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A Betlemme torna la mangiatoia del Bambino Gesù

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Sac. Pasquale Pirulli
don pasquale foto
La tradizione assegna a san  Girolamo, insigne maestro della Bibbia, non solo la permanenza eremitica nelle grotte vicine alla Grotta della nascita di Gesù, figlio di Maria sposa di Giuseppe falegname di Nazareth, ma anche il recupero della mangiatoia che accolse il Bambino , ritrovato dai pastori secondo l’invito dell’angelo: “troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia” (Lc 21.20). Più tardi san Sofronio, patriarca di Gerusalemme, consegna a papa Teodoro I (642-649) le assi di legno della mangiatoia che sono conservate nella cappella ipogea della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.

Papa Francesco d’accordo con il card. Stanislaw Rylko, arciprete della basilica liberiana, il 22 novembre scorso ha fatto prelevare una parte della reliquia della natività e la ha inviata a Gerusalemme dove è stata consegnata al P. Fr. Francesco Patton ofm, custode di Terra Santa. Lo stesso cardinale nella lettera inviata al P. Francesco Patton ha ricostruito la storia della reliquia il cui significato è stato illustrato da Mons. Leopoldo Girelli, nunzio apostolico in Israele e Cipro e delegato apostolico per Gerusalemme e la Palestina, il quale il 29 novembre  nella cappella “Nostra Signora della Pace” del centro “Notre Dame” di Gerusalemme durante una suggestiva funzione natalizia ha dichiarato: «Nel ricevere questo dono da papa Francesco, con fede ardente, la nostra gioia non può essere superficiale ma deve essere profonda». Nel pomeriggio egli ha consegnato la preziosa reliquia ai frati francescani della Custodia di Terra Santa e ha detto con commozione: «Davanti a noi abbiamo un frammento impreziosito: accarezzato dalle mani tenere di Maria, da quelle callose di Giuseppe e sfiorato dalle minuscole mani del neonato divino».  

Nella sua lettera il card. Stanislaw Rylko esprime i sentimenti di papa Francesco nel decidere l’invio di tale dono alla città di Betlemme: «Il papa accompagna questo dono con la benedizione e il fervido augurio che la venerazione di questa preziosa reliquia apra il cuore di tanti uomini e donne adulti e giovani, anziani e bambini, ad accogliere con rinnovato fervore il mistero che ha cambiato il corso della storia. Il Santo padre augura, in particolare, che il messaggio di pace annunciato dagli angeli la notte di Natale agli uomini amati da Dio, che da duemila anni risuona da Betlemme, porti il dono di pace e riconciliazione di cui il nostro mondo ha sempre grande bisogno». Il P. Patton ha ringraziato con queste commosse parole: «Oggi è un giorno di grande festa anche perché  ci viene donato un frammento di quella Sacra Culla che ci richiama il Mistero dell’Incarnazione, tanto caro a san Francesco e fondamento e modello della nostra stessa vocazione».

La reliquia della mangiatoia di Gesù è ritornata a Betlemme la mattina del 30 novembre per essere conservata nella chiesa di santa Caterina, che sorge a fianco della Basilica costantiniana che racchiude la grotta della natività, e che è officiata dalla comunità dei frati francescani della Custodia di Terra Santa. La prima sosta di venerazione è stata officiata dai frati francescani sul piccolo altare della mangiatoia nella Grotta della Natività. Questo significativo gesto di papa Francesco ha preceduto di poche ore la firma della lettera apostolica “Admirabile signum” sull’altare della grotta di Greccio, dove la notte di Natale dell’anno 1223 san Francesco d’Assisi con l’aiuto del fedele contadino Giovanni realizzò il primo presepio che diventa la rappresentazione popolare del mistero della nascita del Bambino che Maria, dopo averlo avvolto in fasce, depose nella mangiatoia della grotta di Betlemme.

Foto in slide tratta da vaticannews.va

 

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