemente, accorcia le distanze. Generazioni di ragazzi sono cresciute con il tacito accordo del “Ci vediamo alla fontanina!” da lì avrebbe avuto inizio l’avventura, da qui vorremmo che l’avventura proseguisse.

[…] A sorvegliare i nostri passi ci sono sempre stati gli occhi in ghisa delle fontane, non ancora stanche, piene di una vita che non andrebbe sprecata. Il dono generoso dell’acqua, infatti, ci attraversa ma non ci appartiene: usiamolo con parsimonia senza mai darlo per scontato e scopriremo che tanta bontà può davvero renderci felici». (qui il testo di spiegazione integrale).

Questi, dunque, i sentimenti che animano i Capi educatori dei due gruppi Scout locali e che si traducono, come richiesto dalla campagna, in un impegno a cui tutta la comunità è chiamata a partecipare.  I manifesti in paese sono il frutto di un lavoro che non si esaurisce qui, ma preannuncia azioni future: «quelle che vedranno bambini, ragazzi e giovani fare scouting sui temi della salvaguardia del Creato, del patrimonio culturale e artistico della nostra Città» e che punteranno a «lanciare messaggi positivi capaci di generare anche solo un piccolo cambiamento».

Clicca qui per conoscere il lavoro svolto dalle altre Comunità Capi della Zona Bari Sud (Alberobello 1, Conversano 1, Fasano 1, Noci 1, Noci 2, Putignano 1, Turi 1).

 

 

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